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domenica 21 ottobre 2012

QUALE UOMO DOMANI - Tratto da "Spiritualità un percorso tra dignità ed etica"

 

Quale uomo domani? 


I percorsi che abbiamo seguito all’interno dell’uomo per esplorare le sue capacità creative, lavorative e spirituali sono stati utili per comprendere quali meccanismi volontari ed inconsci sono correlati al processo cognitivo.
 Negli ultimi cento anni la scienza ha fornito molte risposte ai misteri che circondano la vita nell’Universo. Ma se volessimo indicare un’ora sull’orologio della conoscenza le lancette si fermerebbero a mezzanotte e trenta minuti. Questo significa che l’uomo si è appena addentrato nel percorso della conoscenza e che restano ancore 23 ore e 30 minuti per completare il cammino della scienza. La consapevolezza dei nostri limiti attuali non deve scoraggiarci, perché, grazie alle nuove tecnologie informatiche e a tecniche di ricerca condotte da gruppi integrati di esperti multidisciplinari, le scoperte si moltiplicano a ritmi esponenziali.

I laboratori da luoghi chiusi e inaccessibili sono diventati intrecci di conoscenze limitate che si confrontano e si integrano nella rete di luoghi di discussione virtuali come Research Gate. Questo network, al pari di altri, è dedicato alla scienza e alla ricerca. Al suo interno, dopo una semplice procedura di registrazione, è possibile collegarsi, collaborare e scoprire i grandi temi della ricerca scientifica. Oggi più di un milione e mezzo di ricercatori sono registrati sul sito e collaborano per dare unitarietà e visione di insieme ai grandi temi della scienza. L’uomo di domani, inserito in una rete globale, potrà con facilità superare la settorialità della sua conoscenza ed unire Fisica e Filosofia, Medicina e Psicologia, Matematica e Letteratura. Ognuno con la sua abilità settoriale, sviluppata attraverso lo studio e la ricerca, contribuirà ad un sapere aperto al contributo di tutti e verificabile da tutti. Un gigantesco database, liberato dal segreto imposto dalle multinazionali, sempre a caccia di invenzioni e di brevetti per nuovi business.

Il principio guida dell’azione umana deve restare, sempre e dovunque, la ricerca del progresso, del benessere e dell’amore. Senza questa costante attenzione rivolta a migliorare la società si corre il rischio di fomentare violenza, guerra e sofferenza.

L’uomo di domani nasce dalle scelte che operiamo nel presente. Vogliamo una società operosa, creativa, ricca di spiritualità o ci rassegniamo a vivere in una società basata sulla cupidigia, sull’appiattimento e sul materialismo? Questa domanda non è retorica e utopistica come molti vorrebbero far credere, al contrario è centrale per la vita di ogni uomo e per il progresso dell’umanità.

Questo capitolo, un po’ visionario e un po’ futurista, apre alcuni squarci di luce sugli scenari che possiamo immaginare per l’uomo di domani.

Si parla di intelligenze artificiali e delle possibilità che aprono nel campo della coscienza. Ci si interroga sulle nuove scoperte genetiche, sui trapianti degli organi, sulla sopravvivenza del cervello. Si focalizza l’attenzione sull’incidenza di questi sviluppi scientifici per la realizzazione del sogno umano dell’immortalità. Si cerca di capire se esistano dei limiti morali insuperabili per la ricerca scientifica. Veniamo proiettati nell’Universo che ci circonda domandandoci se esistano altri pianeti abitati da esseri intelligenti. Ci confrontiamo con i più fantasiosi scrittori di fantascienza, consapevoli che molte ipotesi considerate fino a pochi anni fa inverosimili sono realtà consolidate. Facciamo un viaggio nelle megalopoli del futuro, immaginandole a misura d’uomo. Dedichiamo uno spazio di riflessione ai pericoli dell’integralismo religioso e del fanatismo politico, contrapponendoli al desiderio di dialogo pacifico tra religioni e tra religione e laicismo.

