La musica
Quando le tue mani di bimba esplorano il viso in una carezza di scoperta e di curiosità, anche io ti accarezzo i capelli lisci come la seta e canto una nenia primordiale fatta di emozioni. Quando le tue mani e i tuoi piedi battono al ritmo della musica, mi si riempie il cuore di gratitudine e di commozione, perché questa vita ci dona due grandi gioie: la musica e la poesia oltre all’amore naturalmente. Cos’è la musica? Per me la musica è il canto dell’anima, è il librarsi nello spazio della melodia nascosta nei cuori, è l’espressione in note dei nostri sentimenti. Quante volte ci ha consolati, calmati, ci ha dato slancio e coraggio, o ha infuso paura nei nostri cuori, o ci ha fatto fantasticare di persone o luoghi. Da dove hanno attinto ispirazione per comporre le loro melodie autori come Mozart, Beethoven o Tchaikovsky? Quali muse hanno illuminato la loro creatività? La parola musica deriva proprio dalle Muse, creature della mitologia greca e romana, ed è l’arte e la scienza del suono. Molte persone hanno sperimentato le innumerevoli possibilità terapeutiche della musica: chi si è risvegliato dal coma ascoltando una melodia familiare, chi aiuta la concentrazione avendo un sottofondo musicale, chi, grazie a lei, riesce a superare blocchi psicologici. La stessa natura con i suoi suoni caratteristici, vento, pioggia, mare, canti degli uccelli, viene usata come terapia per ridare armonia e serenità all’uomo di oggi sempre più stressato da suoni fastidiosi come quelli del traffico, degli impianti industriali, di macchinari e degli utensili domestici. Le prime manifestazioni musicali dell’uomo si possono ricondurre alla vita quotidiana e agli attrezzi che usava: per seguire il ritmo usava le mani, i piedi, le armi e gli utensili. Spesso accompagnava il ritmo con suoni primitivi come grida e suoni gutturali. I primi strumenti utilizzati furono conchiglie, corna di animali, ferula e canne incise e lavorate per produrre suoni. Lentamente vennero perfezionati fino a diventare flauti, archi, trombe. Nelle antiche civiltà erano molteplici le funzioni della musica. Nell’Antico Egitto accompagnava le cerimonie religiose, i funerali, le battute di caccia, i banchetti e le varie fasi dei lavori agricoli. Nella Grecia del V secolo a.C. la musica aveva un ruolo di primo piano nell’educazione dei giovani ed era legata alla poesia e alla danza. La musica non si rappresentava in pubblico in forma di concerto ma per evocare una storia, un rito e si integrava alla poesia o alla danza. Fu in Grecia che, per la prima volta, la musica venne intesa come espressione dei vari aspetti della vita: religioso, educativo, mitologico, magico e ludico. Nella Roma dell’antichità la musica accompagnava i riti religiosi, i grandi eventi celebrativi, le rappresentazioni teatrali e i sontuosi banchetti. Nell’antichità classica, sia mediterranea, sia indiana, sia cinese, emerge chiara la funzione rituale e religiosa della musica. Seguendo la tradizione religiosa ebraica che attribuiva al canto grande importanza, anche il cristianesimo delle origini utilizzò il canto religioso in modo molteplice fino a definirlo, dopo il pontificato di papa Gregorio I, come canto gregoriano che è l’insieme del repertorio musicale dell’antica chiesa cattolica. Via via, attraverso il medioevo, il rinascimento, l’età barocca, il classicismo, l’età classico-romantica, le esperienze precedenti confluiscono e si fondono in modo sempre più complesso e mirabile in melodie di impareggiabile completezza e raffinatezza. Nel breve volgere di duemila anni, il talento compositivo dell’uomo si è evoluto fino a sfociare nell’assoluta bellezza delle composizioni di fine settecento -inizio ottocento, che restano capolavori ineguagliabili della creatività musicale umana. Parlare oggi di musica è addentrarsi in intrecci di diversi stili che fanno parlare di world music, è pensarla come colonna sonora di film e documentari, è collocarla al di fuori di schematismi rigidi in una continua trasformazione, ai ritmi serrati del mondo contemporaneo.