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mercoledì 14 novembre 2012

La creatività artistica - Tratto da "Creatività"


                                      La creatività artistica


 

  L’arte non fornisce un doppio della conoscenza, come

qualcosa in più rispetto ad essa; ma è radicata nel conoscere.

(Emilio Garroni)[1]

 

Partendo da questo assunto possiamo affermare che creatività e conoscenza, non solo non sono in antitesi, ma che la creatività trova le sue radici e la sua linfa nell’esperienza e nella conoscenza.

Non ha quindi senso pensare che la creatività artistica sgorghi da misteriosi anfratti a noi estranei, essa è invece frutto inaspettato delle nostre conoscenze ed esperienze che assumono caratteri di originalità e di piacere estetico e simbolico. Il pensiero analogico, che aiuta a scoprire similitudini nascoste tra elementi che apparentemente sono diversi, è fondamentale nell’approccio creativo.

La creatività si manifesta molto spesso come un pensiero laterale, che sgorga all’improvviso dal nostro io profondo e che dobbiamo afferrare al volo per non perderla, perché non ritorni a nascondersi alla nostra coscienza. Essa però non viene da chissà quali vette a noi estranee, ma arriva dalla rielaborazione interiore delle nostre esperienze e conoscenze.

La creatività artistica ha il potere di affascinare e di aprire nuove strade ai nostri orizzonti sensoriali e culturali: pensiamo alle sensazioni e alle emozioni che suscita una sinfonia di Beethoven o una commedia di Shakespeare.

Charles Darwin nel suo trattato L’origine dell’uomo ha affermato che la differenza tra intelligenza umana e intelligenza delle altre specie animali è di grado e non di tipo. Gli studiosi hanno condiviso a lungo questo punto di vista, avvalorato dal fatto che condividiamo circa il 98 per cento dei geni con gli scimpanzé.

Affermare che l’origine della creatività umana possa ridursi a un semplice processo evolutivo, può voler dire semplificare la ricerca di spiegazioni sulla genesi del linguaggio, del ragionamento, del calcolo e dell’arte.

Se approfondiamo lo studio delle differenze tra la mente umana e quella degli altri animali, in realtà, troviamo delle differenze sostanziali che esaminiamo brevemente:

·       L’abilità di combinare in sequenze praticamente infinite parole, note, colori, numeri dando origine a nuove elaborazioni letterarie, musicali, emotive, artistiche, logiche e matematiche;

·       La capacità di convertire le esperienze sensoriali in simbolismo mentale;

·       La capacità di ragionamento astratto che va oltre le esperienze sensoriali ed elabora teorie religiose, filosofiche, matematiche, politiche, legislative, economiche, per citarne solo alcune.

 

 

 

 



[1] Garroni Emilio, Creatività, Enciclopedia Einaudi, 1978.

domenica 21 ottobre 2012

QUALE UOMO DOMANI - Tratto da "Spiritualità un percorso tra dignità ed etica"

 

Quale uomo domani? 


I percorsi che abbiamo seguito all’interno dell’uomo per esplorare le sue capacità creative, lavorative e spirituali sono stati utili per comprendere quali meccanismi volontari ed inconsci sono correlati al processo cognitivo.
 Negli ultimi cento anni la scienza ha fornito molte risposte ai misteri che circondano la vita nell’Universo. Ma se volessimo indicare un’ora sull’orologio della conoscenza le lancette si fermerebbero a mezzanotte e trenta minuti. Questo significa che l’uomo si è appena addentrato nel percorso della conoscenza e che restano ancore 23 ore e 30 minuti per completare il cammino della scienza. La consapevolezza dei nostri limiti attuali non deve scoraggiarci, perché, grazie alle nuove tecnologie informatiche e a tecniche di ricerca condotte da gruppi integrati di esperti multidisciplinari, le scoperte si moltiplicano a ritmi esponenziali.

I laboratori da luoghi chiusi e inaccessibili sono diventati intrecci di conoscenze limitate che si confrontano e si integrano nella rete di luoghi di discussione virtuali come Research Gate. Questo network, al pari di altri, è dedicato alla scienza e alla ricerca. Al suo interno, dopo una semplice procedura di registrazione, è possibile collegarsi, collaborare e scoprire i grandi temi della ricerca scientifica. Oggi più di un milione e mezzo di ricercatori sono registrati sul sito e collaborano per dare unitarietà e visione di insieme ai grandi temi della scienza. L’uomo di domani, inserito in una rete globale, potrà con facilità superare la settorialità della sua conoscenza ed unire Fisica e Filosofia, Medicina e Psicologia, Matematica e Letteratura. Ognuno con la sua abilità settoriale, sviluppata attraverso lo studio e la ricerca, contribuirà ad un sapere aperto al contributo di tutti e verificabile da tutti. Un gigantesco database, liberato dal segreto imposto dalle multinazionali, sempre a caccia di invenzioni e di brevetti per nuovi business.

Il principio guida dell’azione umana deve restare, sempre e dovunque, la ricerca del progresso, del benessere e dell’amore. Senza questa costante attenzione rivolta a migliorare la società si corre il rischio di fomentare violenza, guerra e sofferenza.

