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giovedì 20 ottobre 2016

La letteratura


                                                                      La letteratura

 Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, 
nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi. 
(Pietro Citati) 

Il poeta, lo scrittore e il lettore attraverso la letteratura intraprendono un viaggio, di cui non conoscono la meta, verso universi paralleli, epoche lontane, futuri solo immaginabili, visioni costruite con la magia delle parole e delle rime. Chi scrive è spinto dal desiderio di rendere eterno quel che ha dentro, di lasciare una traccia indelebile del suo passaggio e di raccontare una storia che nasce dalle sue parole, dalla sua immaginazione e dalla sua capacità di raccontare o inventare personaggi, fatti, luoghi, storie, miti, leggende, tradizioni popolari. Nella poesia l’uomo mette la musica dentro le parole, le fa danzare per chi le leggerà, trasmette emozioni universali, inventa parole e similitudini, dona magia e giocosità al raccontare. Vi invito a riflettere su quale sarebbe stato il destino dell’uomo senza la letteratura. Come sarebbe stato possibile trasmettere la storia e la memoria della propria cultura alle generazioni future e conoscere e comprendere storia, cultura e tradizioni di altri popoli. Mi piace pensare alla letteratura come a una creatura dormiente, che si risveglia ogni volta che un lettore prende in mano un libro e che si adatta all’intelligenza e alla sensibilità di chi legge, stimolandone comprensione, memoria, immaginazione ed elaborazione, in maniera unica e originale. Ma la letteratura è soprattutto elaborazione originale e si arricchisce di giorno in giorno di nuove opere, che regalano agli autori e ai lettori momenti di riflessione, di arricchimento e di svago. Attraverso la letteratura, l’uomo capisce che molti dei dubbi, delle passioni, delle emozioni che lo pervadono sono universali e le soluzioni date da altri a problemi simili lo aiutano a comprendere e a decidere con maggiore cognizione. Anche i libri, come i loro autori, sono stati spesso messi al bando e bruciati dai tiranni perché si perdesse ogni traccia delle dottrine e delle idee che divulgavano. Quando leggiamo un classico dell’antichità, non dovremmo dimenticare quanti sacrifici sono stati fatti dai nostri antenati per farli giungere a noi e quali barbarie e oltranzismi hanno attraversato nel corso dei secoli. Chi ha la fortuna di avere bambini o nipotini in età scolare, attraverso la lettura condivisa, ha l’opportunità di ritrovare lo stato d’animo giusto per rituffarsi in viaggi e personaggi fantastici. Chi non ricorda personaggi come il Pinocchio di Collodi, il Sandokan e lo Yanez di Salgari, il cane da slitta Buck di Jack London , il Tom Sawyer di Mark Twain o l’Oliver Twist di Charles Dickens. Rileggendoli si potrà tornare nel ventre di una balena, nel Borneo e nella Malesia dei pirati, nel freddo della tundra artica, nel lussureggiante Mississippi o nella Londra di inizio 1800. Ma ciò che maggiormente si riuscirà a recuperare sono la curiosità e l’immaginazione dell’infanzia, componenti insostituibili della creatività di ogni uomo. Anche l’adulto, attraverso personaggi come Achille, Ettore e Ulisse di Omero, Enea di Virgilio, il folletto Puck di Shakespeare, Renzo e Lucia di Manzoni, può vivere l’avventura di un viaggio nel tempo e nell’immaginazione, ritrovandosi davanti alle Mura di Troia, nella nave sballottata dalle tempeste di Odisseo, nella fuga verso l’Italia dei superstiti della città di Troia, nei boschi mitologici dell’Antica Atene, nella Lombardia del 1600 dominata dagli spagnoli e infestata dalla peste. Attraverso pagine di inimitabile bellezza sarà facile, per chi le legge con mente libera e spirito ricettivo, attingere a piene mani emozioni, spunti, fantasie ed alimentare la propria creatività. Concludendo vi chiedo chi di voi non si è emozionato leggendo i versi di almeno uno di questi poeti: Saffo, Catullo, Dante Alighieri, Shakespeare, Goethe, Tagore, Pasternak, Lorca, Prevert, Neruda, chi non ne ha dedicato una all’amata accompagnando l’innamoramento, la passione, il distacco e il ricordo con i versi più consonanti? Quali sospiri e quali pene d’amore sono stati alimentati e consolati dai versi immortali. Chi più del poeta conosce e dà voce ai sentimenti che turbano l’animo umano, e chi può farli rinascere e rivivere se non le emozioni che la lettura provoca in chi se ne lascia pervadere.

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