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martedì 24 ottobre 2017

12 consigli per arricchire la creatività che è in noi.

Primo: Vivi intensamente le emozioni, ma non lasciartene travolgere

Vivere è come amare: tutte le ragioni sono contro, tutti i sani istinti sono a favore.
 (Samuel Butler)[ 25]


Nella vita di relazioni ognuno di noi stringe dei rapporti con gli altri. Vi invito a considerare di quale tipo siano i vostri rapporti con gli altri: come figlio, come marito o fidanzato, come genitore, come imprenditore o lavoratore, come amico. Soffermatevi a pensare se vivete intensamente i rapporti o se questi sono solamente superficiali e formali. Cercate di capire come potreste migliorare i rapporti che avete stabilito con gli altri. Analizzate se nella vostra vita opera un genitore che cerca di limitare la vostra spontaneità e la vostra apertura verso gli altri. Per genitore intendo una forma di condizionamento che vi blocca e che può provenire dal nostro subconscio o dal comportamento di persone che ci sono vicine. I blocchi mentali operano limitando di fatto la nostra capacità di relazione, sottoponendola a ingiustificati pregiudizi e paure. Una volta che avete fatto il punto sullo stato della vostra vita di relazione, iniziate a operare per migliorarla. Adottate come principio fondamentale la libertà. Non permettete a nessuno, innamorato, amico o socio, di calpestarla e di dettare legge nella vostra vita. E fate altrettanto voi con gli altri, rispettate e valorizzate la vostra libertà e quella degli altri. Solo tra esseri liberi si stabiliscono rapporti sinceri e leali.
Imparate a vedere nel profondo gli altri e ad ascoltarli. Vedeteli come sono e accettateli così, non fatevi dei castelli mentali su come vorreste che fossero, e piani su come cambiarli. Ascoltateli e mostrate empatia e condivisione. Solo se richiesti, esprimete il vostro parere disinteressato senza ferirne la sensibilità. Vivete intensamente i rapporti, mostratevi sempre come siete, senza maschere e senza sdoppiamenti di personalità; niente allontana di più di una persona sfuggente, che non si riesce a capire. Mettete istinto e passione nell’amicizia, e soprattutto nell’amore, e non abbiate paura di esprimere le vostre opinioni. Non lasciatevi mai travolgere dalle passioni, non rinunciate alla dignità umana e al rispetto verso voi stessi e verso gli altri. Sembrano pochi consigli semplici e facili da seguire. Ma non lo sono, perché si scontrano con le nostre fragilità. Abbiamo tuttavia alcuni alleati, che ci possono aiutare a essere più forti delle nostre fragilità: • La fede in noi stessi e nei valori tramandati dai nostri antenati più illuminati. Integrità morale, saggezza interiore e desiderio di donare senza nulla chiedere sono il baluardo più forte contro le fragilità umane; • La fede religiosa che attraverso la Scritture e l’esempio vivente dei testimoni della Parola ci indica la via verso l’amore e la vita; • L’affetto e l’attenzione delle persone che ci vogliono bene e ci sorreggono nei momenti difficili, dandoci una parola di conforto e pregando per noi. Fino a questo momento ho affrontato poco l’argomento religioso, per rispetto delle opinioni di tutti quelli che leggono e perché spero che comunque nelle parole che ho scritto traspaia una luce religiosa che va al di là di ogni religione e abbraccia l’intera umanità e i valori che fino ad oggi le hanno permesso di sopravvivere ad eventi spaventosi quali guerre, devastazioni e cataclismi.
Solo grazie alla rinuncia di tanti uomini come noi e al loro sacrificio, spesso spinto fino al dono della vita, la razza umana è riuscita a progredire e a sopravvivere alle tenebre delle più spietate dittature, che consideravano il fratello come uno schiavo da sfruttare, un essere inferiore da schiacciare, un pericoloso eversore da far tacere a tutti i costi. Dobbiamo prendere ad esempio questi fratelli, che hanno vinto anche per noi, quando la nostra fragilità è sul punto di arrendersi alle lusinghe della mediocrità e della malvagità.

sabato 21 ottobre 2017

12 consigli per accrescere la creatività che è in noi



La creatività è come una musa volubile che per esibirsi richiede intensità emotiva, fantasia, curiosità, ragionamento libero. È un’entità viva e continuamente desiderosa di emergere dalle profondità del pensiero. Ognuno la possiede in forma del tutto personale e, come si fa con un tesoro, la può seppellire nascondendola agli altri o la può far brillare con la luce dell’intelligenza e della condivisione. Ciascuno di noi deve prima di tutto acquisire coscienza di quali talenti gli sono stati dati in dono dalla natura, li deve affinare con serietà e costanza, ricercare le vie più adatte a farli fruttare e infine esprimere le creazioni del proprio ingegno in modo originale perché gli altri possano apprezzarle, giudicarle e criticarle. Esistono comportamenti e atteggiamenti mentali che arricchiscono e fanno fiorire la creatività che è in noi, che di seguito elenchiamo e di cui ragioneremo dedicando a ognuno uno spazio apposito: 1. Vivere intensamente le emozioni ma non lasciarsene travolgere (amore, amicizia, affetti); 2. Mantenere la mente lucida e curare il benessere psico-fisico; 3. Saper fare il silenzio dentro sé e meditare; 4. Saper convivere con le proprie angosce e paure e mostrarsi come si è (non nascondersi); 5. Non isolarsi, essere leale e solidale; 6. Ritrovare la fantasia, lo stupore e la curiosità dell’infanzia; 7. Non essere dogmatico, mettere tutto in discussione e ragionare liberamente;  8. Vivere l’istante, essere in armonia con se stesso, con le altre persone e con la natura; 9. Fermarsi e lasciare che la creatività che è racchiusa in noi sgorghi pura dal profondo; 10. Esprimere i propri sentimenti con passione, tenerezza e complicità; 11. Rigenerare in noi il flusso vitale, ricaricare le energie fisiche e mentali, stimolare con esercizi e meditazione le facoltà creative e conoscitive; 12. Rispettare la propria dignità di essere umano, vivere con onestà e virtù.