Il capitolo si conclude con l’auspicio di un mondo dove possano regnare la pace, l’armonia e l’amore.

venerdì 12 ottobre 2012

Tratto da "Spiritualità: un percorso tra dignità ed etica"

La libertà umana di ricerca e di scelta

Guardarsi intorno e guardarsi dentro cercando di catturare frammenti di bellezza e di verità. Scrutare l’Universo che ci circonda e sorprenderci a pensare che non riusciamo a delinearne i confini. Prestare attenzione al nostro respiro, al nostro pensiero, al nostro dialogo interiore per intuire che dentro di noi c’è un universo inesplorato.
Ovunque posiamo lo sguardo e rivolgiamo l’attenzione ci accorgiamo di essere creature fragili eppure uniche. Ognuno ha la sua storia personale, la sua eredità genetica, i suoi talenti. Ognuno è un tassello che compone il mosaico della storia dell’umanità.
Fin dalla più tenera età siamo chiamati alla scoperta e all’esplorazione.
Nei primi anni di vita tutti i bimbi lo fanno con stupore e con gioia. Nei ricordi adulti serbiamo un posto per il bambino che siamo stati e ricordiamo l’intensità e lo stupore con cui facevamo le prime scoperte e le prime conquiste. Se ci veniva negata, reclamavamo con strilli e pianti la nostra libertà di andare alla scoperta del mondo.
Crescendo abbiamo scoperto che il mondo non è quel giardino incantato che ci appariva da bambini. Sono arrivate le prime delusioni e i primi disincanti. La tentazione di escludere dalle nostre vite il mondo esterno spesso si fa sentire più sicuri e fa sembrare giusto rifugiarci in un mondo protetto ed ovattato. Dimentichiamo che il bambino cade, si sbuccia le ginocchia, piange e strilla, ma poi si rialza e riparte alla scoperta del mondo. I condizionamenti sociali e familiari spesso ingabbiano la spontaneità e la freschezza dell’adolescenza, anche se motivati dalla lodevole intenzione di mettere in guardia contro i mille pericoli che si incontrano là fuori. Dentro di noi c’è il desiderio di confrontarci col mondo esterno, mettendo alla prova la forza interiore che abbiamo.
La vita è un continuo fluire di avvenimenti. Uno degli atteggiamenti che l’uomo più frequentemente assume nei confronti delle esperienze che vive è di accettarle passivamente, lasciandosi trasportare dalla corrente impetuosa che lo travolge. L’alternativa è quella di cercare lo stile di vita che sembra più opportuno valendosi della ricerca interiore e della libertà di scelta. Ogni attimo del giorno può essere valorizzato per percorrere la strada della saggezza e dell’accoglienza o sprecato nel vuoto dell’ozio e della noia.
Quali sono gli strumenti che ci aiutano a fare scelte consapevoli?
La preghiera è lo strumento primo per il credente che, attraverso di essa, entra in comunicazione con Dio. Preghiera che non può essere arida ripetizione di formule, ma dialogo interiore per elevare lo spirito e aiutarlo a capire quali sono le scelte da fare e quali gli errori da evitare.
La meditazione è una forma di concentrazione personale che aiuta a sciogliere le tensioni e a riappropriarsi dei pensieri più intimi. È un modo per ascoltare ciò che abbiamo nascosto dentro e che, nel frastuono quotidiano, fa fatica a riemergere.
La ricerca intellettuale aiuta a capire la natura, valorizza il nostro spirito creativo e svela squarci di verità.
Infine la creatività artistica dona all’umanità nuovi tesori da ammirare e da tramandare ai posteri.
La ricerca interiore è in primo luogo intesa a capire quale sia il bene oggettivo, quello che la tradizione cattolica definisce sinderesi, ossia percezione dei principi della moralità.[1]
La difficoltà successiva consiste nell’applicare il bene oggettivo al caso concreto. A tal fine viene in aiuto la voce della coscienza, il giudizio responsabile, che supera la semplice valutazione del vantaggio personale, inserendo la valutazione in un contesto sociale ed etico comunitario.
La libertà di scelta è personale e insopprimibile, ogni uomo ha la responsabilità di indirizzarla oltre la ricerca di potere, denaro e piacere che ignorino e calpestino la libertà e la dignità degli altri uomini. Il piacere personale non può essere esercitato se genera sofferenza, soprusi, violenza, ingiustizia e miseria per altri uomini.
La libertà umana è centrale nella formazione delle priorità che portano alle scelte pratiche, così come è centrale la responsabilità dell’uomo sulle conseguenze di queste scelte.


