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sabato 15 febbraio 2014

Creatività e memoria


La memoria

 

 

Il lavoro creativo è sospeso tra la memoria e l’oblio.

(Jorges Luis Borges)

 

 

La memoria rappresenta la radice dell’albero della nostra vita, sospesa tra oblii e nitide immagini. Radice in continuo mutamento in cui scorre la linfa della vita e della conoscenza. Radice colma di gioie, di dolori, di colpe, di rimorsi. Radice che guida e condiziona le nostre scelte, senza che a volte nemmeno ce ne rendiamo conto. Radice che cerchiamo di capire e che a tratti si svela nelle parole e nei sogni. Radice che interagisce con la nostra spiritualità e la nostra creatività come il volo imprevedibile di una farfalla.
La memoria si muove in un intrecciarsi di esperienze e di ricordi, in cui il passato e il presente si fondono, e le esperienze e i traumi di ieri interagiscono con le scelte di oggi.
Gli studi neurologici hanno evidenziato che esistono due tipi di memoria: quella dichiarativa, costituita da tutti i sistemi mnemonici coscienti che subiscono alterazioni in caso di danni all’ippocampo; quella non dichiarativa costituita dai sistemi mnemonici inconsci come l’imparare a camminare o il guidare l’autovettura.
Ciò che a noi più interessa, parlando della relazione tra memoria e creatività, è capire quali atteggiamenti e abitudini aiutano a stabilire una connessione positiva tra le due. Tra le negatività della moderna società globalizzata c’è il continuo e ininterrotto susseguirsi di compromessi, di notizie, di spostamenti, di stress da lavoro, che alla fine svuotano di significato ogni esperienza e la fanno scivolare via, subito sostituita da altri dati, immagini, compiti. Questo è il male del XXI secolo, che tutto scivola via e nulla lascia tracce profonde, in una spersonalizzazione e in una omologazione sempre più marcate.
Dovremmo riappropriarci del qui e dell’adesso, dare importanza e attenzione a quel che accade nel presente, vigili e dinamici, aperti alla discussione e non arroccati in convinzioni sedimentate e cristallizzate.
Vivere il presente con lucidità e consapevolezza significa essere liberi dentro, concentrare l’attenzione su quanto ci circonda, in particolare sulla natura e sulle persone. Ascoltare e parlare a chi incontriamo per la via con empatia, che significa sentire dentro l’altro le emozioni, la gioia, il dolore. Ascoltare anche i suoni della natura e lasciare che ci portino dentro la voce delle stagioni, del vento, della pioggia, degli alberi e degli animali.
La creatività, come la memoria, sfugge a classificazioni puramente razionali e meccanicistiche ed abbraccia pensieri, formule, intuizioni che, come un buon vino, maturano e fermentano dentro le nostre botti fino ad uscirne trasformate in un nettare totalmente diverso e originale dal mosto che vi avevamo riposto.  
Noi possiamo far si che tutto il procedimento sia fatto con cura, seguendo un indirizzo preciso, fatto di studio, di memoria, di intelligenza. Dopo dobbiamo pazientare e attendere che le idee dentro di noi fermentino e diano frutto.

sabato 8 febbraio 2014

Creatività e studio


Creatività e studio

 

 

Si come il mangiar sanza voglia fia dannosa alla salute,
così lo studio sanza desiderio guasta la memoria
e non ritien cosa ch’ella pigli.[1]
 

 

