La parsimonia
Parsimonia e frugalità sono virtù
di cui si è persa traccia nelle moderne società industrializzate, nelle quali
si esaltano i falsi valori del
consumismo e dell’apparenza.
All’essere, inteso come volontà
di realizzare sé stessi nella cultura, negli affetti, nella creatività e nella
spiritualità, si sostituisce l’avere in una rincorsa senza fine all’ultimo gadget tecnologico ed elettronico.
Le immagini delle bidonville, della violenza e dello
sfruttamento dell’uomo sull’uomo sono ovattate dagli schermi televisivi ed
appaiono lontane e quasi irreali.
Solo quando la morsa della crisi
finanziaria ha investito gli Stati Uniti e l’Europa, con la perdita di decine
di milioni di posti di lavoro, si è iniziato a capire quanto fosse illusorio
pensare che i privilegi dei paesi occidentali potessero durare per sempre.
In pochi anni è cambiato
completamente lo scenario internazionale, ma è difficile cambiare l’approccio
culturale creato dalle multinazionali, interessate solamente ad indurre nuovi
consumi per poter continuare a macinare
profitti.
L’atteggiamento più diffuso è
quello dell’incredulità, della rabbia, dell’aggrapparsi ad ogni possibile
appiglio. Molti non esitano a chiedere prestiti e mutui per soddisfare i capricci del momento. Altri, ai margini
della società, non hanno più speranze e spengono ogni illusione sotto le
continue docce fredde cui non possono
sottrarsi. Il lavoro diventa precario e mal retribuito, per mantenerlo spesso
non bastano turni massacranti e straordinari non pagati. Il lavoro nero assume
dimensioni non controllabili e i caporali
reclutano i moderni schiavi, privi di ogni tutela.
Questo è il quadro delle società
che ci circonda. Da questa situazione è difficile uscire senza recuperare i
valori della parsimonia e della frugalità che devono valere per tutta la
comunità. Chi occupa posizione di potere politico ed economico è chiamato a
dare il buon esempio. I tanti privilegi che hanno affossato la nostra Italia
devono scomparire se vogliamo ripristinare una società equa e solidale.
Chiaramente chi detiene il potere
e i privilegi è disposto ad ogni forma di resistenza per non perderli. Spetta
quindi ai cittadini con una presa di coscienza collettiva ridare fiato alla
democrazia e alla giustizia sociale. Una rivoluzione pacifica, che partendo
dalla base, dia vita ad un rinascimento democratico basato sullo spirito di
servizio e sulla trasparenza dei comportamenti.
Gli interventi da effettuare sono
molteplici: riduzione del numero dei dirigenti e dei loro emolumenti, riduzione
degli sprechi nella gestione del denaro pubblico, concorsi seri in cui non
viene favorito il raccomandato, lotta all’evasione fiscale.
In questo contesto le parole
parsimonia e frugalità riassumerebbero in pieno il loro valore, ripristinando
un corretto funzionamento di tutta l’economia.
Inutile illudersi che vi siano
formule miracolose, come quella della crescita senza fine, che ci conducano
fuori dal tunnel. Le uniche alternative sono tra un ulteriore stretta fiscale
nei confronti di chi già paga le tasse e un drastico cambiamento nella gestione
del denaro pubblico.
Altre civiltà ed imperi sono
arrivati all’implosione per l’incapacità di controllare i vizi ed i capricci
delle proprie elites. Tra gli altri
potremmo ricordare l’impero romano nell’epoca antica, la monarchia di Francia
prima della rivoluzione francese, l’impero russo sotto gli zar.
Imperi ricchissimi ma incapaci di
distribuire con equità le ricchezze.
Accogliere i valori della
parsimonia e della frugalità è una scelta di vita che arricchisce chi la compie,
dona serenità allo spirito e libera dai mille affanni del consumismo fine a se
stesso. Contribuisce a creare una società nella quale c’è posto per tutti,
nella quale si è disposti a rinunciare al superfluo per non togliere il
necessario ad altri uomini. In un mondo di risorse limitate ciò che spreca uno,
causa fame e sofferenza all’altro.
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