L’astronomia
Niente ha mai sollecitato la creatività e la fantasia umana più che
guardare un cielo stellato in una notte d’estate.
(Giorgio)
L’universo
in cui viviamo ha origine in un piccolo punto dello spazio definito singolarità, ove ha avuto luogo il big
bang. Nel momento della sua nascita l’universo è più piccolo di un atomo.
La teoria dell’espansione di Alan Guth spiega che nell’istante successivo alla
nascita dell’universo, un istante che dura una frazione di secondo, da una
massa infinitesima emerge un universo talmente grande da non poter essere
misurato e, cosa ancor più sorprendente, adatto alla formazione delle galassie,
dei sistemi solari e di un pianeta come la Terra, che presenta condizioni
favorevoli allo sviluppo della vita. Dopo l’espansione primordiale, l’universo
ha iniziato a mutare continuamente, seguendo la vita e la morte dei corpi
celesti che lo compongono.
Tra
gli studiosi si sta facendo strada la convinzione che si sarebbero verificati
molti altri big bang in altre
dimensioni dell’infinito. Martin Rees ha formulato l’ipotesi che esistano altri
universi che vivono contemporaneamente al nostro ed ognuno è racchiuso in una gigantesca
bolla che ha vita autonoma.
In
uno di questi universi, il nostro, la combinazione dei fattori è stata
favorevole alla formazione, durata miliardi di anni, di un pianeta adatto allo
sviluppo della vita, vegetale, animale ed umana.
Gli
astronomi stanno cercando le tracce dell’evoluzione dell’universo, e cosa per
noi uomini particolarmente importante, come si è arrivati alla formazione del
pianeta Terra e alla nascita della vita.
L’uomo
è sempre stato affascinato dall’universo che lo circonda, ed ha sempre sognato
di vedere più lontano, esplorare e viaggiare tra pianeti e stelle.
A
occhio nudo riusciamo, dal nostro angolo di visuale, a vedere solamente duemila
stelle, ma gradualmente grazie a mezzi di osservazione sempre più evoluti siamo
riusciti ad affinare le nostre capacità di osservazione in precisione e in
lontananza.
Per
quanto riguarda le possibilità di viaggiare nello spazio, Carl Sagan ha
teorizzato l’esistenza dei buchi di
tarlo, dei tunnel galattici che potrebbero permettere non solo di attraversare
velocissimi le galassie e di spuntare in luoghi lontanissimi da quelli in cui
si è entrati, ma anche di viaggiare nel tempo, quindi nel futuro o nel passato.
Scenari
fantascientifici diventano ogni giorno di più realtà e ci danno la possibilità di
essere la prima generazione che squarcia un velo sul mistero dell’universo e
sui suoi segreti.