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sabato 31 dicembre 2011

Da "Economia e finanza. Tra operosità e cupidigia"


Una manovra a metà





C’è un aspetto della crisi economica italiana che viene colpevolmente sottovalutato da ormai cinquant’anni. Ma mentre fino a pochi mesi fa era possibile ignorarne i pericoli, oggi non è più permesso tergiversare. Ed allora esponiamo il problema in tutta la sua crudezza: fino a quando il debito pubblico continuerà ad aumentare ai ritmi attuali, qualsiasi manovra correttiva sarà perfettamente inutile, se non andrà a colpire la cancrena che ci divora. E la cancrena si annida nell’evasione fiscale, nella corruzione, nelle attività malavitose, negli appalti irregolari, nei consigli di amministrazione e nelle consulenze della pubblica amministrazione, nel riciclaggio del denaro sporco. Le stime ufficiali quantificano in 250-300 miliardi di euro l’ammontare di reddito imponibile nascosto al fisco. Il palazzo fa finta di ignorare questi dati ed ogni volta che un funzionario scrupoloso li denuncia la classe politica fa spallucce, troppo presa dalla paura di perdere i privilegi acquisiti. E se è indispensabile pagare un prezzo agli sprechi e alla corruzione, si vanno a colpire sempre i soliti, quelli che pagano le tasse ed operano alla luce del sole. Non si vuole capire che da quel limone resta ormai ben poco da spremere e che i palliativi non servono più. Il debito pubblico, nel mese di agosto 2011, ha superato i 1900 miliardi di euro, ben oltre il 120 per cento del PIL. Oltre la metà del PIL italiano va a finanziare la spesa pubblica corrente, mentre gli investimenti si fermano a un ridicolo 3 per cento. È del tutto evidente che va corretta la composizione della spesa pubblica. Vanno drasticamente ridotte le spese correnti ed aumentate significativamente le spese per investimenti. È indispensabile ripristinare un’etica della politica e dell’economia, vanno spezzate le catene malavitose che si annidano nel palazzo. Non ci sono altre strade: pensare a una crescita economica in una società dove non si concorre ad armi pari, stretti tra la concorrenza sleale di chi opera in nero, tra debiti, pizzi e ricatti è un’illusione del tutto fuori dalla realtà. L’Italia per riprendere quota ha bisogno di una rinascita morale frutto della volontà dei suoi cittadini che deve trasferirsi nei palazzi del potere attraverso riforme e comportamenti orientati al servizio della collettività. Ai ritmi attuali l’Italia scivolerà inesorabilmente nella classifica dei paesi più ricchi e nel 2050 si troverà al quindicesimo posto insidiata dalla Corea del Sud. Questa prospettiva di declino politico economico deve essere di stimolo ai paesi europei per rafforzare i loro legami. Davanti alla forza e alla determinazione con cui i paesi emergenti, Cina in primis, si stanno muovendo per acquisire posizioni privilegiate in tutto il pianeta, l’Europa deve rispondere rafforzando i legami politici ed economici. È vitale che alla moneta unica si affianchino degli organismi di governo aventi piena delega in materia di politica comunitaria ed internazionale. L’Europa, all’avanguardia per democrazia, welfare, stato di diritto, ha il dovere morale di superare i nazionalismi, che fino ad ora ne hanno frenato l’integrazione, e puntare con decisione a diventare un unico popolo con un unico governo. Le dimensioni e la popolazione  degli altri players non lasciano alternative, per continuare a svolgere un ruolo di primo piano sullo scacchiere internazionale l’Europa deve puntare dritta verso l’integrazione. Il gran numero di paesi che chiede di entrare a far parte dell’Unione Europea testimonia il valore politico, sociale ed economico rappresentato da un Continente unito e democratico. Tanti italiani illuminati hanno lottato perché si possa giungere a questo risultato da Luigi Einaudi a Alcide de Gasperi, da Gualtiero Spinelli a Lorenzo Natali, da Romano Prodi a Mario Draghi, ora è necessario unire le forze di tutti i popoli europei per dire a gran voce che è giunto il momento di completare il lavoro e le aspirazioni di tanti personaggi illuminati e farle diventare aspirazioni e volontà popolare.

In questo percorso verso l’integrazione europea l’Italia deve fare la sua parte per eliminare le storture che hanno determinato la crisi del 2011. Gli sforzi dell’attuale governo si scontrano con interessi consolidati e potenti. La mancata adozione di provvedimenti che intacchino profondamente privilegi, sprechi, guadagni illeciti, appalti e consulenze truccati, compensi ingiustificati è la vera causa della diffidenza dei mercati nei confronti dell’Italia. La responsabilità maggiore di questa  situazione non è nella debolezza politica del governo Monti, ma nell’ipocrisia di quei partiti che, pur dicendo di sostenere la politica di risanamento, in realtà ostacolano quei provvedimenti che sarebbero essenziali per aggredire la cancrena che ci divora.














venerdì 11 novembre 2011

ECONOMIA E FINANZA

                

Introduzione





Quando ho davanti il primo foglio bianco in cui mi accingo a riportare idee, considerazioni, proposte relative all’argomento sul quale ho scelto di scrivere, mi pongo il problema dell’utilità delle argomentazioni che svilupperò. Mi sostiene la certezza di non avere interessi precostituiti da portare avanti e di scrivere quello che il cuore e l’intelligenza mi suggeriscono. Anche per questa nuova avventura che parla di denaro, economia, finanza e del valore attribuito a queste categorie dall’uomo, ho dentro di me l’emozione di un esploratore che si mette in viaggio verso mete e scoperte sconosciute e inimmaginabili. Se avrete il piacere e la pazienza di seguirmi in questo viaggio di apprendistato e di conoscenza scopriremo insieme nuovi orizzonti e condivideremo dubbi, studio, ragionamenti e soluzioni. Come per  il precedente libro sulla creatività, considero questo libro un progetto aperto da aggiornare e completare con i vostri suggerimenti e le critiche che farete. È un onore poter contare su tanti preziosi amici e collaboratori e una rete di lettori globale, questo può avvenire grazie al social network Twitter, che mi ospita e mi dà modo di esprimere idee ed opinioni,  e di confrontarle con quelle altrui.

