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venerdì 6 febbraio 2015

La medicina


La medicina

 

 

….. giuro:  ….. di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;…

(dal giuramento di Ippocrate)

 

 

Ogni medico è chiamato a rinnovare tutti i giorni questo giuramento, che lo impegna di fronte alla società e ai pazienti. Ha la grande responsabilità di difendere la vita, di tutelare la salute fisica e psichica dell’Uomo e di dedicarsi alla professione con impegno scientifico, culturale e sociale.
Questa formulazione moderna discende dal giuramento originale di Ippocrate, scritto nel V secolo avanti Cristo. Ma già gli egizi, i cinesi, gli indiani, studiavano scientificamente la malattia e avevano sviluppato una farmacologia efficace, basata sulle proprietà degli estratti vegetali ed animali nella cura delle ferite, dell’ulcera, dei reumatismi e di varie altre affezioni.
La medicina è stata, fin dalla sua nascita, la speranza dell’uomo contro le malattie e in questa lotta tra vita e morte si è sviluppato il lavoro di ricerca creativa di medici e studiosi.
L’uomo nel corso degli ultimi diecimila anni è riuscito a triplicare la durata media della vita; la longevità collettiva è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi cento anni, a seguito delle scoperte scientifiche che hanno trovato rimedi a malattie quali la peste, il vaiolo, il tifo, la difterite, la malaria, la tubercolosi.
Nonostante queste vittorie parziali, innumerevoli sono ancora le malattie che generano sofferenza e morte, mi riferisco in particolare al cancro, alle affezioni cardiocircolatorie e ai danni che arrecano certi germi, virus e batteri.
Sono migliaia di miliardi i batteri che vivono nel corpo umano e superano di circa dieci volte il numero di cellule del nostro corpo. Di queste migliaia di miliardi quelli che ci sono dannosi e ci fanno ammalare sono solo un centinaio. Nonostante le terapie antibiotiche, i morti di tubercolosi sono oltre due milioni all’anno, specie tra le popolazioni più povere e tra le categorie meno protette come i carcerati. Alcuni microbi col tempo sviluppano resistenze alle terapie antibiotiche mostrando grande duttilità. Essi si attaccano a tessuti ed organi fino a formare un piedistallo all’esterno della cellula da cui emettono ed iniettano le tossine e gli effettori all’interno delle cellule. È una guerra senza quartiere quella che le cellule immunitarie e gli anticorpi da esse prodotti combattono contro i batteri patogeni invasori, che cercano con varie tattiche di sfuggire alla distruzione e di espandersi nell’organismo. Nei laboratori di ricerca si mettono a punto armi sempre più sofisticate per sconfiggere epidemie ed infezioni generate da batteri che mutano pelle in continuazione per sopravvivere e continuare la loro azione invasiva e distruttiva.

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