L’uomo di domani nasce dalle scelte che operiamo nel presente. Vogliamo una società operosa, creativa, ricca di spiritualità o ci rassegniamo a vivere in una società basata sulla cupidigia, sull’appiattimento e sul materialismo? Questa domanda non è retorica e utopistica come molti vorrebbero far credere, al contrario è centrale per la vita di ogni uomo e per il progresso dell’umanità.

Questo capitolo, un po’ visionario e un po’ futurista, apre alcuni squarci di luce sugli scenari che possiamo immaginare per l’uomo di domani.

Si parla di intelligenze artificiali e delle possibilità che aprono nel campo della coscienza. Ci si interroga sulle nuove scoperte genetiche, sui trapianti degli organi, sulla sopravvivenza del cervello. Si focalizza l’attenzione sull’incidenza di questi sviluppi scientifici per la realizzazione del sogno umano dell’immortalità. Si cerca di capire se esistano dei limiti morali insuperabili per la ricerca scientifica. Veniamo proiettati nell’Universo che ci circonda domandandoci se esistano altri pianeti abitati da esseri intelligenti. Ci confrontiamo con i più fantasiosi scrittori di fantascienza, consapevoli che molte ipotesi considerate fino a pochi anni fa inverosimili sono realtà consolidate. Facciamo un viaggio nelle megalopoli del futuro, immaginandole a misura d’uomo. Dedichiamo uno spazio di riflessione ai pericoli dell’integralismo religioso e del fanatismo politico, contrapponendoli al desiderio di dialogo pacifico tra religioni e tra religione e laicismo.

Il capitolo si conclude con l’auspicio di un mondo dove possano regnare la pace, l’armonia e l’amore.

venerdì 12 ottobre 2012

Tratto da "Spiritualità: un percorso tra dignità ed etica"

La libertà umana di ricerca e di scelta

Guardarsi intorno e guardarsi dentro cercando di catturare frammenti di bellezza e di verità. Scrutare l’Universo che ci circonda e sorprenderci a pensare che non riusciamo a delinearne i confini. Prestare attenzione al nostro respiro, al nostro pensiero, al nostro dialogo interiore per intuire che dentro di noi c’è un universo inesplorato.
Ovunque posiamo lo sguardo e rivolgiamo l’attenzione ci accorgiamo di essere creature fragili eppure uniche. Ognuno ha la sua storia personale, la sua eredità genetica, i suoi talenti. Ognuno è un tassello che compone il mosaico della storia dell’umanità.
Fin dalla più tenera età siamo chiamati alla scoperta e all’esplorazione.
Nei primi anni di vita tutti i bimbi lo fanno con stupore e con gioia. Nei ricordi adulti serbiamo un posto per il bambino che siamo stati e ricordiamo l’intensità e lo stupore con cui facevamo le prime scoperte e le prime conquiste. Se ci veniva negata, reclamavamo con strilli e pianti la nostra libertà di andare alla scoperta del mondo.
Crescendo abbiamo scoperto che il mondo non è quel giardino incantato che ci appariva da bambini. Sono arrivate le prime delusioni e i primi disincanti. La tentazione di escludere dalle nostre vite il mondo esterno spesso si fa sentire più sicuri e fa sembrare giusto rifugiarci in un mondo protetto ed ovattato. Dimentichiamo che il bambino cade, si sbuccia le ginocchia, piange e strilla, ma poi si rialza e riparte alla scoperta del mondo. I condizionamenti sociali e familiari spesso ingabbiano la spontaneità e la freschezza dell’adolescenza, anche se motivati dalla lodevole intenzione di mettere in guardia contro i mille pericoli che si incontrano là fuori. Dentro di noi c’è il desiderio di confrontarci col mondo esterno, mettendo alla prova la forza interiore che abbiamo.
La vita è un continuo fluire di avvenimenti. Uno degli atteggiamenti che l’uomo più frequentemente assume nei confronti delle esperienze che vive è di accettarle passivamente, lasciandosi trasportare dalla corrente impetuosa che lo travolge. L’alternativa è quella di cercare lo stile di vita che sembra più opportuno valendosi della ricerca interiore e della libertà di scelta. Ogni attimo del giorno può essere valorizzato per percorrere la strada della saggezza e dell’accoglienza o sprecato nel vuoto dell’ozio e della noia.
Quali sono gli strumenti che ci aiutano a fare scelte consapevoli?
La preghiera è lo strumento primo per il credente che, attraverso di essa, entra in comunicazione con Dio. Preghiera che non può essere arida ripetizione di formule, ma dialogo interiore per elevare lo spirito e aiutarlo a capire quali sono le scelte da fare e quali gli errori da evitare.
La meditazione è una forma di concentrazione personale che aiuta a sciogliere le tensioni e a riappropriarsi dei pensieri più intimi. È un modo per ascoltare ciò che abbiamo nascosto dentro e che, nel frastuono quotidiano, fa fatica a riemergere.
La ricerca intellettuale aiuta a capire la natura, valorizza il nostro spirito creativo e svela squarci di verità.
Infine la creatività artistica dona all’umanità nuovi tesori da ammirare e da tramandare ai posteri.
La ricerca interiore è in primo luogo intesa a capire quale sia il bene oggettivo, quello che la tradizione cattolica definisce sinderesi, ossia percezione dei principi della moralità.[1]
La difficoltà successiva consiste nell’applicare il bene oggettivo al caso concreto. A tal fine viene in aiuto la voce della coscienza, il giudizio responsabile, che supera la semplice valutazione del vantaggio personale, inserendo la valutazione in un contesto sociale ed etico comunitario.
La libertà di scelta è personale e insopprimibile, ogni uomo ha la responsabilità di indirizzarla oltre la ricerca di potere, denaro e piacere che ignorino e calpestino la libertà e la dignità degli altri uomini. Il piacere personale non può essere esercitato se genera sofferenza, soprusi, violenza, ingiustizia e miseria per altri uomini.
La libertà umana è centrale nella formazione delle priorità che portano alle scelte pratiche, così come è centrale la responsabilità dell’uomo sulle conseguenze di queste scelte.


