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sabato 21 giugno 2014

Architettura e ingegneria


Architettura e ingegneria

 

 

Architettura e ingegneria sono la magia e l’arte di

trasformare in realtà visioni e formule astratte.

(Giorgio)

 

 

Architettura ed ingegneria operano ai confini tra creatività scientifica ed artistica.
Cos’è l’architettura? Affidiamo la risposta alle parole di Renzo Piano: è l’arte di dare rifugio alle attività dell’uomo: abitare, lavorare, curarsi, insegnare e, naturalmente, stare insieme. È quindi anche l’arte di costruire la città ed i suoi spazi… L’architettura è anche una visione del mondo. L’architettura non può che essere umanista, perché la città con i suoi edifici è un modo di vedere, costruire e cambiare il mondo. E poi l’architettura è struggimento per quella cosa bellissima che è la bellezza. Ma questa è un’altra storia ed è impossibile da raccontare.[1]
Cos’è l’ingegneria? Il termine ingegnere deriva dal latino ingenium, (talento innato, naturale) capacità di usare le conoscenze matematiche per progettare, ideare e costruire nei settori più disparati: il lavoro dell’ingegnere spazia dagli edifici, ai veicoli, ai macchinari, ai software.
Se guardiamo attentamente la casa in cui viviamo, capiamo quanto la tecnologia sia progredita negli ultimi cento anni e quanta capacità inventiva sia stata necessaria per regalarci un ambiente e un rifugio così confortevole.

 

 

 

 



[1] Renzo Piano, dalla conferenza tenuta all’Auditorium Parco della Musica, Roma, 2007.

domenica 15 giugno 2014

LA MATEMATICA


La matematica

 

 

La scienza della matematica pura, nei suoi sviluppi moderni, può aspirare a definirsi la creazione più originale dello spirito umano.

(Alfred North Whitehead, La scienza e il mondo moderno, 1925)

 

 

Quando è nato e come si è sviluppato nell’uomo il ragionamento matematico?
La risposta arriva dagli studi svolti da Keith J. Devlin che si ricollegano a quelli sul linguaggio, seguendo il filone dell’evoluzione del cervello umano, che, da compiti ripetitivi e meccanici, è riuscito a formulare pensieri sempre più complessi. La matematica ne è un esempio chiarissimo per la capacità di decifrare leggi naturali universali, utilizzando formule astratte. Per Devlin l’abilità matematica si compone di nove capacità mentali:
1.    Il senso del numero;

2.    L’abilità numerica;

3.    L’abilità di ragionare sullo spazio che ci circonda;

4.    Il senso di causa ed effetto;

5.    L’abilità di costruire e seguire una catena causale di fatti o di avvenimenti;

6.    L’abilità algoritmica (un esempio di algoritmo è l’insieme delle regole che si devono seguire per moltiplicare fra  loro due numeri);

7.    L’abilità di gestire concetti astratti;

8.    L’abilità di ragionare in modo logico;

9.    L’abilità di ragionare sulle relazioni.[1]

Il percorso, che parte da un confuso rendersi conto dell’idea di gruppo e che un gruppo è più grande di un altro, si snoda attraverso la percezione e l’impadronirsi delle varie abilità, fino ad arrivare alla creatività che è la capacità di svelare nuove proprietà, teoremi, regole fino a quel momento sconosciuti.
L’ipotesi centrale nella teoria di Devlin è che, come è avvenuto nel linguaggio, anche nella matematica si è passati ad affinare col tempo le capacità di astrazione e a padroneggiare la complessità ragionando su modelli astratti, riuscendo a trasformarli in teoremi, formule, dimostrazioni universalmente validi .



