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domenica 15 giugno 2014

LA MATEMATICA


La matematica

 

 

La scienza della matematica pura, nei suoi sviluppi moderni, può aspirare a definirsi la creazione più originale dello spirito umano.

(Alfred North Whitehead, La scienza e il mondo moderno, 1925)

 

 

Quando è nato e come si è sviluppato nell’uomo il ragionamento matematico?
La risposta arriva dagli studi svolti da Keith J. Devlin che si ricollegano a quelli sul linguaggio, seguendo il filone dell’evoluzione del cervello umano, che, da compiti ripetitivi e meccanici, è riuscito a formulare pensieri sempre più complessi. La matematica ne è un esempio chiarissimo per la capacità di decifrare leggi naturali universali, utilizzando formule astratte. Per Devlin l’abilità matematica si compone di nove capacità mentali:
1.    Il senso del numero;

2.    L’abilità numerica;

3.    L’abilità di ragionare sullo spazio che ci circonda;

4.    Il senso di causa ed effetto;

5.    L’abilità di costruire e seguire una catena causale di fatti o di avvenimenti;

6.    L’abilità algoritmica (un esempio di algoritmo è l’insieme delle regole che si devono seguire per moltiplicare fra  loro due numeri);

7.    L’abilità di gestire concetti astratti;

8.    L’abilità di ragionare in modo logico;

9.    L’abilità di ragionare sulle relazioni.[1]

Il percorso, che parte da un confuso rendersi conto dell’idea di gruppo e che un gruppo è più grande di un altro, si snoda attraverso la percezione e l’impadronirsi delle varie abilità, fino ad arrivare alla creatività che è la capacità di svelare nuove proprietà, teoremi, regole fino a quel momento sconosciuti.
L’ipotesi centrale nella teoria di Devlin è che, come è avvenuto nel linguaggio, anche nella matematica si è passati ad affinare col tempo le capacità di astrazione e a padroneggiare la complessità ragionando su modelli astratti, riuscendo a trasformarli in teoremi, formule, dimostrazioni universalmente validi .



[1] Keith Devlin, Conferenza tenuta al politecnico di Torino, 2002, trad. di Maria Jack

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