[1] Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafo 1780.

mercoledì 3 ottobre 2012

L'importanza della spiritualità nella vita dell'uomo - Tratto da "Spiritualità: un percorso tra dignità ed etica"

              
            L’importanza della spiritualità
                     nella vita dell’uomo



Spiritualità è l’atteggiamento fondamentale, pratico ed esistenziale di un uomo, atteggiamento che viene assunto come conseguenza ed espressione della sua fede religiosa; oppure in termini più generali come espressione della sua interpretazione eticamente impegnata dell’esistenza.
                                          (Urs von Balthasar)


Le domande che è utile porsi, muovendo i primi timidi passi verso l’approfondimento dei temi legati alla spiritualità, sono: Esiste la spiritualità? Come possiamo definirla? Che importanza ha nella vita dell’uomo?
Alla base della vita dell’uomo vi è la libertà, senza la quale non esiste amore, coscienza, creatività. L’uomo, per progredire nel cammino della conoscenza e dell’innovazione, si è sempre messo in gioco, ha cercato nuove strade per migliorare le sue condizioni di vita. La libertà di poter cercare e sperimentare è essenziale per conoscere sé stessi e l’Universo che ci circonda. La libertà di pensiero aiuta parimenti a rimuovere i veli che limitano le nostre capacità introspettive. La ricerca della spiritualità non può prescindere dalla razionalità e dal pensiero, ma nemmeno può rinnegare il sentimento e l’emozione. L’uomo che si costringea riconoscere solo una parte della sua dimensione, circoscrive le sue capacità e si riduce a uno spezzone di vita monca e limitata. Rispondendo alla prima domanda, potremmo affermare che l’uomo possiede una dimensione spirituale che si affianca alla dimensione creativa ed a quella economica. Per vivere in modo pieno la propria esistenza l’uomo va alla ricerca di un senso, di una completezza, di una verità che lo guidi in tutti i pensieri e le azioni. Questo senso e questa verità può trovarli solo superando la semplice materialità dell’esistere, non rinnegandola ma completandola con l’ascolto e la pratica delle leggi morali che ognuno ha dentro di sé. Senza la capacità d’amare, il rispetto per sé stessi e per gli altri, la gioia del donare e del condividere, la vita si riduce a una sterile e fredda indifferenza. Se non siamo capaci di esporci ai venti della vita, non proveremo mai la gioia profonda che viene dalla libertà del nostro cuore. Dobbiamo renderci conto che siamo creature limitate e che il nostro cammino verso la conoscenza è altrettanto limitato e parziale. La scienza aiuta a comprendere, ma le sue risposte non sono definitive, bensì semplici approssimazioni sul cammino della conoscenza, che vanno affinate e superate attraverso una ricerca libera e scevra da pregiudizi. Il rischio più grande che l’uomo corre è quello di rimanere imprigionato nella rete dei pregiudizi e dei dogmi immutabili, dell’apparenza e della materialità, trascurando la sua dimensione spirituale. Sintetizzando possiamo definire la spiritualità come ricerca dei valori che vivono in ogni uomo, come la capacità di sentire ed esprimere amore, empatia, libertà, rispetto e gioia. Sentimenti che potrebbero apparire inutili e che invece danno spessore e valore al nostro vivere. Non una spiritualità teorica, quindi, ma una spiritualità vissuta intensamente, ricca di emozioni e di sentimenti autentici. È un riappropriarsi della propria interezza, costituita da processi fisici e psichici, razionalità ed emotività, riflessione ed azione. Una spiritualità laica o religiosa a seconda della propria fede e dei propri convincimenti, ma da vivere senza paure e senza ritegni, pieni di curiosità e di desiderio di aprirsi senza limiti. Una spiritualità così concepita, permea tutta la vita dell’uomo, e assume un’importanza fondamentale nel suo cammino sulla Terra. Non è più una componente astratta e teorica, ma una scelta di vita che si rinnova ad ogni respiro e che vede negli altri un valore da scoprire e da amare.
Laicità da intendersi come capacità di tenere vicini ma distinti scienza e fede, diritto e morale, legge e passione; capacità di esprimere giudizi privi di preconcetti, dogmatismi ed ideologie. I fanatismi religiosi o atei hanno portato ad avvenimenti disastrosi, quali le persecuzioni, l’inquisizione, i gulag e i campi di sterminio.
Religione da intendersi come servizio verso i fratelli e come amore incondizionato verso la vita. Una religiosità che riscopre la tolleranza e il dialogo e che si mette al servizio dell’umanità intera attraverso atti concreti di amore e di carità.
Fede e ragione al servizio dell’umanità, desiderio di arricchire la propria vita e di viverla pienamente, ognuno portando sulle spalle le proprie responsabilità e aprendo il cuore all’amore per gli altri. Perché ogni uomo, di qualunque religione, razza, colore è un fratello da abbracciare e da incontrare senza pregiudizi e inutili timori.

