Creatività e studio
Si
come il mangiar sanza voglia fia dannosa alla salute,
così
lo studio sanza desiderio guasta la memoria
e
non ritien cosa ch’ella pigli.[1]
La sete di conoscenza è sempre
stata la molla che ha spinto l’umanità sulla via del progresso. L’uomo si è
evoluto partendo da un cervello rettiliano, utile per compiere le semplici
funzioni vitali quali mangiare e respirare. Lentamente si è sviluppata un'altra
parte di cervello, detto paleomammifero, simile a quello dei gatti, in grado di lottare,
nutrirsi, fuggire e riprodursi. Infine, in epoca recente, il cervello umano si
è arricchito di un sottile strato di gelatina, denominato corteccia, che
possiede una capacità crescente di imparare e di comprendere attraverso la
ricerca e il ragionamento simbolico.
La via maestra della conoscenza è
quella dell’esperienza e dello studio.
Potremmo
schematizzare l’attività di studio in tre tipologie: meccanico o mnemonico,
assimilativo o concettuale e creativo.
La
prima tipologia richiede un basso livello di partecipazione e si riduce a un
semplice apprendimento meccanico di nozioni non inserite in un quadro
complessivo.
La
seconda consiste in un’attività di comprensione di concetti, regole, utilità;
contribuisce ad arricchire il proprio bagaglio culturale, verbale, tecnico,
artistico, musicale.
Lo
studio creativo presuppone una rielaborazione personale dei contenuti oggetto
dell’attenzione, con formulazione di giudizi e critiche, con la partecipazione
emotiva, con il desiderio di accrescere la propria creatività.
Questa
distinzione tra lo studio mnemonico, concettuale e creativo ci fa capire
l’importanza dell’approccio personale e delle motivazioni che devono guidare la
nostra curiosità.
Compito
di ciascuno di noi, e in particolare di chi ha responsabilità educative, è
capire e spiegare l’utilità di uno studio che non sia fine a se stesso, ma che
sia la base per una conoscenza profonda di noi stessi e del mondo che ci
circonda, in modo da favorire la ricerca e l’affermazione del proprio io
creativo.
Per
arricchirsi e ampliare gli orizzonti è fondamentale il confronto, inteso come
comparazione di più fonti e come apertura a tutte le discipline. Solo
ricercando una formazione libera e multiforme si può spaziare aprendo la mente
a nuove idee.
Studiare
non è solo leggere un libro, ma è un atteggiamento più vasto di attenzione alle
esperienze, interrogandosi sul perché di certe scelte e riflettendo sulla
dinamica degli avvenimenti.
Entra
a questo punto in gioco l’attenzione, che ha un ruolo importante nella capacità
di apprendimento.
Vediamo
quali consigli si possono dare per mantenerla alta e costante:
·
Fare il vuoto di pensieri dentro sé e concentrare tutta l’attenzione
sull’oggetto di studio.
·
Allontanare voci, rumori, cellulari, ed ogni oggetto di possibili
interruzioni e disturbi.
·
Aiutarsi con esercizi preparatori respiratori e fisici, che agevolino
la concentrazione e la postura.
·
Fare chiarezza sulle finalità dello studio che intraprendiamo, sul
percorso da seguire e sui risultati che ci attendiamo di conseguire.
·
Durante l’attività di studio, leggere tutto attentamente, ma anche
sottolineare ciò che ci sembra fondamentale.
·
Interrompere ogni dieci-quindici minuti per rielaborare mentalmente le
informazioni.
·
Avere degli interlocutori interessati con cui confrontarsi, evitando di
isolarsi.
In
conclusione la creatività presuppone una mente libera da dogmatismi e
preconcetti, in continua evoluzione, dedita allo studio e alla ricerca, pronta
a mettere in discussione le proprie opinioni, confrontandole e rielaborandole.
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