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domenica 27 maggio 2012


I percorsi della creatività e come favorirli





Tutto ciò che l’uomo è in grado di pensare, egli è in grado anche di fare. (Johann Wolfgang Goethe)





In sanscrito creare è espresso con kar; kar-tr è colui che fa dal niente, il creatore. L’attività creativa è frutto di un mero caso, oppure è frutto di un’attività elaborativa cerebrale o infine è la conseguenza delle riflessioni dell’anima?

Se dovessimo credere che sia solo il caso a governare i processi creativi assumeremmo una posizione anti scientifica, in contraddizione con le più recenti scoperte degli studi sul cervello e sul suo funzionamento. È altrettanto vero, però, che molte volte, dove il puro ragionamento logico si arena, si arriva alla soluzione creativa per puro caso. La creatività spesso segue vie imprevedibili, pur attingendo agli studi e alle esperienze li rielabora in modo originale e quasi magico. Succede che all’improvviso si senta l’ispirazione e si dia vita a una creazione che sgorga spontanea quasi fossimo stati ispirati dal nostro io profondo.

I ricercatori definiscono questa capacità creativa pensiero laterale, abilità di vagare liberamente con la mente, associando in modi non convenzionali gli elementi da assemblare per ricomporre il puzzle conoscitivo e creativo.

I bambini amano giocare utilizzando il pensiero laterale, lasciando vagare la mente a scomporre e ricomporre le esperienze affettive e sensoriali.

L’educazione repressiva, l’apprendimento mnemonico e standardizzato, l’organizzazione sociale e lavorativa basate sull’appiattimento e sulla ripetitività sono le cause più importanti che fanno inaridire l’intelligenza creativa.

Comprendere il funzionamento del cervello è una delle sfide scientifiche più affascinanti e più importanti per capire i percorsi della creatività e come favorirli.

Alla base del funzionamento del cervello ci sono miliardi di neuroni e le loro terminazioni dette sinapsi. Queste terminazioni sono a contatto con altre sinapsi e per comunicare rilasciano delle sostanze chimiche in risposta a una stimolazione elettrica.

Il neuroscienziato Eric Kandel (1920), vincitore del premio Nobel del 2000 per la medicina, con i suoi studi ha dimostrato la plasticità sinaptica dei neuroni, cioè che quando una persona impara qualcosa di nuovo, si modificano le connessioni nel suo cervello e si determinano delle modificazioni fisiche a livello delle sinapsi.

Questi mutamenti nelle connessioni producono la riorganizzazione funzionale del cervello.

Nel momento in cui vengono investiti di nuovi stimoli i neuroni ondeggiano e possono interrompere dei collegamenti usuali per crearne di nuovi con neuroni vicini. Il cervello non solo nell’imparare modifica continuamente le proprie connessioni ma si comporta come qualsiasi altro muscolo del corpo in quanto, più lo si tiene in attività, più si sviluppa e diventa complesso. Questo ci fa comprendere l’importanza delle scelte che facciamo, perché ad ogni attività corrisponde una modificazione a livello di percorsi elaborativi.

Partendo da questi presupposti capiamo quanto sia utile favorire lo sviluppo di una mente equilibrata e creativa fin dalla più tenera età. L’educazione al rispetto di sé stessi e delle regole sociali, un ambiente sociale aperto e democratico, un ambiente familiare ricco di empatia e di ironia, sono alla base di una società innovativa e attenta al benessere psicofisico dei cittadini.

L’apprendimento modifica la struttura funzionale del cervello che in un bambino appena nato è strutturato solo parzialmente e che completa il percorso di costruzione solo tra i venti e i quaranta anni. Ad ogni sollecitazione dovuta all’apprendimento segue una modificazione delle connessioni del cervello. Non esistono persone per quanto simili che abbiano le stesse connessioni a livello cerebrale, ognuno nel corso della vita crea una sua originale e unica mappa diversa da quella di qualsiasi altro uomo.

Quante volte abbiamo l’impressione che i sogni ci sfuggano, quante volte rinunciamo a dare ali alla nostra creatività, quante volte abbiamo la percezione che la vita scorra piatta e abitudinaria priva dell’afflato vitale che abbiamo sepolto nel profondo.

Siamo rassegnati, eppure cambiare è possibile, basterebbe fermarsi ad ascoltare l’io profondo, rimuovere convinzioni che inibiscono la creatività, esercitarsi a essere ricettivi alle novità e all’apprendimento. Così facendo si favoriscono i percorsi della creatività, si creano nuove connessioni sinaptiche, si incoraggiano la fantasia e l’intelligenza a manifestarsi in modo libero e originale.


Da Creatività: capirla, risvegliarla, valorizzarla.