domenica 30 settembre 2012

Spiritualità: un percorso tra dignità ed etica

                              
                              Introduzione
 
 
Pronti a fare un tuffo, un’immersione nelle profondità della spiritualità, alla ricerca di tesori dimenticati e di fondali inesplorati? Inizia ora la terza avventura la più impegnativa e affascinante. Dopo aver esplorato gli oceani della creatività e dell’operosità, Dimensione Uomo ci porta a scandagliare le tematiche relative alla spiritualità e alla religiosità. Questo testo non vuole essere un trattato e nemmeno un enciclopedia, più semplicemente uno stimolo a riscoprire la ricerca interiore, con spirito di libertà e di verità. Ha la speranza di essere uno stimolo, un faro ed una bussola che siano di aiuto nella ricerca della rotta, in mezzo alle tempeste della vita. Non un manuale quindi, ma un insieme di riflessioni che stimolino a risvegliare la curiosità nei confronti della ricerca interiore.
Non ho la presunzione di indicare soluzioni valide per tutti, l’unico consiglio che mi sento di dare è che ognuno compia la ricerca difendendo la sua libertà di coscienza, lottando contro l’omologazione culturale e i condizionamenti sociali. L’obiettivo sarà quello di affermare la sua autentica e inimitabile individualità, diventare una persona completa, pienamente realizzata nella propria dimensione creativa, lavorativa e spirituale.
Questo è il porto verso cui navigare, per lasciare un segno indelebile nel mare della vita.
Il primo approdo è nel porto di una città dell’antichità classica, immersa in un’atmosfera di quiete; ci accolgono parlando dell’importanza della spiritualità nella vita dell’uomo. Affrontiamo una discussione sul velo che oscura, sulla genesi della spiritualità, sui percorsi della spiritualità e come favorirli, sulla legge morale, sulla coerenza di vita, sulla saggezza, sull’importanza della pace e sulla spiritualità nelle varie età della vita.
Un po’ frastornati, riprendiamo il viaggio facendo un periplo del mondo della spiritualità. Una circumnavigazione che partendo dall’India tocca la Cina, il Giappone, l’America latina, l’Occidente e l’Oriente.
Ancorati in una laguna che favorisce la meditazione, analizziamo il sistema di valori che dà solidità alla spiritualità. Riusciamo a scorgere la dignità, l’etica, l’amore, l’empatia, la socialità, la giustizia, la fraternità, il rispetto e la pazienza.
Scesi a terra visitiamo i laboratori nei quali si svolgono le ricerche sulle basi neurologiche della coscienza. È il capitolo quarto, nel quale si parla di scienza e coscienza, in particolare di fisiologia e psiche, delle associazioni temporanee di neuroni, dei marcatori somatici, della teoria dell’informazione integrata, del mondo invisibile, di psicanalisi e inconscio, di filosofia sperimentale.
Il viaggio riprende sulle ali dei rapporti tra coscienza e fede. I temi affrontati sono quelli della ricerca spirituale e religiosa, della possibilità che esista una legge morale comune a tutti gli uomini e una regola d’oro spirituale comune a tutte le religioni, della fede che incontra la coscienza, della libertà umana di ricerca e di scelta, della determinazione di continuare a cercare la verità, della religiosità come ricerca di un’etica universale, di come si completano e si ricongiungono spiritualità e religiosità, del comandamento dell’amore, dell’incontro tra Dio e uomo.
Saliti su una navicella spaziale ci proiettiamo nel futuro domandandoci: Quale uomo domani?
Una domanda globale che affronta le tematiche del futuro: Intelligenze artificiali, Nuove frontiere della coscienza, Il sogno dell’immortalità, Esistono limiti morali insuperabili per la ricerca scientifica?, Esistono altri pianeti abitati da esseri intelligenti?, Visioni fantascientifiche, Megalopoli a misura d’uomo, L’integralismo religioso, Il dialogo interculturale, L’utopia di un mondo dove regna la pace, la giustizia e l’amore.
Il viaggio termina con una panoramica sul pensiero di alcuni esempi di spiritualità religiosa e laica: Confucio, Socrate, Gesù di Nazareth, Maometto e Gandhi.
La speranza è che questo libro sia utile per aiutare nella ricerca interiore, con libertà e spirito di verità, con il timone che dirige la rotta verso la conoscenza, la sapienza e la spiritualità.

martedì 11 settembre 2012

Creativity Introduction


Speaking of Creativity is entering in a study which hasn't well-defined boundaries but covers all fields in which man works with an innovative spirit. In this sense it ranges from the arts to the emotional field, from the sciences to the social sciences.

Creativity is in all of us, everyone has talent and potential that should be brought to light, be brought forth and be helped to yield.

Creativity cannot be reduced to a mere exercise in style, you have to make sure that this creativity is free to advance into paths of the soul, and to look for the symbolism, allegory, inner beauty. Therefore it cannot be arid technicality, but that particular flame that lights up day by day through study, passion and practice. Creativity thus becomes way of life, pleasure, passion, challenge, in a constant search for new, hermeneutics of the soul.

