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mercoledì 21 dicembre 2016

La musica

                                                                       La musica 

Quando le tue mani di bimba esplorano il viso in una carezza di scoperta e di curiosità, anche io ti accarezzo i capelli lisci come la seta e canto una nenia primordiale fatta di emozioni. Quando le tue mani e i tuoi piedi battono al ritmo della musica, mi si riempie il cuore di gratitudine e di commozione, perché questa vita ci dona due grandi gioie: la musica e la poesia oltre all’amore naturalmente. Cos’è la musica? Per me la musica è il canto dell’anima, è il librarsi nello spazio della melodia nascosta nei cuori, è l’espressione in note dei nostri sentimenti. Quante volte ci ha consolati, calmati, ci ha dato slancio e coraggio, o ha infuso paura nei nostri cuori, o ci ha fatto fantasticare di persone o luoghi. Da dove hanno attinto ispirazione per comporre le loro melodie autori come Mozart, Beethoven o Tchaikovsky? Quali muse hanno illuminato la loro creatività? La parola musica deriva proprio dalle Muse, creature della mitologia greca e romana, ed è l’arte e la scienza del suono. Molte persone hanno sperimentato le innumerevoli possibilità terapeutiche della musica: chi si è risvegliato dal coma ascoltando una melodia familiare, chi aiuta la concentrazione avendo un sottofondo musicale, chi, grazie a lei, riesce a superare blocchi psicologici. La stessa natura con i suoi suoni caratteristici, vento, pioggia, mare, canti degli uccelli, viene usata come terapia per ridare armonia e serenità all’uomo di oggi sempre più stressato da suoni fastidiosi come quelli del traffico, degli impianti industriali, di macchinari e degli utensili domestici. Le prime manifestazioni musicali dell’uomo si possono ricondurre alla vita quotidiana e agli attrezzi che usava: per seguire il ritmo usava le mani, i piedi, le armi e gli utensili. Spesso accompagnava il ritmo con suoni primitivi come grida e suoni gutturali. I primi strumenti utilizzati furono conchiglie, corna di animali, ferula e canne incise e lavorate per produrre suoni. Lentamente vennero perfezionati fino a diventare flauti, archi, trombe. Nelle antiche civiltà erano molteplici le funzioni della musica. Nell’Antico Egitto accompagnava le cerimonie religiose, i funerali, le battute di caccia, i banchetti e le varie fasi dei lavori agricoli. Nella Grecia del V secolo a.C. la musica aveva un ruolo di primo piano nell’educazione dei giovani ed era legata alla poesia e alla danza. La musica non si rappresentava in pubblico in forma di concerto ma per evocare una storia, un rito e si integrava alla poesia o alla danza. Fu in Grecia che, per la prima volta, la musica venne intesa come espressione dei vari aspetti della vita: religioso, educativo, mitologico, magico e ludico. Nella Roma dell’antichità la musica accompagnava i riti religiosi, i grandi eventi celebrativi, le rappresentazioni teatrali e i sontuosi banchetti. Nell’antichità classica, sia mediterranea, sia indiana, sia cinese, emerge chiara la funzione rituale e religiosa della musica. Seguendo la tradizione religiosa ebraica che attribuiva al canto grande importanza, anche il cristianesimo delle origini utilizzò il canto religioso in modo molteplice fino a definirlo, dopo il pontificato di papa Gregorio I, come canto gregoriano che è l’insieme del repertorio musicale dell’antica chiesa cattolica. Via via, attraverso il medioevo, il rinascimento, l’età barocca, il classicismo, l’età classico-romantica, le esperienze precedenti confluiscono e si fondono in modo sempre più complesso e mirabile in melodie di impareggiabile completezza e raffinatezza. Nel breve volgere di duemila anni, il talento compositivo dell’uomo si è evoluto fino a sfociare nell’assoluta bellezza delle composizioni di fine settecento -inizio ottocento, che restano capolavori ineguagliabili della creatività musicale umana. Parlare oggi di musica è addentrarsi in intrecci di diversi stili che fanno parlare di world music, è pensarla come colonna sonora di film e documentari, è collocarla al di fuori di schematismi rigidi in una continua trasformazione, ai ritmi serrati del mondo contemporaneo.

mercoledì 14 dicembre 2016

Libertà

Libertà 


Balla a piedi nudi sulla riva del mare
Al ritmo delle onde e dei venti
La sabbia umida sulla pelle 
E le carezze dei raggi del sole al tramonto. 

Canta sulle melodie della gioia nascente
Al primo lume del giorno
Tra le brume valli e le nebbie fuggenti
In un tripudio di suoni al risveglio.

Viaggia in luoghi lontani e diversi
Col corpo e la mente anelanti novità,
I sensi attenti ad ogni vibrazione
Colmi di meraviglia per tanta varietà.

Fatti rapire dalle passioni e dai desideri
In un turbinio incessante di emozioni,
Accendi di fuochi incandescenti
Le profondità del tuo spirito ribelle.

Ama con costanza e apri il cuore alla vita
Fedele alla sete di felicità interiore,
Fa’ tuo un antico detto: “un seme nascosto
Nel cuore di una mela è un frutteto invisibile.” 

Dopo buie notti in catene
Ritrovi con stupore la libertà 
Che credevi perduta con la gioventù
E invece era lì, nascosta dentro di te.

