Mappe cerebrali e creatività
Immaginiamo che il cervello umano, due milioni di
anni fa, avesse la dimensione di un’arancia e che da quel momento abbia
iniziato una lunga crescita di dimensioni e di capacità logico deduttive, fino
ad arrivare alle dimensioni e alle capacità attuali.
Immaginiamo due emisferi uniti dal corpo calloso e
racchiusi tra dura madre, liquido encefalico e pia madre.
Immaginiamo quattro lobi al cui interno sono
racchiuse miliardi di cellule nervose e migliaia di miliardi di connessioni tra
i terminali delle cellule.
Immaginiamo una serpentina di centinaia di
chilometri di cellule nervose, talmente piccole che migliaia di esse potrebbero
essere racchiuse in un granello di sabbia.
Immaginiamo una miriade di mappe create dalle nostre
esperienze, dalle sensazioni e dagli stimoli dell’ambiente che ci circonda,
ebbene tra queste mappe è racchiusa la nostra creatività, la nostra capacità di
adattamento, di elaborazione e scoperta di nuove prospettive, soluzioni e
visioni.
Negli ultimi cinquanta anni si sono moltiplicati gli
studi sulla struttura e sul funzionamento del cervello, spinti da interessi
scientifici ma anche economici e perfino militari. Possiamo elencare gli studi
biologici che indagano sui tessuti cerebrali; quelli dei neuro scienziati
cognitivi che cercano di capire come i tessuti cerebrali determinano i
comportamenti; quelli degli psicologi e degli psichiatri che studiano i
comportamenti e i disturbi comportamentali; quelli dei parapsicologi che
indagano sulle presunte capacità paranormali dell’uomo.
L’esempio da seguire per aumentare le nostre
conoscenze e capacità intellettive è il comportamento dei bambini che, pur
conoscendo pochissimo del mondo che li circonda, hanno una curiosità vivissima
di esplorare, toccare, guardare, chiedere, in sintesi di apprendere e di fare
esperienza.
Riguardo alla creatività non esistono ricette
magiche, esiste invece la capacità di ognuno di noi di ricercare le proprie
radici, di sapersi ascoltare e di tirare fuori quel granello di unicità che ci
distingue da tutti gli altri. Diffidiamo dei proclami mirabolanti, delle
ricette magiche, delle affermazioni roboanti; chi fa ricerca seria sa che è
indispensabile, per andare avanti, mettere in discussione ciò che si dà per
assodato e ogni volta ricominciare da capo, per progredire nel cammino della
conoscenza e della creatività.
Proprio gli interrogativi irrisolti danno tanta
carica e nuovi stimoli all’intelligenza umana alla continua ricerca della
verità che sfugge e che mostra solo frammenti di sé.
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