My starting point were three books given to me long ago and that inspired me the desire to overcome all that is not necessary, and to open up to unexplored horizons in search of the new and of the unexpected.

These books are, in order of time, The Little Prince by Antoine Saint-Exupery, Jonathan Livingston Seagull by Richard Bach, and The Human Brain by Isaac Asimov.

But, to be honest, my path has always been characterized by the pleasure of exploring and learning, although until now I never had the courage to make them the subject of research and sharing.

Let us start doing an overview of the topics that will be the focus of our journey into Creativity.

The first chapter is devoted to the definition of creativity, how it works, its paths and how we can promote them, its importance in human life and a look at its possible future developments.

The second chapter discusses the components of creativity and activities that promote: study, memory, imagination, research and experimentation, abstraction, planning, proper use of the five senses, intuition and inspiration, the synthesis and the invention, brilliance, sensitivity, self-awareness, empathy, humour, and spirituality, always present in every aspect of life.

The third chapter begins to outline the field in which creativity is dedicated to the social sciences: politics, economics, law, history, philosophy, linguistics, and marketing.

The fourth chapter is all about scientific creativity, in particular deals with: mathematics, architecture and engineering, medicine, psychology, physics, chemistry, astronomy, geology, biology, ecology, information technology.

The fifth chapter focuses on the emotional creativity, and it talks of spirituality, friendship, love, family.

The next chapter deals with issues of artistic creativity: literature, poetry, music, painting, sculpture, design, fashion, theatre, film and dance.

In the seventh chapter we talk about education for creativity, including: creative literacy, personalized teaching, emotional training.

In chapter eight twelve recommendations are proposed to enrich the creativity that is within us. These proposals range to 360 degrees, and have as their objective the acquisition of self-confidence and the disposition to do our best.
 
The ninth chapter provides some examples of creativity and spirituality of different ages and cultures. Examples of persons working in different ways and in different fields, who have left an indelible mark on human history.

The tenth chapter focuses on some of the most significant challenges that human beings will have to face in the next future.

The concluding remarks try to answer the question: for what purpose should we improve our creativity?

The discussion of the above individual topics is not meant to be exhaustive, obviously, but aims to stimulate the curiosity and the desire to deepen the issues addressed. Research and study are the first step towards innovation and creativity. If that happens, I would be sure to be able to perform the task which I proposed.

A big thank to all of you who have the desire and patience to read these pages.

(Tratto dal libro Creatività: capirla, risvegliarla, valorizzarla.)
 
La traduzione è stata curata da Fiamma Fanni che ringrazio per la disponibilità e la meticolosità. 

 

 

domenica 2 settembre 2012

How creativity springs up from deep inside

                      One sees rightly only with the heart. What is essential is invisible to the eye. [1]
 
Creativity is an innate ability that everyone has within himself. It is a gift that has been offered by   nature and by our chromosomes. Everyone has some peculiarities that lead him to engage in a particular form of creativity. Some people have the gift of a musical ear, others have a beautiful voice, some people excel in math or in language, others have a passion for design, yet others delight the palates inventing new recipes. We can say that creativity exists in each one in different ways. We can add that creativity may be aided by an awareness to possess potentially unique skills. Family, education, the activities we do in our spare time, or just randomness may help us in this awareness. The more our senses are alive and active, the greater is our capacity for creativity because, as Salvador Dali stated (1904-1989) “inspiration is everywhere, you just have to have your eyes open and your mind ready to receive”. To develop new ideas we have to be in the flow of life, with senses wide awake, watching, talking, touching, feeling, tasting. Then we reflect and we let our imagination rework it, with inspiration and intellectual freedom. Louis Pasteur (1822-1895) argued that “chance favors the prepared mind”. Thinking to approach the truth, creating and innovating, without being supported by a range of knowledge that supports the research, is to pretend that the innovative idea comes out of nowhere. Imagine a myriad of circuits created by our genetic heritage, and gradually changed by experiences, sensations and stimuli from the environment around us. In the midst of these maps is enclosed our creativity, our ability to adapt, processing and discovering new perspectives, solutions and visions. In fact, in the functioning of the brain are still many dark areas. There are so many challenges in the way of knowledge of this amazing and complex organ that, despite making up only two percent of the total mass of our body represents approximately twenty percent of the total energy consumption. In science, to make progress, you must know, question and develop theories that innovate and give new life to a tireless search that proceeds to the knowledge of human capabilities, the surrounding environment and the universe space-time. A universe that attimes baffles because of its size and its mysteries, but gives a lot of charge and many stimuli to human intelligence trying to search for the truth that escapes and shows only fragments of it. Currently research on the neuropsychological bases of creativity does not give definitive answers and no one can say with confidence that our creativity passes only through synaptic pathways of the billions of neurons in our brain.
Creativity and spirituality are the essence of man, so fragile and yet capable of rising to sublime heights in music, literature, architecture, sculpture and painting, in the knowledge of the human body and the universe around it. On the topics of brain maps and spirituality we will investigate in the next chapters to try to better understand how they interface with creativity. Imagine being a successful bartender and wanting to create a cocktail of creativity. How could it be born? It would take a variable mix of genetic heritage, environmental inputs, intellectual honesty, curiosity, spontaneity, imagination and optimism; shake well to mix all the ingredients and taste. We cannot guarantee the result because to be successful you must have had the right insight and obtain the consent of the public that often comes after a long time. Similar mechanisms revolve around creativity, the ideas that bounce around in the mind, break up, overlap, repeat and in this way traditional ideas are transformed into different and original associations to form that magical cocktail that gives rise to novelty.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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[1] Antoine de Saint-Exupéry, The Little Prince, 1943.
 

