La libertà umana di ricerca e di scelta
Guardarsi intorno e guardarsi dentro cercando di catturare frammenti di bellezza e di verità. Scrutare l’Universo che ci circonda e sorprenderci a pensare che non riusciamo a delinearne i confini. Prestare attenzione al nostro respiro, al nostro pensiero, al nostro dialogo interiore per intuire che dentro di noi c’è un universo inesplorato.
Ovunque posiamo lo sguardo e rivolgiamo l’attenzione ci accorgiamo di essere creature fragili eppure uniche. Ognuno ha la sua storia personale, la sua eredità genetica, i suoi talenti. Ognuno è un tassello che compone il mosaico della storia dell’umanità.
Fin dalla più tenera età siamo chiamati alla scoperta e all’esplorazione.
Nei primi anni di vita tutti i bimbi lo fanno con stupore e con gioia. Nei ricordi adulti serbiamo un posto per il bambino che siamo stati e ricordiamo l’intensità e lo stupore con cui facevamo le prime scoperte e le prime conquiste. Se ci veniva negata, reclamavamo con strilli e pianti la nostra libertà di andare alla scoperta del mondo.
Crescendo abbiamo scoperto che il mondo non è quel giardino incantato che ci appariva da bambini. Sono arrivate le prime delusioni e i primi disincanti. La tentazione di escludere dalle nostre vite il mondo esterno spesso si fa sentire più sicuri e fa sembrare giusto rifugiarci in un mondo protetto ed ovattato. Dimentichiamo che il bambino cade, si sbuccia le ginocchia, piange e strilla, ma poi si rialza e riparte alla scoperta del mondo. I condizionamenti sociali e familiari spesso ingabbiano la spontaneità e la freschezza dell’adolescenza, anche se motivati dalla lodevole intenzione di mettere in guardia contro i mille pericoli che si incontrano là fuori. Dentro di noi c’è il desiderio di confrontarci col mondo esterno, mettendo alla prova la forza interiore che abbiamo.
La vita è un continuo fluire di avvenimenti. Uno degli atteggiamenti che l’uomo più frequentemente assume nei confronti delle esperienze che vive è di accettarle passivamente, lasciandosi trasportare dalla corrente impetuosa che lo travolge. L’alternativa è quella di cercare lo stile di vita che sembra più opportuno valendosi della ricerca interiore e della libertà di scelta. Ogni attimo del giorno può essere valorizzato per percorrere la strada della saggezza e dell’accoglienza o sprecato nel vuoto dell’ozio e della noia.
Quali sono gli strumenti che ci aiutano a fare scelte consapevoli?
La preghiera è lo strumento primo per il credente che, attraverso di essa, entra in comunicazione con Dio. Preghiera che non può essere arida ripetizione di formule, ma dialogo interiore per elevare lo spirito e aiutarlo a capire quali sono le scelte da fare e quali gli errori da evitare.
La meditazione è una forma di concentrazione personale che aiuta a sciogliere le tensioni e a riappropriarsi dei pensieri più intimi. È un modo per ascoltare ciò che abbiamo nascosto dentro e che, nel frastuono quotidiano, fa fatica a riemergere.
La ricerca intellettuale aiuta a capire la natura, valorizza il nostro spirito creativo e svela squarci di verità.
Infine la creatività artistica dona all’umanità nuovi tesori da ammirare e da tramandare ai posteri.
La ricerca interiore è in primo luogo intesa a capire quale sia il bene oggettivo, quello che la tradizione cattolica definisce sinderesi, ossia percezione dei principi della moralità.[1]
La difficoltà successiva consiste nell’applicare il bene oggettivo al caso concreto. A tal fine viene in aiuto la voce della coscienza, il giudizio responsabile, che supera la semplice valutazione del vantaggio personale, inserendo la valutazione in un contesto sociale ed etico comunitario.
La libertà di scelta è personale e insopprimibile, ogni uomo ha la responsabilità di indirizzarla oltre la ricerca di potere, denaro e piacere che ignorino e calpestino la libertà e la dignità degli altri uomini. Il piacere personale non può essere esercitato se genera sofferenza, soprusi, violenza, ingiustizia e miseria per altri uomini.
La libertà umana è centrale nella formazione delle priorità che portano alle scelte pratiche, così come è centrale la responsabilità dell’uomo sulle conseguenze di queste scelte.
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