Le favole
Quali perle di saggezza e di umorismo sono racchiuse
nei brevi versi delle favole di Esopo e Fedro.
(Giorgio)
Quando
pensiamo alle favole, la nostra mente ritorna a un lontano passato, al caldo
del lettino, alla mamma e al papà che leggevano favole che ci aprivano la
fantasia a mondi sconosciuti e mirabolanti.
Gli
stivali enormi del gatto, che grazie a loro percorreva grandi distanze, il
genio della lampada magica di Aladino, il tappeto volante di Alì Babà, gli
animali parlanti delle favole di Esopo e di Fedro, gli inganni del Gatto e
della Volpe al povero Pinocchio e la cattiveria di Mangiafuoco contrapposta
alla bontà della fata Turchina, le briciole sparse nel bosco da Hansel e Gretel
per ritrovare la strada di casa, la strega che avvelena Biancaneve con una mela
e la disperazione dei sette nani, il freddo e la tristezza della piccola
Fiammiferaia e la gioia sfrenata di Giamburrasca.
Con
che trepidazione si aspettava il momento delle fiabe e come ci accompagnavano
nei sogni, a volte sereni a volte agitati dalle oscure presenze dei cattivoni di turno: Mangiafuoco, Capitan
Uncino, la Bestia, la regina Malvagia, il Lupo e l’Orco.
Fantasia
e immaginazione correvano libere nei nostri sogni di bambini e ci preparavano
alle prove della vita.
L’intelligenza
emotiva dei bambini trae grande beneficio dal mondo delle favole, in quel mondo
incantato tutto è possibile, anche che un genitore o un nonno ritorni un po’
bambino, mentre racconta una fiaba ai suoi piccoli e la fantasia vola libera.
Le
favole sono anche perle di saggezza perché, dietro una storia semplice,
racchiudono le difficoltà e le sfide della vita con cui il bambino impara a
confrontarsi e si prepara ad
affrontare.
Le
favole diventano anche stimolo di creatività, perché il bambino nella sua
immaginazione le rielabora e le trasforma, reinventandole ogni volta in modo
originale.
Il
mondo degli adulti tende a trascurare l’importanza delle favole tanto che le
stesse storie raccontate da Fedro sono state per secoli dimenticate, e solo per
caso sono giunte fino a noi, anche se molte sono andate perse.
Oggi
poi che la televisione e i videogiochi sostituiscono il vecchio libro di
favole, queste vengono sempre più relegate negli scaffali polverosi delle
biblioteche.
Le
favole raccontano anche delle tradizioni di un popolo, ne scoprono le radici,
ne tramandano le credenze.
Fate,
folletti, elfi, orchi, guerrieri invincibili, maghi, giganti, creature
mostruose, ci giungono dalle antiche mitologie popolari e sono i protagonisti
di favole, poemi e commedie.
Nelle
favole è spesso presente il male, che si affaccia prepotentemente sulla scena e
fa capire che non molla facilmente la presa e che è disposto a usare tutti i
trucchi più subdoli per trionfare sul bene.
A
volte capita che personaggi malvagi si dimostrino capaci di bene e si
trasformino per amore o per semplice compassione, come è successo alla Bestia,
conquistata e ammansita dalla Bella, o a Mangiafuoco che si commuove alla
storia di Pinocchio e lo libera regalandogli 5 monete d’oro.
Ma
quello che colpisce di più i bambini è la voce della mamma o del papà che
legge, è vedere i genitori interpretare i personaggi della storia e emozionarsi
insieme a loro, ma soprattutto è sentirli vicini. Non vorrebbero mai venisse il
momento del distacco, e dicono ancora, e poi ancora, fino a quando il sonno non
li vince e li trasporta su una soffice nuvola fatta di fantasie e di sogni.
Che
bello vederli col volto sereno che trasmette gioia e chiede carezze e
tenerezze; la sera è il momento più atteso, vicini vicini a giocare, a leggere,
a scherzare e a desiderare che il tempo si fermi. Ciao bambini, vorrei
augurarvi di conservare un cuore gioioso e innocente, che il tempo che passa
lasci i segni solo sul vostro volto ma non nel vostro spirito. Ciao bambini,
tutti sappiamo che le favole finiscono, ma cosa c’è di più appassionante, di
più avventuroso, di più coinvolgente?