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lunedì 2 giugno 2014


Mappe cerebrali e creatività

 

 

Immaginiamo che il cervello umano, due milioni di anni fa, avesse la dimensione di un’arancia e che da quel momento abbia iniziato una lunga crescita di dimensioni e di capacità logico deduttive, fino ad arrivare alle dimensioni e alle capacità attuali.

Immaginiamo due emisferi uniti dal corpo calloso e racchiusi tra dura madre, liquido encefalico e pia madre.

Immaginiamo quattro lobi al cui interno sono racchiuse miliardi di cellule nervose e migliaia di miliardi di connessioni tra i terminali delle cellule.

Immaginiamo una serpentina di centinaia di chilometri di cellule nervose, talmente piccole che migliaia di esse potrebbero essere racchiuse in un granello di sabbia.

Immaginiamo una miriade di mappe create dalle nostre esperienze, dalle sensazioni e dagli stimoli dell’ambiente che ci circonda, ebbene tra queste mappe è racchiusa la nostra creatività, la nostra capacità di adattamento, di elaborazione e scoperta di nuove prospettive, soluzioni e visioni.

Negli ultimi cinquanta anni si sono moltiplicati gli studi sulla struttura e sul funzionamento del cervello, spinti da interessi scientifici ma anche economici e perfino militari. Possiamo elencare gli studi biologici che indagano sui tessuti cerebrali; quelli dei neuro scienziati cognitivi che cercano di capire come i tessuti cerebrali determinano i comportamenti; quelli degli psicologi e degli psichiatri che studiano i comportamenti e i disturbi comportamentali; quelli dei parapsicologi che indagano sulle presunte capacità paranormali dell’uomo.

L’esempio da seguire per aumentare le nostre conoscenze e capacità intellettive è il comportamento dei bambini che, pur conoscendo pochissimo del mondo che li circonda, hanno una curiosità vivissima di esplorare, toccare, guardare, chiedere, in sintesi di apprendere e di fare esperienza.

Riguardo alla creatività non esistono ricette magiche, esiste invece la capacità di ognuno di noi di ricercare le proprie radici, di sapersi ascoltare e di tirare fuori quel granello di unicità che ci distingue da tutti gli altri. Diffidiamo dei proclami mirabolanti, delle ricette magiche, delle affermazioni roboanti; chi fa ricerca seria sa che è indispensabile, per andare avanti, mettere in discussione ciò che si dà per assodato e ogni volta ricominciare da capo, per progredire nel cammino della conoscenza e della creatività.

Proprio gli interrogativi irrisolti danno tanta carica e nuovi stimoli all’intelligenza umana alla continua ricerca della verità che sfugge e che mostra solo frammenti di sé.

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