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giovedì 30 marzo 2017

La moda

                                                                      La moda 

Un elemento fondamentale che mi ha portato verso la moda è stata la passione, la necessità quasi fisica, di un rapporto diretto con la materia del mio creare. (Gianfranco Ferrè) 


Moda, arte e design hanno molte assonanze: gusto e creatività sono gli ingredienti che le accomunano. Moda e creatività sono talmente intessute a doppio filo da poter affermare che non potrebbe esistere “il fenomeno moda” senza un’intensa attività creativa che orienti e anticipi i gusti e i desideri dei consumatori. La moda esprime bellezza, colore, armonia. È un’esplosione di vita che contagia e aiuta a sentirsi unici e affascinanti. È innovazione e tradizione, è seduzione e charme, è la perfetta simbiosi tra estro ed intelligenza. Percorriamo insieme la strada seguita da alcuni stilisti che hanno fatto grande la moda: • Piero Cardin (Venezia, 1922), divenuto da 60 anni il mito della moda col nome di Pierre Cardin, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua originalità e capacità di rinnovarsi, esprime la sua determinazione con queste parole: ho chiesto a me stesso: perché solo i ricchi possono accedere alla moda esclusiva? Perché non possono farlo anche l’uomo o la donna della strada? Io potevo cambiare questa regola. E l’ho fatto; • Valentino Garavani (Voghera, 1932), dagli anni ’60 diviene semplicemente Valentino e delizia ed entusiasma per i suoi modelli in cui predomina il rosso Valentino. Sentiamo dalle sue parole come definisce l’eleganza: equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa; • Gabrielle Bonheure Chanel, (1883-1971) di umili origini, iniziò ad avere successo nel 1912 e la sua ascesa non si arrestò più, fino a diventare l’insuperabile ed irresistibile Coco Chanel, che esprimeva con queste parole il fascino femminile: una donna a diciannove anni può essere attraente, a ventinove seducente, ma solo a trentanove può essere irresistibile; • Gianfranco Ferrè (1944-2007), esempio di creatività e di lavoro quotidiano, ebbe a scrivere: La moda è logica, metodo, sistema. È lavoro. Anzi, la moda sono tanti lavori: del disegnatore, del sarto, dell’artigiano, del tecnico. Servono entusiasmo e dedizione. È curiosità intesa come ricerca continua di stimoli. È cultura intesa come conoscenza delle esperienze altrui, delle espressioni del sapere umano, degli altri orizzonti e delle più diverse realtà di vita. Un consiglio in sintesi? Conoscere e sperimentare, lavorare e sapere esattamente quello che si vuole. E soprattutto non dimenticare mai che la moda è anche sogno.[ 20] Quattro storie di successo con un denominatore comune, la voglia di emergere e di stupire, il desiderio di esprimere la propria creatività, la tensione verso la perfezione attraverso il controllo di ogni dettaglio del processo creativo. La loro creatività non è stata quella di un attimo ma è durata decine di anni, rinnovandosi continuamente, regalando alle donne e agli uomini di tutto il mondo stile e fascino. E dopo di loro il diluvio? Chi li sostituirà e quali canoni si imporranno? Il mondo della moda oggi è influenzato in maniera rilevante dalle novità tecnologiche, per cui si stanno affacciando nuovi tessuti molto leggeri e ad alta tenuta termica per l’inverno e altrettanto leggeri ma freschi e traspiranti per l’estate. Molti di questi tessuti derivano da sperimentazioni fatte dagli astronauti e da persone che hanno partecipato a spedizioni in condizioni climatiche estreme. Per il resto assistiamo sempre più all’affermarsi di prodotti di nicchia, molto costosi, destinati a clienti estremamente esigenti, che pur di distinguersi dalla massa non badano a spese. Si sta restringendo la classe media, e di conseguenza anche la moda si focalizza sui prodotti di massa e su quelli di nicchia. La moda ha come sua capitale Parigi e sulle sue passerelle sfilano i modelli di tante maison famose ed emergenti quali: Balenciaga, Céline, Cerruti, Chanel, Chloe, Dior, Ungaro, Hermès, J.P. Gaultier, Galliano, Kenzo, L. Vuitton, Y.S. Laurent, Yamamoto. Ogni anno si rinnova la magia e la fantasmagorica festa di colori e creazioni che affascinano ed entusiasmano, richiamando clienti da tutto il mondo. Vorrei concludere con le parole ricche di intelligenza e saggezza di uno dei più grandi stilisti di sempre, Giorgio Armani: L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.