mercoledì 29 agosto 2012

Creativity


Creativity



Analyzing it in all shades, we can define creativity as the willingness and the ability to express the uniqueness that is in us through artistic creation, research and scientific discoveries, personal and social behaviors aimed at expressing emotions, solidarity and empathy in general.
Creativity, in its many forms, is always associated with intelligence, with which there are complex links, not yet entirely understood by science. Creativity plays an irreplaceable role in human evolution, whether by powering scientific and technological progress or raising the spirit through art, literature, and music. Intelligence is not something monolithic and absolute, but embraces sensitivity and skill that everyone possesses in different ways, and can be enhanced through research, exercise, application and study. Intelligence, considered as a set of skills and sensitivity, is the ability to understand the reality, both physical and spiritual, of our being and the world around us. To enhance the creativity it is necessary to be able to overlook habits and appearances, improving, through study and research, the intellectual capacity that we have.
Creativity is often expressed through antisocial behavior, when we place ourselves and our interests above the values ​​of peaceful coexistence and empathy. In these cases, creativity is aimed at affirming the primacy of self-interest, which often does not coincide with that of humanity. Examples of these deviant behaviors are forms of totalitarianism with the cult of personality of the dictator and the enslavement of art, science and creative expression aimed towards propaganda purposes designed to extol the regime, advocate the cause and justify every action, even the most perverse, of those in power. Another example is provided by the activity of organized crime which seeks ill-gotten gains outside of any respect for the law, with the exploitation of prostitution, drug peddling, money laundering, the spread of the gambling and other illegal activities. Modern society, more than in any other era, full of possibilities of culture and learning, finds the main obstacle to the development of creativity in the lack of a participatory tissue that helps individuals to express and develop their uniqueness by comparing thoughts, emotions and intellectual property. Other obstacles are the stereotypes proposed by mass society with the phenomena of showgirls, sitcoms, hype, more or less overt censorship of opinions, media voyeurism, limited resources available for research, for the protection of nature and art. What can we do as individuals to support and fully live our creativity? First we have to get rid of those behaviors that hinder creativity and inner life, in particular the daily routine, understood as a series of repetitive behaviors that deaden our innovative and perceptive capacity. We must affirm with force and decision the will not to surrender to the social conditioning, due to influences from society in general, and more specifically, from the family, work, school or the circle of affection and friendship. As you can guess, the path is neither easy nor painless, because it presupposes an awareness of being blocked and conditionated in the expression of our personality. After comes the iron will of not resting in the attitudes and behavior dictated by conformity that surrounds us and, finally, the desire to seek, with perseverance and determination, in our hearts the most true and most characteristic humanity is imprinted in our uniqueness. Certainly awareness and willingness are not enough, because to bring out and enhance the talents that are in us we must exercise consistently in study, discussion and sharing. History teaches that those who are placed in a democracy, open to debate and free dialogue, express more easily and more completely their creativity: think of the Greek civilization, the Renaissance, the Belle Epoque, the United States of America after the war of independence from the United Kingdom, the extraordinary impulse that had the medicine, genetic engineering and the sciences in general after the Second World War. In the following chapters I will devote myself to outline some of the aspects that make up human creativity both in science and in the field more closely linked to emotions and artistic expression. We'll talk about friendship, love, literature, philosophy, painting and sculpting, music, architecture, medicine, physics, astronomy, fashion, design, and many other aspects of creativity, trying to understand what compels mankind in the search of himself and knowledge of nature and the universe.

domenica 26 agosto 2012

The paths of creativity


The paths of creativity and how to promote them


All that man is able to think, he is also able to do.

(Johann Wolfgang Goethe)


