Visualizzazioni totali

sabato 4 marzo 2017

Il design

                                                               Il design 

I problemi di design sono dappertutto, e non solo nell’arredamento come appare dalle apparenze. (Bruno Munari)[ 19] 

Come afferma Bruno Munari i problemi di design sono dappertutto, in particolare il design spazia dalla moda all’arredamento, dal design industriale a quello automobilistico , dal web ai giardini, ai grandi magazzini, all’illuminazione. Il design non si occupa assolutamente del solo lato estetico di un prodotto ma ne studia e ne risolve i problemi inerenti: l’impatto ambientale, la facilità d’uso, l’ergonomia, ed ogni altro problema costruttivo e progettuale che si presenti. Dato che un problema di design nasce da un bisogno, la soluzione arricchisce il prodotto finito e, in ultima analisi, migliora la qualità della vita. Per risolvere un problema è in primo luogo necessario conoscerne tutti i componenti e definirlo correttamente. Oggi le aziende industriali spingono per rinnovare continuamente i prodotti in modo da indurre i clienti a cambiarli frequentemente. Entrano così in gioco problemi morali di correttezza e di eticità, che sempre più spesso sono trascurati a favore del semplice calcolo economico. I problemi da affrontare diventano sempre più complessi, in quanto abbracciano diversi campi della scienza e della comunicazione. È necessario scindere la complessità, smontarla, individuando le componenti del problema e analizzarle con il metodo interdisciplinare in cui interviene un team composito, che assomma tutte le conoscenze che un singolo creativo non potrebbe avere. Non è un’intuizione o un’idea a risolvere il problema creativo, come può avvenire nell’arte e nella poesia, nel design la progettazione avviene attenendosi a problemi empirici, la cui soluzione passa attraverso lo studio attento dei dati, per giungere a un progetto complessivo. Le fasi successive alla progettazione sono: l’individuazione dei materiali e delle tecnologie da utilizzare, la fase realizzativa vera e propria e infine la sperimentazione del prodotto creato, apportando eventuali modifiche migliorative. 
Vediamo in chiusura quali potrebbero essere alcune delle prossime entusiasmanti novità e sfide per il design: 
• Realizzare, in team integrato, una piattaforma che permetta di utilizzare la web tv, da manovrare con un semplice telecomando, con accesso ai contenuti internet a banda larga, collegamento per dialogare con la pubblica amministrazione, servizi bancari e postali, acquisti personalizzati on line, scelta interattiva dei programmi da visualizzare, studio universitario e formativo con tutor, videochiamata, videoconferenza e videosorveglianza; 
Collaborare agli studi nel campo della robotica, creando un design più armonico e funzionale, per rendere i robot che l’industria elettronica sta realizzando dei veri e propri tuttofare utilizzabili a casa, al lavoro e nel tempo libero; 
• Orientare sempre più i prodotti al rispetto dell’habitat naturale: foreste, acqua, combustibili fossili, suolo. Utilizzare materiali a basso impatto ambientale, che consentano risparmio energetico e che rendano sempre più gli ambienti domestici e pubblici biocompatibili e autosufficienti. Il design non può essere un’entità a sé e il lavoro creativo si inserisce armonicamente nella cultura e nella tecnologia della società in cui opera. È attraverso la cultura che sviluppiamo la nostra umanità; possiamo affermare che la cultura è il software e la tecnologia l’hardware. Nel corso del tempo siamo giunti a comprendere concetti astratti come moralità, giustizia, eticità, bene e male. La tecnologia non può avere senso se non è guidata dalla conoscenza delle regole che sono necessarie per uno sviluppo armonico della società.

Nessun commento:

Posta un commento