sabato 4 marzo 2017

Il design

                                                               Il design 

I problemi di design sono dappertutto, e non solo nell’arredamento come appare dalle apparenze. (Bruno Munari)[ 19] 

Come afferma Bruno Munari i problemi di design sono dappertutto, in particolare il design spazia dalla moda all’arredamento, dal design industriale a quello automobilistico , dal web ai giardini, ai grandi magazzini, all’illuminazione. Il design non si occupa assolutamente del solo lato estetico di un prodotto ma ne studia e ne risolve i problemi inerenti: l’impatto ambientale, la facilità d’uso, l’ergonomia, ed ogni altro problema costruttivo e progettuale che si presenti. Dato che un problema di design nasce da un bisogno, la soluzione arricchisce il prodotto finito e, in ultima analisi, migliora la qualità della vita. Per risolvere un problema è in primo luogo necessario conoscerne tutti i componenti e definirlo correttamente. Oggi le aziende industriali spingono per rinnovare continuamente i prodotti in modo da indurre i clienti a cambiarli frequentemente. Entrano così in gioco problemi morali di correttezza e di eticità, che sempre più spesso sono trascurati a favore del semplice calcolo economico. I problemi da affrontare diventano sempre più complessi, in quanto abbracciano diversi campi della scienza e della comunicazione. È necessario scindere la complessità, smontarla, individuando le componenti del problema e analizzarle con il metodo interdisciplinare in cui interviene un team composito, che assomma tutte le conoscenze che un singolo creativo non potrebbe avere. Non è un’intuizione o un’idea a risolvere il problema creativo, come può avvenire nell’arte e nella poesia, nel design la progettazione avviene attenendosi a problemi empirici, la cui soluzione passa attraverso lo studio attento dei dati, per giungere a un progetto complessivo. Le fasi successive alla progettazione sono: l’individuazione dei materiali e delle tecnologie da utilizzare, la fase realizzativa vera e propria e infine la sperimentazione del prodotto creato, apportando eventuali modifiche migliorative. 
Vediamo in chiusura quali potrebbero essere alcune delle prossime entusiasmanti novità e sfide per il design: 
• Realizzare, in team integrato, una piattaforma che permetta di utilizzare la web tv, da manovrare con un semplice telecomando, con accesso ai contenuti internet a banda larga, collegamento per dialogare con la pubblica amministrazione, servizi bancari e postali, acquisti personalizzati on line, scelta interattiva dei programmi da visualizzare, studio universitario e formativo con tutor, videochiamata, videoconferenza e videosorveglianza; 
Collaborare agli studi nel campo della robotica, creando un design più armonico e funzionale, per rendere i robot che l’industria elettronica sta realizzando dei veri e propri tuttofare utilizzabili a casa, al lavoro e nel tempo libero; 
• Orientare sempre più i prodotti al rispetto dell’habitat naturale: foreste, acqua, combustibili fossili, suolo. Utilizzare materiali a basso impatto ambientale, che consentano risparmio energetico e che rendano sempre più gli ambienti domestici e pubblici biocompatibili e autosufficienti. Il design non può essere un’entità a sé e il lavoro creativo si inserisce armonicamente nella cultura e nella tecnologia della società in cui opera. È attraverso la cultura che sviluppiamo la nostra umanità; possiamo affermare che la cultura è il software e la tecnologia l’hardware. Nel corso del tempo siamo giunti a comprendere concetti astratti come moralità, giustizia, eticità, bene e male. La tecnologia non può avere senso se non è guidata dalla conoscenza delle regole che sono necessarie per uno sviluppo armonico della società.