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sabato 8 febbraio 2014

Creatività e studio


Creatività e studio

 

 

Si come il mangiar sanza voglia fia dannosa alla salute,
così lo studio sanza desiderio guasta la memoria
e non ritien cosa ch’ella pigli.[1]
 

 

La sete di conoscenza è sempre stata la molla che ha spinto l’umanità sulla via del progresso. L’uomo si è evoluto partendo da un cervello rettiliano, utile per compiere le semplici funzioni vitali quali mangiare e respirare. Lentamente si è sviluppata un'altra parte di cervello, detto paleomammifero, simile a quello dei gatti, in grado di lottare, nutrirsi, fuggire e riprodursi. Infine, in epoca recente, il cervello umano si è arricchito di un sottile strato di gelatina, denominato corteccia, che possiede una capacità crescente di imparare e di comprendere attraverso la ricerca e il ragionamento simbolico.
La via maestra della conoscenza è quella dell’esperienza e dello studio.
Potremmo schematizzare l’attività di studio in tre tipologie: meccanico o mnemonico, assimilativo o concettuale e creativo.
La prima tipologia richiede un basso livello di partecipazione e si riduce a un semplice apprendimento meccanico di nozioni non inserite in un quadro complessivo.
La seconda consiste in un’attività di comprensione di concetti, regole, utilità; contribuisce ad arricchire il proprio bagaglio culturale, verbale, tecnico, artistico, musicale.
Lo studio creativo presuppone una rielaborazione personale dei contenuti oggetto dell’attenzione, con formulazione di giudizi e critiche, con la partecipazione emotiva, con il desiderio di accrescere la propria creatività.
Questa distinzione tra lo studio mnemonico, concettuale e creativo ci fa capire l’importanza dell’approccio personale e delle motivazioni che devono guidare la nostra curiosità.
Compito di ciascuno di noi, e in particolare di chi ha responsabilità educative, è capire e spiegare l’utilità di uno studio che non sia fine a se stesso, ma che sia la base per una conoscenza profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda, in modo da favorire la ricerca e l’affermazione del proprio io creativo.
Per arricchirsi e ampliare gli orizzonti è fondamentale il confronto, inteso come comparazione di più fonti e come apertura a tutte le discipline. Solo ricercando una formazione libera e multiforme si può spaziare aprendo la mente a nuove idee.
Studiare non è solo leggere un libro, ma è un atteggiamento più vasto di attenzione alle esperienze, interrogandosi sul perché di certe scelte e riflettendo sulla dinamica degli avvenimenti.
Entra a questo punto in gioco l’attenzione, che ha un ruolo importante nella capacità di apprendimento.
Vediamo quali consigli si possono dare per mantenerla alta e costante:
·       Fare il vuoto di pensieri dentro sé e concentrare tutta l’attenzione sull’oggetto di studio.
·       Allontanare voci, rumori, cellulari, ed ogni oggetto di possibili interruzioni e disturbi.
·       Aiutarsi con esercizi preparatori respiratori e fisici, che agevolino la concentrazione e  la  postura.
·       Fare chiarezza sulle finalità dello studio che intraprendiamo, sul percorso da seguire e sui risultati che ci attendiamo di conseguire.
·       Durante l’attività di studio, leggere tutto attentamente, ma anche sottolineare ciò che ci sembra fondamentale.
·       Interrompere ogni dieci-quindici minuti per rielaborare mentalmente le informazioni.
·       Avere degli interlocutori interessati con cui confrontarsi, evitando di isolarsi.
In conclusione la creatività presuppone una mente libera da dogmatismi e preconcetti, in continua evoluzione, dedita allo studio e alla ricerca, pronta a mettere in discussione le proprie opinioni, confrontandole e rielaborandole.


[1] Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, 1492/1516.

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