La sete di conoscenza è sempre stata la molla che ha spinto l’umanità sulla via del progresso. L’uomo si è evoluto partendo da un cervello rettiliano, utile per compiere le semplici funzioni vitali quali mangiare e respirare. Lentamente si è sviluppata un'altra parte di cervello, detto paleomammifero, simile a quello dei gatti, in grado di lottare, nutrirsi, fuggire e riprodursi. Infine, in epoca recente, il cervello umano si è arricchito di un sottile strato di gelatina, denominato corteccia, che possiede una capacità crescente di imparare e di comprendere attraverso la ricerca e il ragionamento simbolico.
La via maestra della conoscenza è quella dell’esperienza e dello studio.
Potremmo schematizzare l’attività di studio in tre tipologie: meccanico o mnemonico, assimilativo o concettuale e creativo.
La prima tipologia richiede un basso livello di partecipazione e si riduce a un semplice apprendimento meccanico di nozioni non inserite in un quadro complessivo.
La seconda consiste in un’attività di comprensione di concetti, regole, utilità; contribuisce ad arricchire il proprio bagaglio culturale, verbale, tecnico, artistico, musicale.
Lo studio creativo presuppone una rielaborazione personale dei contenuti oggetto dell’attenzione, con formulazione di giudizi e critiche, con la partecipazione emotiva, con il desiderio di accrescere la propria creatività.
Questa distinzione tra lo studio mnemonico, concettuale e creativo ci fa capire l’importanza dell’approccio personale e delle motivazioni che devono guidare la nostra curiosità.
Compito di ciascuno di noi, e in particolare di chi ha responsabilità educative, è capire e spiegare l’utilità di uno studio che non sia fine a se stesso, ma che sia la base per una conoscenza profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda, in modo da favorire la ricerca e l’affermazione del proprio io creativo.
Per arricchirsi e ampliare gli orizzonti è fondamentale il confronto, inteso come comparazione di più fonti e come apertura a tutte le discipline. Solo ricercando una formazione libera e multiforme si può spaziare aprendo la mente a nuove idee.
Studiare non è solo leggere un libro, ma è un atteggiamento più vasto di attenzione alle esperienze, interrogandosi sul perché di certe scelte e riflettendo sulla dinamica degli avvenimenti.
Entra a questo punto in gioco l’attenzione, che ha un ruolo importante nella capacità di apprendimento.
Vediamo quali consigli si possono dare per mantenerla alta e costante:
·       Fare il vuoto di pensieri dentro sé e concentrare tutta l’attenzione sull’oggetto di studio.
·       Allontanare voci, rumori, cellulari, ed ogni oggetto di possibili interruzioni e disturbi.
·       Aiutarsi con esercizi preparatori respiratori e fisici, che agevolino la concentrazione e  la  postura.
·       Fare chiarezza sulle finalità dello studio che intraprendiamo, sul percorso da seguire e sui risultati che ci attendiamo di conseguire.
·       Durante l’attività di studio, leggere tutto attentamente, ma anche sottolineare ciò che ci sembra fondamentale.
·       Interrompere ogni dieci-quindici minuti per rielaborare mentalmente le informazioni.
·       Avere degli interlocutori interessati con cui confrontarsi, evitando di isolarsi.
In conclusione la creatività presuppone una mente libera da dogmatismi e preconcetti, in continua evoluzione, dedita allo studio e alla ricerca, pronta a mettere in discussione le proprie opinioni, confrontandole e rielaborandole.


[1] Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, 1492/1516.

mercoledì 5 febbraio 2014

Il processo creativo

                                        

La creatività si esprime attraverso un mix variabile di doti personali, conoscenze e abilità acquisite che in sintesi possono essere: lo studio, la memoria, la fantasia, la sperimentazione, la ricerca, l’astrazione, la progettualità, l’abilità manuale, l’uso dei cinque sensi, l’intuizione, l’ispirazione, la sintesi, la genialità, la sensibilità, l’invenzione, l’empatia.
La molla che spinge l’uomo a investigare sul mondo che ci circonda è la curiosità, che è parte della natura umana, nasce con noi e ci accompagna per tutta l’esistenza. Nostro compito è tenerla viva attraverso l’arte, la saggezza e la vivacità intellettuale.
Avere coscienza degli elementi che stimolano la creatività ci aiuta a tenerli vivi in noi, a valorizzarli in un continuo gioco di studio, memoria, fantasia, immaginazione, intuizione.
 La curiosità è un’insuperabile palestra per bambini, adulti ed anziani. Tenerla desta e viverla con gioia, come fanno i bambini, è la migliore ginnastica per il nostro cervello e la migliore garanzia per il progresso dell’umanità.
Altro fondamentale strumento di progresso e di benessere personale e sociale è l’empatia intesa come capacità di amare ciò che ci circonda, di sentire affetto per il prossimo e di emozionarci per ciò che avviene intorno a noi. Quando ci accompagna la curiosità e la capacità di provare emozioni anche il mix che compone la creatività nelle sue diverse forme nasce spontaneamente e riflette la nostra unicità.
La curiosità deriva dall’esperienza e dai problemi che questa ci pone quotidianamente. Cercare soluzioni adeguate ai problemi è ciò che l’uomo si sforza di fare sia in campo scientifico che in quello economico, sociale ed affettivo. Per farlo mette in atto una serie di tentativi che pragmaticamente ricercano le soluzioni più adeguate. Adeguate e non ottimali perché ogni conoscenza è in continuo divenire e viene continuamente messa in dubbio, con atteggiamento critico, per scoprirne i lati deboli ed adeguarla più strettamente alla realtà, in un continuo progresso rivoluzionario.
Un esempio emblematico è quello della fisica con il passaggio per successive approssimazioni dalla teoria tolemaica a quella newtoniana per giungere alla teoria gravitazionale di Einstein, che, a sua volta, è sottoposta a verifiche e studi critici volti a superarla in un continuo gioco di approssimazione e di avvicinamento alla verità scientifica.