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sabato 7 marzo 2015

Le scienze della terra


Le scienze della terra:

geologia, geofisica, sismologia, meteorologia

 

 

Fino a circa 380.000 anni dopo il big bang, l’universo era

così caldo e denso che elettroni e protoni non riuscivano

a combinarsi per formare atomi di idrogeno.

(Mandolesi Nazzareno)[1]

 

Il 1929 è l’anno nel quale è nata la cosmologia sperimentale. In California, a Mont Wilson, grazie a un potente telescopio rivolto verso il cielo, E. Hubble riuscì a dedurre che le galassie si allontanano a una velocità che aumenta al crescere della loro distanza. Da ciò discende che l’Universo è in espansione e che più si torna indietro nel tempo maggiore era la compressione della materia, la cui espansione è iniziata con una gigantesca esplosione: il big bang.
Il sistema solare fa parte di una galassia di cento miliardi di stelle chiamata Via Lattea. In questa galassia circa quattro miliardi e seicento milioni di anni fa si era accumulato un grande vortice di gas e polvere che iniziò ad aggregarsi. La maggior parte si aggregò nel Sole, mentre piccole particelle iniziarono a formare i pianeti che gravitano attorno al Sole. La Terra si formò nei successivi duecento milioni di anni. In quel periodo avvenne uno schianto gigantesco provocato da un corpo celeste. Nello schianto si staccò dalla Terra un gigantesco ammasso di materiale che proiettato lontano andò a formare la Luna. La Terra era incandescente e le temperature erano altissime. Attorno a questa enorme massa infuocata iniziò a formarsi un’atmosfera composta da gas quali l’anidride carbonica, l’azoto, il metano e lo zolfo. La Terra venne bersagliata da oggetti cosmici di tutti i tipi, ma i vapori che la circondavano iniziarono a cadere sulla superficie, in forma di pioggia, raffreddandola.
Era una pioggia abbondante, incessante che continuò per miliardi di anni, lentamente il pianeta fuoco diventava il pianeta mare. In questa epoca di piogge e di bombardamenti cosmici, circa quattro miliardi di anni fa, nacquero le prime semplici forme di vita. Erano organismi unicellulari che lentamente riuscirono ad evolvere in organismi multicellulari organizzati, resistenti al caos distruttivo di germi, batteri e virus. Si diffusero in forma vegetale ed animale, evolvendo in specie nuove ed estinguendosi se non riuscivano a fronteggiare i cambiamenti. Così specie come i dinosauri e i mammut scomparvero nonostante le dimensioni e la forza. Partendo da un cervello di dimensioni nettamente più piccole di quelle attuali iniziò ad evolversi l’intelligenza autoconsapevole e dotata di creatività della specie umana che, con uno spirito adattativo incredibile, superava le più dure prove climatiche ed ambientali. L’uomo rapidamente evolveva nella conoscenza e nella comprensione di sé e del mondo circostante. La storia umana è fatta di accelerazioni e di brusche frenate oscurantiste, ma nonostante tutto il cervello umano ha triplicato il suo volume e soprattutto ha progredito nel cammino della conoscenza e della creatività. Questi miglioramenti sono avvenuti grazie alla saggezza, alla curiosità e all’integrità morale che sono state le basi per la sua salvezza e il suo progresso, ed hanno consentito di superare la continua azione disgregatrice della violenza e dell’odio, che tanta distruzione e dolore hanno portato nella storia dell’umanità.
Ho cercato di riassumere in poche righe un cammino lungo miliardi di anni, perdonatemi per l’approssimazione e per gli eventi che ho trascurato di esporre; questa sintesi è ovviamente un’ipotesi basata sulle conoscenze attuali, che sicuramente sarà aggiornata e modificata da nuove scoperte che saranno fatte dagli scienziati e dai ricercatori.


[1] Mandolesi Nazzareno, Le Scienze, 2010, n. 497.

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