In Sanskrit kar means create, kar-tr is the one who creates from nothing, the creator. Is creative activity the result of pure randomness, or is it the result of computing activities of the brain, or the result of the reflections of the soul? If we believe that it is the mere randomness used to control the creative process, we assume an anti scientific attitude, in contradiction with the more recent findings of studies on the brain and how it works. It is equally true, however, that many times, where pure logical reasoning fails, we arrive at a creative solution by accident. Creativity often follows unpredictable paths, while drawing on studies and experiences, reworks them in an original and almost magical way. Suddenly we feel the inspiration and give life to a creation that comes spontaneously, as we were inspired by our inner self. The researchers call this creative skill “lateral thinking”, the ability to roam free with the mind, combining in unconventional ways the elements to be assembled to reconstruct the puzzle of knowledge and creativity. Children love to play using “lateral thinking”, letting there minds wander to deconstruct and reconstruct the sensory and affective experiences.
The repressive upbringing, rote learning, social organization and work based on oppression of originality and repetition are the most important causes that restrain the creative intelligence. Understanding how the brain works is one of the most fascinating scientific challenges and the most important to discover the creative methods and how to promote them.
At the base of the functioning of the brain there are billions of neurons and their endings called synapses. These endings are in contact with other synapses and to communicate release chemicals in response to electrical stimulation. Neuroscientist Eric Kandel (1920), winner of the 2000 Nobel Prize for medicine, with his studies demonstrated synaptic plasticity of neurons, that is, when a person learns something new it changes the connections in the brain and determines physical changes in the synapses. Repeated nerve impulses cause a change in the functional organization of the brain. The moment you are invested with new impulses, neurons sway and can disrupt normal connections to create new ones with neighboring neurons. The brain is not only learning continually, modifying its connections, but behaves like any other muscle in the body because the more you exercise it, the more it develops and the  more complex it becomes. This helps us to understand the importance of the choices we make, because all activity stimulates a modification of our automatic responses to specific stimuli. Building on these presuppositions we understand how helpful it is to encourage the development of a balanced and creative mind from an early age. An upbringing of respect for oneself and for the norms of society, an open and democratic social environment, a family atmosphere full of empathy and irony, are the basis of an innovative community that cares about the well being of its citizens. Learning changes the functional structure of the brain, that, in a newborn child, is only partially structured. The brain completes the process of development only between twenty and forty years of age. For each solicitation due to learning, follows a modification of the connections in the brain. There are no two people who have the same connections in the brain, each in the course of his/her life creates a unique and original map, different from that of any other individual.
How many times do we have the impression that dreams escape us, how many times do we let wilt our creativity, how many times we have the perception that life runs flat, meaningless. We are resigned, however change is possible. it would be enough to stop and listen to the inner self, remove beliefs that inhibit creativity, practice being receptive to new ideas and learning. This will favor the path of creativity, create new synaptic connections, encourage imagination and intelligence to manifest themselves in free and original ways.

                              

domenica 27 maggio 2012


I percorsi della creatività e come favorirli





Tutto ciò che l’uomo è in grado di pensare, egli è in grado anche di fare. (Johann Wolfgang Goethe)





In sanscrito creare è espresso con kar; kar-tr è colui che fa dal niente, il creatore. L’attività creativa è frutto di un mero caso, oppure è frutto di un’attività elaborativa cerebrale o infine è la conseguenza delle riflessioni dell’anima?

Se dovessimo credere che sia solo il caso a governare i processi creativi assumeremmo una posizione anti scientifica, in contraddizione con le più recenti scoperte degli studi sul cervello e sul suo funzionamento. È altrettanto vero, però, che molte volte, dove il puro ragionamento logico si arena, si arriva alla soluzione creativa per puro caso. La creatività spesso segue vie imprevedibili, pur attingendo agli studi e alle esperienze li rielabora in modo originale e quasi magico. Succede che all’improvviso si senta l’ispirazione e si dia vita a una creazione che sgorga spontanea quasi fossimo stati ispirati dal nostro io profondo.

I ricercatori definiscono questa capacità creativa pensiero laterale, abilità di vagare liberamente con la mente, associando in modi non convenzionali gli elementi da assemblare per ricomporre il puzzle conoscitivo e creativo.

I bambini amano giocare utilizzando il pensiero laterale, lasciando vagare la mente a scomporre e ricomporre le esperienze affettive e sensoriali.

L’educazione repressiva, l’apprendimento mnemonico e standardizzato, l’organizzazione sociale e lavorativa basate sull’appiattimento e sulla ripetitività sono le cause più importanti che fanno inaridire l’intelligenza creativa.

Comprendere il funzionamento del cervello è una delle sfide scientifiche più affascinanti e più importanti per capire i percorsi della creatività e come favorirli.

Alla base del funzionamento del cervello ci sono miliardi di neuroni e le loro terminazioni dette sinapsi. Queste terminazioni sono a contatto con altre sinapsi e per comunicare rilasciano delle sostanze chimiche in risposta a una stimolazione elettrica.

Il neuroscienziato Eric Kandel (1920), vincitore del premio Nobel del 2000 per la medicina, con i suoi studi ha dimostrato la plasticità sinaptica dei neuroni, cioè che quando una persona impara qualcosa di nuovo, si modificano le connessioni nel suo cervello e si determinano delle modificazioni fisiche a livello delle sinapsi.

Questi mutamenti nelle connessioni producono la riorganizzazione funzionale del cervello.

Nel momento in cui vengono investiti di nuovi stimoli i neuroni ondeggiano e possono interrompere dei collegamenti usuali per crearne di nuovi con neuroni vicini. Il cervello non solo nell’imparare modifica continuamente le proprie connessioni ma si comporta come qualsiasi altro muscolo del corpo in quanto, più lo si tiene in attività, più si sviluppa e diventa complesso. Questo ci fa comprendere l’importanza delle scelte che facciamo, perché ad ogni attività corrisponde una modificazione a livello di percorsi elaborativi.

Partendo da questi presupposti capiamo quanto sia utile favorire lo sviluppo di una mente equilibrata e creativa fin dalla più tenera età. L’educazione al rispetto di sé stessi e delle regole sociali, un ambiente sociale aperto e democratico, un ambiente familiare ricco di empatia e di ironia, sono alla base di una società innovativa e attenta al benessere psicofisico dei cittadini.

