Visualizzazioni totali

sabato 10 dicembre 2016

La poesia

La poesia 

La poesia è un intreccio di parole che innalza la creatività a sublime melodia. (Giorgio) 

Il progresso tecnologico, negli ultimi 50 anni, sta conoscendo un’accelerazione esponenziale. La poesia ha toccato vette difficilmente eguagliabili 3000 anni fa con i versi dell’Iliade e dell’Odissea di Omero. È corretto affermare che la società contemporanea trascura la spiritualità e l’arte a favore del materialismo e della tecnologia? Ovunque ci voltiamo ad occidente o ad oriente, da nord a sud, osserviamo un appiattimento e una massificazione culturale che sta portando alla scomparsa di oltre 4000 lingue e a una perdita di valori e di tradizioni culturali locali. Non si salva l’India, non si salva la Cina, non si salva il Tibet, non si salva l’Africa, paesi di civiltà e cultura millenaria. Per non parlare della civiltà occidentale, che nella sua espansione coloniale ha cancellato civiltà come quella Maya, quella degli indiani dell’America settentrionale, e tante altre, passando come un rullo compressore su culture e tradizioni autoctone. Le poche istituzioni che ancora creano cultura e innovazione sono i centri universitari e di ricerca di eccellenza; anche per loro esistono però pericoli di appiattimento al dio denaro, nel qual caso rischiano di diventare solo veicoli per incrementare i profitti delle major petrolifere, farmaceutiche, del tempo libero e degli altri settori più vicini alle nuove applicazioni energetiche, mediche e tecnologiche in genere. Che fare dunque per cambiare questo stato di cose? Non è semplice rispondere e sarebbe facile dare risposte banali e scontate. È sicuramente utile porsi il problema e rifletterci seriamente. E nemmeno sarebbe serio pensare che siano cose più grandi di noi e che non possiamo avere nessuna influenza sulla loro soluzione. Tanti piccoli contributi formano delle correnti di opinione e aprono delle strade, che permettono un cambio di direzione e un approccio culturale più attento al benessere psicofisico e alla cultura. Fermarsi a leggere una poesia o un poema in versi, apre la mente alla bellezza e alla meditazione, restituendo senso e spessore alla nostra esistenza. Un’esistenza fatta solo di soldi e di cose materiali degrada l’uomo a semplice oggetto; solo nel riappropriarsi della sua coscienza e nel riaccendere la propria creatività, l’uomo trova il senso e la gioia di vivere. Questo l’avevano capito molto bene alcune democrazie dell’antichità che si domandavano il senso della vita e dell’universo, e pur possedendo molte meno conoscenze di noi, davano risposte di dignità e di integrità morale a questi interrogativi e ponevano il bene comune, la conoscenza e l’arte a base della vita sociale. Ma cosa rende unica e indimenticabile una poesia? Sicuramente non basta la bellezza formale, perché sarebbe come una persona di aspetto bellissimo ma senza intelligenza e bellezza interiore, un guscio vuoto bello da ammirare, ma che non trasmette emozioni. È il messaggio che contiene, che espresso in modo originale e toccante, trasmette emozioni e colpisce le nostre intelligenze e le nostre sensibilità. È la poesia che rileggi sempre con piacere perché ogni volta ne cogli nuove prospettive e nuove profondità; la potremmo paragonare a un amore che vivi con meraviglia sempre nuova, a seconda dei sentimenti che ti ispira in quel momento: trepidazione, attesa, estasi, delusione, dolore, desiderio, passione. Quando penso alla poesia, mi vengono in mente i versi di Saffo, Dante Alighieri, Tagore, Shakespeare, Neruda, Catullo, Garcìa Lorca, Prevert, Pasternak, e molti altri che accompagnano nel cuore e nei pensieri il mio cammino.

Nessun commento:

Posta un commento