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domenica 29 aprile 2012


                                         La parsimonia





Parsimonia e frugalità sono virtù di cui si è persa traccia nelle moderne società industrializzate, nelle quali si esaltano i falsi valori del consumismo e dell’apparenza.

All’essere, inteso come volontà di realizzare sé stessi nella cultura, negli affetti, nella creatività e nella spiritualità, si sostituisce l’avere in una rincorsa senza fine all’ultimo gadget tecnologico ed elettronico.

Le immagini delle bidonville, della violenza e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo sono ovattate dagli schermi televisivi ed appaiono lontane e quasi irreali.

Solo quando la morsa della crisi finanziaria ha investito gli Stati Uniti e l’Europa, con la perdita di decine di milioni di posti di lavoro, si è iniziato a capire quanto fosse illusorio pensare che i privilegi dei paesi occidentali potessero durare per sempre.

In pochi anni è cambiato completamente lo scenario internazionale, ma è difficile cambiare l’approccio culturale creato dalle multinazionali, interessate solamente ad indurre nuovi consumi per poter continuare a macinare profitti.

L’atteggiamento più diffuso è quello dell’incredulità, della rabbia, dell’aggrapparsi ad ogni possibile appiglio. Molti non esitano a chiedere prestiti e mutui per soddisfare i capricci del momento. Altri, ai margini della società, non hanno più speranze e spengono ogni illusione sotto le continue docce fredde cui non possono sottrarsi. Il lavoro diventa precario e mal retribuito, per mantenerlo spesso non bastano turni massacranti e straordinari non pagati. Il lavoro nero assume dimensioni non controllabili e i caporali reclutano i moderni schiavi, privi di ogni tutela.

Questo è il quadro delle società che ci circonda. Da questa situazione è difficile uscire senza recuperare i valori della parsimonia e della frugalità che devono valere per tutta la comunità. Chi occupa posizione di potere politico ed economico è chiamato a dare il buon esempio. I tanti privilegi che hanno affossato la nostra Italia devono scomparire se vogliamo ripristinare una società equa e solidale.

Chiaramente chi detiene il potere e i privilegi è disposto ad ogni forma di resistenza per non perderli. Spetta quindi ai cittadini con una presa di coscienza collettiva ridare fiato alla democrazia e alla giustizia sociale. Una rivoluzione pacifica, che partendo dalla base, dia vita ad un rinascimento democratico basato sullo spirito di servizio e sulla trasparenza dei comportamenti.

Gli interventi da effettuare sono molteplici: riduzione del numero dei dirigenti e dei loro emolumenti, riduzione degli sprechi nella gestione del denaro pubblico, concorsi seri in cui non viene favorito il raccomandato, lotta all’evasione fiscale.

In questo contesto le parole parsimonia e frugalità riassumerebbero in pieno il loro valore, ripristinando un corretto funzionamento di tutta l’economia.

Inutile illudersi che vi siano formule miracolose, come quella della crescita senza fine, che ci conducano fuori dal tunnel. Le uniche alternative sono tra un ulteriore stretta fiscale nei confronti di chi già paga le tasse e un drastico cambiamento nella gestione del denaro pubblico.

Altre civiltà ed imperi sono arrivati all’implosione per l’incapacità di controllare i vizi ed i capricci delle proprie elites. Tra gli altri potremmo ricordare l’impero romano nell’epoca antica, la monarchia di Francia prima della rivoluzione francese, l’impero russo sotto gli zar.

Imperi ricchissimi ma incapaci di distribuire con equità le ricchezze.

Accogliere i valori della parsimonia e della frugalità è una scelta di vita che arricchisce chi la compie, dona serenità allo spirito e libera dai mille affanni del consumismo fine a se stesso. Contribuisce a creare una società nella quale c’è posto per tutti, nella quale si è disposti a rinunciare al superfluo per non togliere il necessario ad altri uomini. In un mondo di risorse limitate ciò che spreca uno, causa fame e sofferenza all’altro.



 (Da Economia e Finanza tra operosità e cupidigia)