L’apprendimento modifica la struttura funzionale del cervello che in un bambino appena nato è strutturato solo parzialmente e che completa il percorso di costruzione solo tra i venti e i quaranta anni. Ad ogni sollecitazione dovuta all’apprendimento segue una modificazione delle connessioni del cervello. Non esistono persone per quanto simili che abbiano le stesse connessioni a livello cerebrale, ognuno nel corso della vita crea una sua originale e unica mappa diversa da quella di qualsiasi altro uomo.

Quante volte abbiamo l’impressione che i sogni ci sfuggano, quante volte rinunciamo a dare ali alla nostra creatività, quante volte abbiamo la percezione che la vita scorra piatta e abitudinaria priva dell’afflato vitale che abbiamo sepolto nel profondo.

Siamo rassegnati, eppure cambiare è possibile, basterebbe fermarsi ad ascoltare l’io profondo, rimuovere convinzioni che inibiscono la creatività, esercitarsi a essere ricettivi alle novità e all’apprendimento. Così facendo si favoriscono i percorsi della creatività, si creano nuove connessioni sinaptiche, si incoraggiano la fantasia e l’intelligenza a manifestarsi in modo libero e originale.


Da Creatività: capirla, risvegliarla, valorizzarla.




domenica 29 aprile 2012


                                         La parsimonia





Parsimonia e frugalità sono virtù di cui si è persa traccia nelle moderne società industrializzate, nelle quali si esaltano i falsi valori del consumismo e dell’apparenza.

All’essere, inteso come volontà di realizzare sé stessi nella cultura, negli affetti, nella creatività e nella spiritualità, si sostituisce l’avere in una rincorsa senza fine all’ultimo gadget tecnologico ed elettronico.

Le immagini delle bidonville, della violenza e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo sono ovattate dagli schermi televisivi ed appaiono lontane e quasi irreali.

Solo quando la morsa della crisi finanziaria ha investito gli Stati Uniti e l’Europa, con la perdita di decine di milioni di posti di lavoro, si è iniziato a capire quanto fosse illusorio pensare che i privilegi dei paesi occidentali potessero durare per sempre.

In pochi anni è cambiato completamente lo scenario internazionale, ma è difficile cambiare l’approccio culturale creato dalle multinazionali, interessate solamente ad indurre nuovi consumi per poter continuare a macinare profitti.

L’atteggiamento più diffuso è quello dell’incredulità, della rabbia, dell’aggrapparsi ad ogni possibile appiglio. Molti non esitano a chiedere prestiti e mutui per soddisfare i capricci del momento. Altri, ai margini della società, non hanno più speranze e spengono ogni illusione sotto le continue docce fredde cui non possono sottrarsi. Il lavoro diventa precario e mal retribuito, per mantenerlo spesso non bastano turni massacranti e straordinari non pagati. Il lavoro nero assume dimensioni non controllabili e i caporali reclutano i moderni schiavi, privi di ogni tutela.

Questo è il quadro delle società che ci circonda. Da questa situazione è difficile uscire senza recuperare i valori della parsimonia e della frugalità che devono valere per tutta la comunità. Chi occupa posizione di potere politico ed economico è chiamato a dare il buon esempio. I tanti privilegi che hanno affossato la nostra Italia devono scomparire se vogliamo ripristinare una società equa e solidale.

Chiaramente chi detiene il potere e i privilegi è disposto ad ogni forma di resistenza per non perderli. Spetta quindi ai cittadini con una presa di coscienza collettiva ridare fiato alla democrazia e alla giustizia sociale. Una rivoluzione pacifica, che partendo dalla base, dia vita ad un rinascimento democratico basato sullo spirito di servizio e sulla trasparenza dei comportamenti.

Gli interventi da effettuare sono molteplici: riduzione del numero dei dirigenti e dei loro emolumenti, riduzione degli sprechi nella gestione del denaro pubblico, concorsi seri in cui non viene favorito il raccomandato, lotta all’evasione fiscale.

In questo contesto le parole parsimonia e frugalità riassumerebbero in pieno il loro valore, ripristinando un corretto funzionamento di tutta l’economia.

Inutile illudersi che vi siano formule miracolose, come quella della crescita senza fine, che ci conducano fuori dal tunnel. Le uniche alternative sono tra un ulteriore stretta fiscale nei confronti di chi già paga le tasse e un drastico cambiamento nella gestione del denaro pubblico.

Altre civiltà ed imperi sono arrivati all’implosione per l’incapacità di controllare i vizi ed i capricci delle proprie elites. Tra gli altri potremmo ricordare l’impero romano nell’epoca antica, la monarchia di Francia prima della rivoluzione francese, l’impero russo sotto gli zar.

Imperi ricchissimi ma incapaci di distribuire con equità le ricchezze.

Accogliere i valori della parsimonia e della frugalità è una scelta di vita che arricchisce chi la compie, dona serenità allo spirito e libera dai mille affanni del consumismo fine a se stesso. Contribuisce a creare una società nella quale c’è posto per tutti, nella quale si è disposti a rinunciare al superfluo per non togliere il necessario ad altri uomini. In un mondo di risorse limitate ciò che spreca uno, causa fame e sofferenza all’altro.



 (Da Economia e Finanza tra operosità e cupidigia)