I percorsi della creatività e come favorirli
Tutto ciò che l’uomo è in grado di pensare, egli è in grado anche di
fare. (Johann
Wolfgang Goethe)
In
sanscrito creare è espresso con kar; kar-tr è colui che fa dal niente, il
creatore. L’attività creativa è frutto di un mero caso, oppure è frutto di
un’attività elaborativa cerebrale o infine è la conseguenza delle riflessioni
dell’anima?
Se
dovessimo credere che sia solo il caso a governare i processi creativi
assumeremmo una posizione anti scientifica, in contraddizione con le più
recenti scoperte degli studi sul cervello e sul suo funzionamento. È
altrettanto vero, però, che molte volte, dove il puro ragionamento logico si
arena, si arriva alla soluzione creativa per puro caso. La creatività spesso
segue vie imprevedibili, pur attingendo agli studi e alle esperienze li
rielabora in modo originale e quasi magico. Succede che all’improvviso si senta l’ispirazione e si dia vita a una
creazione che sgorga spontanea quasi fossimo stati ispirati dal nostro io profondo.
I
ricercatori definiscono questa capacità creativa pensiero laterale, abilità di vagare liberamente con la mente,
associando in modi non convenzionali gli elementi da assemblare per ricomporre
il puzzle conoscitivo e creativo.
I
bambini amano giocare utilizzando il pensiero
laterale, lasciando vagare la mente a scomporre e ricomporre le esperienze
affettive e sensoriali.
L’educazione
repressiva, l’apprendimento mnemonico e standardizzato, l’organizzazione
sociale e lavorativa basate sull’appiattimento e sulla ripetitività sono le
cause più importanti che fanno inaridire l’intelligenza creativa.
Comprendere
il funzionamento del cervello è una delle sfide scientifiche più affascinanti e
più importanti per capire i percorsi della creatività e come favorirli.
Alla
base del funzionamento del cervello ci sono miliardi di neuroni e le loro
terminazioni dette sinapsi. Queste terminazioni sono a contatto con altre
sinapsi e per comunicare rilasciano delle sostanze chimiche in risposta a una
stimolazione elettrica.
Il
neuroscienziato Eric Kandel (1920), vincitore del premio Nobel del 2000 per la
medicina, con i suoi studi ha dimostrato la plasticità sinaptica dei neuroni,
cioè che quando una persona impara qualcosa di nuovo, si modificano le
connessioni nel suo cervello e si determinano delle modificazioni fisiche a
livello delle sinapsi.
Questi
mutamenti nelle connessioni producono la riorganizzazione funzionale del
cervello.
Nel
momento in cui vengono investiti di nuovi stimoli i neuroni ondeggiano e
possono interrompere dei collegamenti usuali per crearne di nuovi con neuroni
vicini. Il cervello non solo nell’imparare modifica continuamente le proprie
connessioni ma si comporta come qualsiasi altro muscolo del corpo in quanto,
più lo si tiene in attività, più si sviluppa e diventa complesso. Questo ci fa
comprendere l’importanza delle scelte che facciamo, perché ad ogni attività
corrisponde una modificazione a livello di percorsi elaborativi.
Partendo
da questi presupposti capiamo quanto sia utile favorire lo sviluppo di una
mente equilibrata e creativa fin dalla più tenera età. L’educazione al rispetto
di sé stessi e delle regole sociali, un ambiente sociale aperto e democratico,
un ambiente familiare ricco di empatia e di ironia, sono alla base di una
società innovativa e attenta al benessere psicofisico dei cittadini.
L’apprendimento
modifica la struttura funzionale del cervello che in un bambino appena nato è
strutturato solo parzialmente e che completa il percorso di costruzione solo
tra i venti e i quaranta anni. Ad ogni sollecitazione dovuta all’apprendimento
segue una modificazione delle connessioni del cervello. Non esistono persone
per quanto simili che abbiano le stesse connessioni a livello cerebrale, ognuno
nel corso della vita crea una sua originale e unica mappa diversa da quella di
qualsiasi altro uomo.
Quante
volte abbiamo l’impressione che i sogni ci sfuggano, quante volte rinunciamo a
dare ali alla nostra creatività, quante volte abbiamo la percezione che la vita
scorra piatta e abitudinaria priva dell’afflato vitale che abbiamo sepolto nel
profondo.
Siamo
rassegnati, eppure cambiare è possibile, basterebbe fermarsi ad ascoltare l’io
profondo, rimuovere convinzioni che inibiscono la creatività, esercitarsi a
essere ricettivi alle novità e all’apprendimento. Così facendo si favoriscono i
percorsi della creatività, si creano nuove connessioni sinaptiche, si
incoraggiano la fantasia e l’intelligenza a manifestarsi in modo libero e
originale.
Da Creatività: capirla, risvegliarla, valorizzarla.
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