È un viaggio nella storia del denaro, del valore che gli è stato attribuito dall’uomo nelle varie epoche, una ricerca dei centri decisionali e di potere che gestiscono l’economia e la finanza.

È un percorso utile a capire i meccanismi economici e psicologici che ne determinano l’uso.

È una presa di coscienza che aiuta a saper consumare, risparmiare ed investire con cognizione.

È un itinerario che approfondisce problemi ed opportunità economiche della Comunità internazionale, delle Nazioni estere, dell’Italia e della Sardegna.

Il primo capitolo è dedicato alla storia dei soldi, dai primordiali sistemi di contabilità alle prime monete e all’utilizzo dei metalli preziosi come strumenti di riferimento per gli scambi commerciali. Vengono delineati i più importanti cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli, dall’equilibrio aureo al sistema finanziario del XXI secolo.

Il secondo capitolo cerca di delineare, all’interno dello scacchiere internazionale, quali Stati detengono il potere economico e come stanno mutando gli equilibri.

Il terzo capitolo è incentrato sulle politiche delle multinazionali e su come queste politiche influenzano le decisioni politiche ed economiche dei governi. La parte finale del capitolo parla dei guru della finanza e della loro capacità di fiutare i cambiamenti.

Nel quarto capitolo vengono affrontati i temi inerenti il risparmio, partendo da come iniziare a risparmiare, come impostare un budget familiare, dove conservare  i risparmi, come difenderlo dalla speculazione e dall’inflazione. Il capitolo prosegue sui temi del risparmio orientato all’acquisto di un immobile, del risparmio orientato alla professione, di quello rivolto alla famiglia e ai figli, del risparmio previdenziale, assicurativo e sanitario. La conclusione è dedicata a come godere  dei risparmi e a come impostare il risparmio per il benessere e la gioia della famiglia e dell’attività lavorativa piuttosto che come desiderio di accumulare ricchezza fine a se stesso.

Il quinto capitolo parla di investimenti e di Borsa, degli strumenti offerti agli investitori, del ruolo delle banche nel mercato finanziario, delle grandi società del risparmio gestito e della tassazione dei titoli e delle imprese.

Il sesto capitolo affronta  i temi legati alla rivoluzione tecnologica, al lavoro, ai servizi e alle professioni. Viene analizzato come i robot e i software sostituiscono il lavoro umano, si mette all’attenzione del lettore quanto sia diffuso lo sfruttamento del lavoro minorile e si conclude parlando dei mutamenti nell’organizzazione socio economica.

Il settimo capitolo fa un quadro dell’Italia a 150 anni dall’unità, soffermandosi sugli elementi di coesione e di divisione, in primis la questione meridionale. Si cercano di capire le cause che hanno portato alla crisi del 2011 e si ragiona su come uscirne.

Il capitolo ottavo focalizza l’attenzione, come caso emblematico di potenzialità sprecate, sulla Sardegna. Viene fatto un quadro dei vari contesti, da quello economico fino a quello politico; partendo dal contesto di riferimento vengono analizzate le problematiche inerenti e formulate soluzioni macroeconomiche ed aziendali. Il capitolo termina volgendo lo sguardo verso le nuove generazioni, invitando a mettere in campo politiche sociali ed economiche che, investendo sul futuro dei giovani, regalino all’isola nuove forze creative in grado di farla rifiorire.

Avviandoci verso le conclusioni osserviamo che l’economia ombra dispone di oltre 10000 miliardi di euro di liquidità, che utilizza, attraverso il trading spinto, gli hedge funds e i prodotti derivati, per speculare sulle debolezze dell’economia reale e portare a casa ingenti profitti immediati.

Il nono capitolo è un invito a riscoprire le virtù e i valori che rendono la vita degna di essere vissuta. Non ci è dato sapere se questo avverrà e ci lasciamo con un interrogativo irrisolto: l’uomo sarà capace di ripristinare, attraverso le istituzioni che governano l’economia e la finanza, il corretto utilizzo del denaro, convogliando i flussi di investimento verso l’operosità, invece che utilizzarli a fini speculativi?

Il pensiero dei grandi economisti del passato testimonia che l’economia, senza i valori di giustizia sociale, trasparenza ed operosità, diventa speculazione, alienazione e sfruttamento.


















lunedì 7 novembre 2011

CREATIVITY

Creativity is the willingness and the ability to express the uniqueness that is in us through artistic creations, research and scientific discoveries, social behavior directed to convey emotions, solidarity, and more generally empathy. Create is expressed in Sanskrit "kar", "kar-tr is the one who create from nothing, the creator. Creativity is, therefore, innovation, invention, original creation, but also expressive and spiritual capacities.