(Giorgio Luciano Pani)

sabato 10 dicembre 2016

La poesia

La poesia 

La poesia è un intreccio di parole che innalza la creatività a sublime melodia. (Giorgio) 

Il progresso tecnologico, negli ultimi 50 anni, sta conoscendo un’accelerazione esponenziale. La poesia ha toccato vette difficilmente eguagliabili 3000 anni fa con i versi dell’Iliade e dell’Odissea di Omero. È corretto affermare che la società contemporanea trascura la spiritualità e l’arte a favore del materialismo e della tecnologia? Ovunque ci voltiamo ad occidente o ad oriente, da nord a sud, osserviamo un appiattimento e una massificazione culturale che sta portando alla scomparsa di oltre 4000 lingue e a una perdita di valori e di tradizioni culturali locali. Non si salva l’India, non si salva la Cina, non si salva il Tibet, non si salva l’Africa, paesi di civiltà e cultura millenaria. Per non parlare della civiltà occidentale, che nella sua espansione coloniale ha cancellato civiltà come quella Maya, quella degli indiani dell’America settentrionale, e tante altre, passando come un rullo compressore su culture e tradizioni autoctone. Le poche istituzioni che ancora creano cultura e innovazione sono i centri universitari e di ricerca di eccellenza; anche per loro esistono però pericoli di appiattimento al dio denaro, nel qual caso rischiano di diventare solo veicoli per incrementare i profitti delle major petrolifere, farmaceutiche, del tempo libero e degli altri settori più vicini alle nuove applicazioni energetiche, mediche e tecnologiche in genere. Che fare dunque per cambiare questo stato di cose? Non è semplice rispondere e sarebbe facile dare risposte banali e scontate. È sicuramente utile porsi il problema e rifletterci seriamente. E nemmeno sarebbe serio pensare che siano cose più grandi di noi e che non possiamo avere nessuna influenza sulla loro soluzione. Tanti piccoli contributi formano delle correnti di opinione e aprono delle strade, che permettono un cambio di direzione e un approccio culturale più attento al benessere psicofisico e alla cultura. Fermarsi a leggere una poesia o un poema in versi, apre la mente alla bellezza e alla meditazione, restituendo senso e spessore alla nostra esistenza. Un’esistenza fatta solo di soldi e di cose materiali degrada l’uomo a semplice oggetto; solo nel riappropriarsi della sua coscienza e nel riaccendere la propria creatività, l’uomo trova il senso e la gioia di vivere. Questo l’avevano capito molto bene alcune democrazie dell’antichità che si domandavano il senso della vita e dell’universo, e pur possedendo molte meno conoscenze di noi, davano risposte di dignità e di integrità morale a questi interrogativi e ponevano il bene comune, la conoscenza e l’arte a base della vita sociale. Ma cosa rende unica e indimenticabile una poesia? Sicuramente non basta la bellezza formale, perché sarebbe come una persona di aspetto bellissimo ma senza intelligenza e bellezza interiore, un guscio vuoto bello da ammirare, ma che non trasmette emozioni. È il messaggio che contiene, che espresso in modo originale e toccante, trasmette emozioni e colpisce le nostre intelligenze e le nostre sensibilità. È la poesia che rileggi sempre con piacere perché ogni volta ne cogli nuove prospettive e nuove profondità; la potremmo paragonare a un amore che vivi con meraviglia sempre nuova, a seconda dei sentimenti che ti ispira in quel momento: trepidazione, attesa, estasi, delusione, dolore, desiderio, passione. Quando penso alla poesia, mi vengono in mente i versi di Saffo, Dante Alighieri, Tagore, Shakespeare, Neruda, Catullo, Garcìa Lorca, Prevert, Pasternak, e molti altri che accompagnano nel cuore e nei pensieri il mio cammino.

sabato 3 dicembre 2016

Il tempo

Il tempo

Il ticchettio delle lancette scandisce lo scorrere del tempo 
A volte pare un lento fluire, a volte un correre a perdifiato.
Ricordi ... muovevi i primi passi gattonando,
... correvi a perdifiato dietro a un aquilone,
... i sospiri scuotevano d’amore il tuo cuore,
... riflettevi sul significato di una esistenza dai troppi impegni,
...Infine, sostenuto da un bastone, muovevi incerti passi 
sul sentiero di un tramonto giunto inaspettato.

Il tempo non aspetta, il tempo non ritorna
Nessuna certezza su quanto ne rimane,
Nessuna certezza sul domani che verrà.
Il tempo non ti da una seconda possibilità,
Perché la vita è adesso 
Tutto si gioca in un attimo
E ti invita a non indugiare nell’incertezza
A non perderti dietro vane illusioni.
Ama con cuore puro e dona le tue rose.
  
Il tempo cosa nasconde?
Mille specchi convessi
Che proiettano immagini distorte 
Nudi spazi siderali
Che rimandano segnali lontanissimi
Mondi paralleli ove il tempo
Ha una vita tutta sua.

Il tempo ci consuma
E giunti alla fine
Ci trasfigura in energia
Perché la vita non finisce
Tutto cambia e torna in cielo
In un circolo vorticoso 
Che trasforma la materia.


(Giorgio Luciano Pani)