Alfabetizzazione creativa
La soluzione a un problema creativo spesso nasce all’improvviso, come un’idea che è nascosta in noi e si manifesta nel modo più sorprendente e imprevedibile. Chiediamoci però cosa c’è dietro quella soluzione. Sicuramente non nasce dal nulla, ma è frutto di un lungo e faticoso lavoro di studio e di ricerca che fa intravedere la soluzione, ma aspetta a manifestarsi nel momento in cui tutte le caselle si collocano al posto giusto. Una serie di rime, un insieme di note, un arcobaleno di colori, una formula matematica, una successione di presupposti scientifici, grazie alla creatività assumono carattere di originalità e di rivelazione scientifica o artistica. Ma se la creatività è sudore e fatica, è lecito parlare di alfabetizzazione creativa come metodo per insegnare i rudimenti e le tecniche creative? Forse occorre andare al di là del semplice insegnamento delle conoscenze e delle tecniche per aiutare i ragazzi ad affermare la propria creatività, ed andare oltre significa avere cura dell’intero universo psicologico dei giovani, significa insegnare con empatia, trasmettendo passione civica e valori morali, nel rispetto dell’identità di ognuno. Il percorso per giungere a una piena espressività emotiva e creativa passa attraverso la prevenzione e il superamento dei più diffusi sintomi di disagio giovanile: depressione, aggressività, senso di solitudine, alcolismo, droga. Queste patologie provocano una chiusura nei riguardi del mondo esterno, difficoltà di apprendimento e perdita dell’autostima. In una società che ha fatto del precariato la sua bandiera, la più concreta speranza che rimane alle giovani generazioni è di puntare sulla valorizzazione delle proprie risorse creative. E non ha importanza se queste siano nel campo gastronomico o scientifico, agricolo o artigianale, ciò che conta è la capacità di creare opere dell’ingegno o prodotti di pregio e qualità. Ma per fare questo il giovane ha bisogno del necessario supporto, sia culturale che formativo, per impadronirsi delle conoscenze necessarie a mettere in pratica i suoi sogni. A tal fine occorre un tessuto sociale capace di realizzare una rete di servizi che aiutino i giovani e le famiglie: infrastrutture che permettano collegamenti veloci sia fisici che informatici, scuole e personale docente all’altezza dei tempi, istituti di formazione professionale di eccellenza, la possibilità di fare esperienze formative e lavorative all’estero confrontandosi con altre realtà, luoghi di ritrovo e di discussione facilmente fruibili, università che incoraggino la ricerca e l’innovazione. Aiutare la creatività aiuta la società a restare vitale, a valorizzare le sue risorse migliori. Una società in cui i talenti migliori sono costretti a emigrare per affermarsi rischia di perdere slancio e competitività e di conoscere un arretramento economico e culturale. Le società in declino sono quelle dove c’è un basso tasso di natalità e una scarsa capacità di innovazione. Questi due elementi innescano una spirale in cui la mancanza di giovani porta ad un invecchiamento progressivo della popolazione, e questo invecchiamento ad una scarsa propensione all’innovazione che a sua volta fa ristagnare l’economia e la vivacità culturale. Questo quadro è illustrato molto bene da un paese abbandonato dai giovani, in cui la vita si trascina stancamente nelle sue vie semideserte e le uniche forme di vita sono gli anziani seduti sulla porta di casa a far passare il tempo e a ricordare i tempi della loro giovinezza. Gli anziani sono scrigni di sapienza, ma per restare vitali hanno bisogno di essere inseriti in un ambiente culturalmente vivace e stimolante. Una società che sa amalgamare l’entusiasmo dei giovani con la saggezza degli anziani, dando responsabilità e supporto ad entrambi, è più dinamica ed equilibrata di una che basa il suo sviluppo solo sulla popolazione in età lavorativa. Tante persone che hanno superato gli anta hanno dentro di sé una carica ed un entusiasmo che non è giusto disperdere facendole sentire superate. Non può essere l’età la discriminante e lo spartiacque tra utilità sociale e inattività, lo diventano però la povertà, l’emarginazione, la depressione, che, nell’odierna società delle ingiustizie sociali, colpiscono sempre più persone, in particolare giovani ed anziani. Una parola di speranza arriva dalla cultura e dalla voglia di cambiare creando una società più attenta ai valori umani e sociali.
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