Le scienze della terra:
geologia, geofisica, sismologia, meteorologia
Fino a circa 380.000 anni dopo il big bang, l’universo era
così caldo e denso che elettroni e protoni non riuscivano
a combinarsi per formare atomi di idrogeno.
Il 1929 è l’anno nel quale è nata la
cosmologia sperimentale. In California, a Mont Wilson, grazie a un potente
telescopio rivolto verso il cielo, E. Hubble riuscì a dedurre che le galassie
si allontanano a una velocità che aumenta al crescere della loro distanza. Da
ciò discende che l’Universo è in espansione e che più si torna indietro nel
tempo maggiore era la compressione della materia, la cui espansione è iniziata
con una gigantesca esplosione: il big bang.
Il sistema solare fa parte di una
galassia di cento miliardi di stelle chiamata Via Lattea. In questa galassia
circa quattro miliardi e seicento milioni di anni fa si era accumulato un
grande vortice di gas e polvere che iniziò ad aggregarsi. La maggior parte si
aggregò nel Sole, mentre piccole particelle iniziarono a formare i pianeti che
gravitano attorno al Sole. La Terra si formò nei successivi duecento milioni di
anni. In quel periodo avvenne uno schianto gigantesco provocato da un corpo
celeste. Nello schianto si staccò dalla Terra un gigantesco ammasso di
materiale che proiettato lontano andò a formare la Luna. La Terra era
incandescente e le temperature erano altissime. Attorno a questa enorme massa
infuocata iniziò a formarsi un’atmosfera composta da gas quali l’anidride
carbonica, l’azoto, il metano e lo zolfo. La Terra venne bersagliata da oggetti
cosmici di tutti i tipi, ma i vapori che la circondavano iniziarono a cadere
sulla superficie, in forma di pioggia, raffreddandola.
Era una pioggia abbondante, incessante
che continuò per miliardi di anni, lentamente il pianeta fuoco diventava il
pianeta mare. In questa epoca di piogge e di bombardamenti cosmici, circa
quattro miliardi di anni fa, nacquero le prime semplici forme di vita. Erano
organismi unicellulari che lentamente riuscirono ad evolvere in organismi
multicellulari organizzati, resistenti al caos distruttivo di germi, batteri e
virus. Si diffusero in forma vegetale ed animale, evolvendo in specie nuove ed
estinguendosi se non riuscivano a fronteggiare i cambiamenti. Così specie come
i dinosauri e i mammut scomparvero nonostante le dimensioni e la forza.
Partendo da un cervello di dimensioni nettamente più piccole di quelle attuali iniziò
ad evolversi l’intelligenza autoconsapevole e dotata di creatività della specie
umana che, con uno spirito adattativo incredibile, superava le più dure prove
climatiche ed ambientali. L’uomo rapidamente evolveva nella conoscenza e nella
comprensione di sé e del mondo circostante. La storia umana è fatta di
accelerazioni e di brusche frenate oscurantiste, ma nonostante tutto il
cervello umano ha triplicato il suo volume e soprattutto ha progredito nel
cammino della conoscenza e della creatività. Questi miglioramenti sono avvenuti
grazie alla saggezza, alla curiosità e all’integrità morale che sono state le
basi per la sua salvezza e il suo progresso, ed hanno consentito di superare la
continua azione disgregatrice della violenza e dell’odio, che tanta distruzione
e dolore hanno portato nella storia dell’umanità.
Ho cercato di riassumere in poche
righe un cammino lungo miliardi di anni, perdonatemi per l’approssimazione e
per gli eventi che ho trascurato di esporre; questa sintesi è ovviamente
un’ipotesi basata sulle conoscenze attuali, che sicuramente sarà aggiornata e
modificata da nuove scoperte che saranno fatte dagli scienziati e dai
ricercatori.