[1] Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafo 1780.

mercoledì 3 ottobre 2012

L'importanza della spiritualità nella vita dell'uomo - Tratto da "Spiritualità: un percorso tra dignità ed etica"

              
            L’importanza della spiritualità
                     nella vita dell’uomo



Spiritualità è l’atteggiamento fondamentale, pratico ed esistenziale di un uomo, atteggiamento che viene assunto come conseguenza ed espressione della sua fede religiosa; oppure in termini più generali come espressione della sua interpretazione eticamente impegnata dell’esistenza.
                                          (Urs von Balthasar)


Le domande che è utile porsi, muovendo i primi timidi passi verso l’approfondimento dei temi legati alla spiritualità, sono: Esiste la spiritualità? Come possiamo definirla? Che importanza ha nella vita dell’uomo?
Alla base della vita dell’uomo vi è la libertà, senza la quale non esiste amore, coscienza, creatività. L’uomo, per progredire nel cammino della conoscenza e dell’innovazione, si è sempre messo in gioco, ha cercato nuove strade per migliorare le sue condizioni di vita. La libertà di poter cercare e sperimentare è essenziale per conoscere sé stessi e l’Universo che ci circonda. La libertà di pensiero aiuta parimenti a rimuovere i veli che limitano le nostre capacità introspettive. La ricerca della spiritualità non può prescindere dalla razionalità e dal pensiero, ma nemmeno può rinnegare il sentimento e l’emozione. L’uomo che si costringea riconoscere solo una parte della sua dimensione, circoscrive le sue capacità e si riduce a uno spezzone di vita monca e limitata. Rispondendo alla prima domanda, potremmo affermare che l’uomo possiede una dimensione spirituale che si affianca alla dimensione creativa ed a quella economica. Per vivere in modo pieno la propria esistenza l’uomo va alla ricerca di un senso, di una completezza, di una verità che lo guidi in tutti i pensieri e le azioni. Questo senso e questa verità può trovarli solo superando la semplice materialità dell’esistere, non rinnegandola ma completandola con l’ascolto e la pratica delle leggi morali che ognuno ha dentro di sé. Senza la capacità d’amare, il rispetto per sé stessi e per gli altri, la gioia del donare e del condividere, la vita si riduce a una sterile e fredda indifferenza. Se non siamo capaci di esporci ai venti della vita, non proveremo mai la gioia profonda che viene dalla libertà del nostro cuore. Dobbiamo renderci conto che siamo creature limitate e che il nostro cammino verso la conoscenza è altrettanto limitato e parziale. La scienza aiuta a comprendere, ma le sue risposte non sono definitive, bensì semplici approssimazioni sul cammino della conoscenza, che vanno affinate e superate attraverso una ricerca libera e scevra da pregiudizi. Il rischio più grande che l’uomo corre è quello di rimanere imprigionato nella rete dei pregiudizi e dei dogmi immutabili, dell’apparenza e della materialità, trascurando la sua dimensione spirituale. Sintetizzando possiamo definire la spiritualità come ricerca dei valori che vivono in ogni uomo, come la capacità di sentire ed esprimere amore, empatia, libertà, rispetto e gioia. Sentimenti che potrebbero apparire inutili e che invece danno spessore e valore al nostro vivere. Non una spiritualità teorica, quindi, ma una spiritualità vissuta intensamente, ricca di emozioni e di sentimenti autentici. È un riappropriarsi della propria interezza, costituita da processi fisici e psichici, razionalità ed emotività, riflessione ed azione. Una spiritualità laica o religiosa a seconda della propria fede e dei propri convincimenti, ma da vivere senza paure e senza ritegni, pieni di curiosità e di desiderio di aprirsi senza limiti. Una spiritualità così concepita, permea tutta la vita dell’uomo, e assume un’importanza fondamentale nel suo cammino sulla Terra. Non è più una componente astratta e teorica, ma una scelta di vita che si rinnova ad ogni respiro e che vede negli altri un valore da scoprire e da amare.
Laicità da intendersi come capacità di tenere vicini ma distinti scienza e fede, diritto e morale, legge e passione; capacità di esprimere giudizi privi di preconcetti, dogmatismi ed ideologie. I fanatismi religiosi o atei hanno portato ad avvenimenti disastrosi, quali le persecuzioni, l’inquisizione, i gulag e i campi di sterminio.
Religione da intendersi come servizio verso i fratelli e come amore incondizionato verso la vita. Una religiosità che riscopre la tolleranza e il dialogo e che si mette al servizio dell’umanità intera attraverso atti concreti di amore e di carità.
Fede e ragione al servizio dell’umanità, desiderio di arricchire la propria vita e di viverla pienamente, ognuno portando sulle spalle le proprie responsabilità e aprendo il cuore all’amore per gli altri. Perché ogni uomo, di qualunque religione, razza, colore è un fratello da abbracciare e da incontrare senza pregiudizi e inutili timori.