[1] Keith Devlin, Conferenza tenuta al politecnico di Torino, 2002, trad. di Maria Jack

sabato 7 giugno 2014

La creatività scientifica (Da "L'UOMO IN 3D")


Capitolo terzo

 

La creatività scientifica

 

Come schematizzazione procedurale abbiamo diviso la creatività in quattro parti distinte: scientifica, delle scienze sociali, artistica ed emotiva. Ma una divisione così rigida esiste realmente o è messa in discussione dalla ricerca interdisciplinare, che trova sul campo sempre più elementi di contatto?
Soffermiamoci a ragionare sulla domanda che ci siamo posti e vediamo quali siano le reali interrelazioni che si intrecciano nei laboratori di tutto il mondo nelle ricerche che riguardano i processi decisionali, la coscienza del mondo intorno a noi, la consapevolezza di sé, le origini e l’evoluzione del comportamento morale. Pensiamo a quanto siano inter-dipendenti le neuroscienze, la psicologia, la filosofia, la genetica e la biologia nell’elaborare risposte complessive a queste domande.
Questi temi di elaborazione personale, sociale, filosofica, economica e del diritto, sono entrati ormai da anni nei laboratori scientifici, intessendo una rete di interconnessioni con la ricerca scientifica sempre più stretta e indissolubile.
La conoscenza umana, negli ultimi cinquanta anni, è progredita con un’accelerazione esponenziale. Abbiamo imboccato un percorso di ampliamento progressivo della conoscenza che ci porterà, in tempi brevissimi, verso orizzonti oggi appena immaginabili, dove  l’uomo potrà vivere per centinaia di anni, viaggiare in tempo reale nello spazio-tempo, dialogare con macchine pensanti in grado di apprendere, curarsi attraverso microrganismi sintetici inseriti nel circuito sanguigno, alimentarsi con facilità ed immediatezza.

lunedì 2 giugno 2014


Mappe cerebrali e creatività

 

 

Immaginiamo che il cervello umano, due milioni di anni fa, avesse la dimensione di un’arancia e che da quel momento abbia iniziato una lunga crescita di dimensioni e di capacità logico deduttive, fino ad arrivare alle dimensioni e alle capacità attuali.

Immaginiamo due emisferi uniti dal corpo calloso e racchiusi tra dura madre, liquido encefalico e pia madre.

Immaginiamo quattro lobi al cui interno sono racchiuse miliardi di cellule nervose e migliaia di miliardi di connessioni tra i terminali delle cellule.

Immaginiamo una serpentina di centinaia di chilometri di cellule nervose, talmente piccole che migliaia di esse potrebbero essere racchiuse in un granello di sabbia.

Immaginiamo una miriade di mappe create dalle nostre esperienze, dalle sensazioni e dagli stimoli dell’ambiente che ci circonda, ebbene tra queste mappe è racchiusa la nostra creatività, la nostra capacità di adattamento, di elaborazione e scoperta di nuove prospettive, soluzioni e visioni.

Negli ultimi cinquanta anni si sono moltiplicati gli studi sulla struttura e sul funzionamento del cervello, spinti da interessi scientifici ma anche economici e perfino militari. Possiamo elencare gli studi biologici che indagano sui tessuti cerebrali; quelli dei neuro scienziati cognitivi che cercano di capire come i tessuti cerebrali determinano i comportamenti; quelli degli psicologi e degli psichiatri che studiano i comportamenti e i disturbi comportamentali; quelli dei parapsicologi che indagano sulle presunte capacità paranormali dell’uomo.

L’esempio da seguire per aumentare le nostre conoscenze e capacità intellettive è il comportamento dei bambini che, pur conoscendo pochissimo del mondo che li circonda, hanno una curiosità vivissima di esplorare, toccare, guardare, chiedere, in sintesi di apprendere e di fare esperienza.

Riguardo alla creatività non esistono ricette magiche, esiste invece la capacità di ognuno di noi di ricercare le proprie radici, di sapersi ascoltare e di tirare fuori quel granello di unicità che ci distingue da tutti gli altri. Diffidiamo dei proclami mirabolanti, delle ricette magiche, delle affermazioni roboanti; chi fa ricerca seria sa che è indispensabile, per andare avanti, mettere in discussione ciò che si dà per assodato e ogni volta ricominciare da capo, per progredire nel cammino della conoscenza e della creatività.

Proprio gli interrogativi irrisolti danno tanta carica e nuovi stimoli all’intelligenza umana alla continua ricerca della verità che sfugge e che mostra solo frammenti di sé.