La pittura e la scultura
La pittura è poesia silenziosa, e la poesia è pittura che parla. (Simonide)[ 18] Per capire un’opera d’arte, è necessario, in primo luogo, inserirla nel contesto storico in cui è nata e nel substrato culturale e simbolico dell’epoca. Sarebbe, ad esempio, impossibile capire il significato delle creazioni artistiche dell’antico Egitto senza conoscere le convinzioni religiose e sociali di quella civiltà. Una volta delimitato il contesto storico, ci si può dedicare a capire la personalità dell’artista, le sue radici sociali e le sue convinzioni personali. In questo modo si contestualizza l’espressione artistica individuale e questo ci fornisce un aiuto per immergerci nella lettura del quadro o della scultura che osserviamo. Gli angoli visuali su cui abbiamo la possibilità di spaziare sono innumerevoli, a partire dalla semplice contemplazione della bellezza che ci viene trasmessa dall’opera d’arte e che prescinde da ogni analisi intellettuale. Ma superata questa prima fase puramente emotiva, abbiamo la possibilità di giudicare l’opera sotto diversi aspetti:
• Giudicarla inserendola nell’epoca storica in cui è stata realizzata, analizzandone l’originalità e gli elementi innovativi che introduce;
• Soffermarsi sui materiali utilizzati, la tipologia dei colori, il tipo di tela, o in caso di scultura la creta o il marmo utilizzato e gli strumenti di incisione;
• Cercare di cogliere gli elementi espressivi insiti nell’opera che osserviamo: quindi dare un significato alle espressioni, alle pose, agli sguardi, all’interazione dei personaggi con la natura ed il paesaggio che li circonda;
• Capire la simbologia che esprime attraverso l’osservazione del contesto e dei dettagli; la simbologia può essere religiosa, politica, estetica, sentimentale, emotiva.
Proviamo ora a immaginare quali scenari si aprono nel prossimo futuro per la pittura. Anche nelle arti visive negli ultimi due secoli si sono avute innovazioni e cambiamenti stilistici a ritmo sempre più veloce. Si è passati dall’impressionismo di fine 1800 di Claude Monet, Edgar Degas e Eduard Manet, al post impressionismo di Vincent Van Gogh, Paul Cezanne e Paul Gauguin, all’Art Nouveau di Gustav Klimt. Il novecento, secolo di grande fermento artistico, segnato tra l’altro dalla nascita del cinema, ha visto succedersi cubisti (Pablo Picasso), espressionisti (Edvard Munch), astrattisti (Vasilij Kandinskij), surrealisti (Jean Mirò), futuristi, la pop art, l’optical art, la minimal art. Questa iperattività nel rinnovamento creativo ha fatto del ventesimo secolo una multiforme fucina dell’arte in cui si sono riversate le innumerevoli spinte innovative provenienti dalla società. L’alba del XXI secolo si presenta molto più grigia e plumbea, soffocata prima dagli attentati alle Twin Towers e poi dalla crisi finanziaria iniziata nel 2008. Il clima sociale e culturale si è fatto molto più piatto, per fortuna internet offre molte possibilità di dialogo e confronto globale, unisce le nuove generazioni e crea strumenti e stimoli culturali e artistici innovativi. Attraverso la vetrina telematica, i giovani formano le loro convinzioni e consolidano i loro outlook riguardo la moda, il design e la creatività artistica in generale. Molti siti di pittura mettono a confronto i lavori di artisti di talento che realizzano le loro opere con tecniche computerizzate, esprimendo la loro visione del mondo. Saranno questi gli artisti che studieremo sui testi di storia dell’arte come esponenti delle arti visive del XXI secolo? Non abbiamo risposte certe ma vi invito a una visita ai siti più rappresentativi dell’arte contemporanea e a immergervi nelle visioni che si aprono ai nostri sensi, perché l’arte è fatta per essere condivisa, criticata e soprattutto per essere goduta. E ricordiamo le parole di Simonide: La pittura è poesia silenziosa.
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