mercoledì 18 ottobre 2017

Alfabetizzazione creativa

                                                  Alfabetizzazione creativa 

La soluzione a un problema creativo spesso nasce all’improvviso, come un’idea che è nascosta in noi e si manifesta nel modo più sorprendente e imprevedibile. Chiediamoci però cosa c’è dietro quella soluzione. Sicuramente non nasce dal nulla, ma è frutto di un lungo e faticoso lavoro di studio e di ricerca che fa intravedere la soluzione, ma aspetta a manifestarsi nel momento in cui tutte le caselle si collocano al posto giusto. Una serie di rime, un insieme di note, un arcobaleno di colori, una formula matematica, una successione di presupposti scientifici, grazie alla creatività assumono carattere di originalità e di rivelazione scientifica o artistica. Ma se la creatività è sudore e fatica, è lecito parlare di alfabetizzazione creativa come metodo per insegnare i rudimenti e le tecniche creative? Forse occorre andare al di là del semplice insegnamento delle conoscenze e delle tecniche per aiutare i ragazzi ad affermare la propria creatività, ed andare oltre significa avere cura dell’intero universo psicologico dei giovani, significa insegnare con empatia, trasmettendo passione civica e valori morali, nel rispetto dell’identità di ognuno. Il percorso per giungere a una piena espressività emotiva e creativa passa attraverso la prevenzione e il superamento dei più diffusi sintomi di disagio giovanile: depressione, aggressività, senso di solitudine, alcolismo, droga. Queste patologie provocano una chiusura nei riguardi del mondo esterno, difficoltà di apprendimento e perdita dell’autostima. In una società che ha fatto del precariato la sua bandiera, la più concreta speranza che rimane alle giovani generazioni è di puntare sulla valorizzazione delle proprie risorse creative. E non ha importanza se queste siano nel campo gastronomico o scientifico, agricolo o artigianale, ciò che conta è la capacità di creare opere dell’ingegno o prodotti di pregio e qualità. Ma per fare questo il giovane ha bisogno del necessario supporto, sia culturale che formativo, per impadronirsi delle conoscenze necessarie a mettere in pratica i suoi sogni. A tal fine occorre un tessuto sociale capace di realizzare una rete di servizi che aiutino i giovani e le famiglie: infrastrutture che permettano collegamenti veloci sia fisici che informatici, scuole e personale docente all’altezza dei tempi, istituti di formazione professionale di eccellenza, la possibilità di fare esperienze formative e lavorative all’estero confrontandosi con altre realtà, luoghi di ritrovo e di discussione facilmente fruibili, università che incoraggino la ricerca e l’innovazione. Aiutare la creatività aiuta la società a restare vitale, a valorizzare le sue risorse migliori. Una società in cui i talenti migliori sono costretti a emigrare per affermarsi rischia di perdere slancio e competitività e di conoscere un arretramento economico e culturale. Le società in declino sono quelle dove c’è un basso tasso di natalità e una scarsa capacità di innovazione. Questi due elementi innescano una spirale in cui la mancanza di giovani porta ad un invecchiamento progressivo della popolazione, e questo invecchiamento ad una scarsa propensione all’innovazione che a sua volta fa ristagnare l’economia e la vivacità culturale. Questo quadro è illustrato molto bene da un paese abbandonato dai giovani, in cui la vita si trascina stancamente nelle sue vie semideserte e le uniche forme di vita sono gli anziani seduti sulla porta di casa a far passare il tempo e a ricordare i tempi della loro giovinezza. Gli anziani sono scrigni di sapienza, ma per restare vitali hanno bisogno di essere inseriti in un ambiente culturalmente vivace e stimolante. Una società che sa amalgamare l’entusiasmo dei giovani con la saggezza degli anziani, dando responsabilità e supporto ad entrambi, è più dinamica ed equilibrata di una che basa il suo sviluppo solo sulla popolazione in età lavorativa. Tante persone che hanno superato gli anta hanno dentro di sé una carica ed un entusiasmo che non è giusto disperdere facendole sentire superate. Non può essere l’età la discriminante e lo spartiacque tra utilità sociale e inattività, lo diventano però la povertà, l’emarginazione, la depressione, che, nell’odierna società delle ingiustizie sociali, colpiscono sempre più persone, in particolare giovani ed anziani. Una parola di speranza arriva dalla cultura e dalla voglia di cambiare creando una società più attenta ai valori umani e sociali.