L’amicizia
Plasmare un’amicizia con spontaneità, purezza d’animo, gioia e rispetto reciproco è come realizzare un’opera d’arte. Quanto più questa è vera, limpida e sentita tanto più la sua luce risplenderà nel tempo, donando emozioni a chi la vive. L’amicizia è aprirsi all’altro, fidarsi, rivelare il nostro cuore, essere disposti ad aiutare e farsi aiutare. Creare un’amicizia è, nel senso più nobile, gettare un ponte tra due anime fatto di spiritualità, di condivisione, di rispetto e di simpatia. La creatività è il desiderio di ricercare, di prendere coscienza e di esprimere la nostra unicità e la nostra capacità di esplorazione e scoperta in campo personale, sociale, artistico e scientifico. L’amicizia è una forma di creatività interpersonale in quanto parte dal desiderio di due persone di aprirsi per conoscersi meglio, di condividere emozioni e ragionamenti, di aiutarsi a realizzare ciascuno la propria unicità. È come se due fiammelle si unissero per illuminare meglio il cammino e, restando due, si aiutassero reciprocamente a vedere meglio e a superare gli ostacoli lungo la via. Come tutti i sentimenti umani, l’amicizia si nutre di piccole e grandi attenzioni e di rispetto, cresce se siamo disponibili a condividere gioie e dolori e ad ascoltare senza giudicare; al contrario secca e si inaridisce se ci si chiude in sé stessi e non si vuole più ascoltare e condividere. Non dobbiamo aspettarci né chiedere niente all’amico: denaro, favori e potere trasformano l’amicizia in interesse e la rendono un involucro vuoto. Non dobbiamo approvare il comportamento dell’amico quando lo riteniamo sbagliato, ma sicuramente rispettarlo e dire come la pensiamo in tutta sincerità se ci viene richiesto. L’amicizia, come tutti i sentimenti, può nascere in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione anche in quelle più degradanti e umilianti: guerre, campi di concentramento, prigioni, e ovunque nasca porta conforto, comprensione e empatia. Negarsi ai sentimenti rinchiudendosi in sé stessi è privarsi di una delle gioie della vita. La paura di essere traditi e di soffrire non dovrebbe mai avere il sopravvento impedendoci di respirare a pieni polmoni l’ossigeno che rigenera e dà vigore ai nostri sentimenti. Anche se dovessimo essere traditi, questo non deve scoraggiarci né farci sentire vinti perché la sconfitta è solo di chi rinnega l’amicizia, tradendo se stesso e la sua dignità di essere umano. Tutti i rapporti e i comportamenti umani sono sottoposti alle tempeste della vita e per durare hanno bisogno di solide radici che, in primo luogo, sono le nostre convinzioni, la nostra perseveranza, la nostra fede. Siamo noi che abbiamo tra le mani il timone e sta a noi scegliere dove dirigerci se nelle secche di una vita senza emozioni o nelle acque tempestose della creatività e dei sentimenti. Ricordiamo quanti uomini hanno dato sé stessi per non rinnegare la verità; quanti testimoni di una verità più forte anche dell’oppressione e della tortura; quanti amici si sono dati conforto e coraggio nei momenti di difficoltà e quanta gioia sgorga da noi quando beviamo alla fonte dell’amicizia. Quali gioie dunque ci regala l’amicizia? Non tentiamo nemmeno di metterle in ordine di importanza, semplicemente elenchiamole come ci vengono in mente: la condivisione di pensieri e stati d’animo, che ci aiuta a capire meglio noi stessi; la spontaneità, che ci aiuta a non indossare maschere ma a mostrarci per come siamo; l’altruismo, che ci aiuta a dividere con l’amico quanto possediamo e smussa il desiderio di accumulare soldi e potere in modo spasmodico; la fiducia, che ci aiuta a non essere sempre diffidenti e cupi; la socializzazione, che è tanto più compiuta quanto più l’amicizia non è esclusiva, ma aperta agli altri e pronta a espandersi e a diventare molteplice e universale. Diventa così un primo nucleo di una socializzazione che, al di là della famiglia, porta a creare legami leali e sinceri tra esseri umani e a superare diffidenze e ostilità. Un amico vero non pretende legami esclusivi, chiede discrezione e anela a dare e ricevere affetto da condividere con altri con animo aperto. Il chiudere l’amico in una gabbia dorata è segno di egoismo e denota paure interiori che è necessario vincere per far crescere in noi il desiderio di comunità e di universalità. Comunità e universalità sono il germe che l’uomo, col suo amore, contribuisce a far germogliare in una crescita solidale e pacifica che lo fanno sentire parte di un tutto indivisibile.
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