Capitolo quinto
La creatività emotiva
La creatività emotiva è l’attitudine ad aprirsi agli altri, saper ascoltare e voler bene, la capacità di creare e mantenere rapporti leali e sinceri in società, in famiglia, negli affetti. Nel corso dei secoli gli esseri umani, in particolare gli uomini più che le donne, hanno sempre avuto difficoltà a mostrare pienamente il proprio io , a togliere quella maschera che fin dall’adolescenza molti imparano ad indossare per difendere la propria tranquillità non esponendola troppo al vento dei sentimenti e delle passioni. È come se ci spogliassimo dei sentimenti e li rinchiudessimo in un armadio, mostrando e vivendo con un’indifferenza che raggela i cuori di chi viene a contatto con questi comportamenti. Un bambino esprime appieno le proprie emozioni, ma lentamente nel diventare adulto può succedere che apprenda a negarle o a nasconderle dietro la maschera che ha indossato. Così facendo si condanna alla solitudine emotiva e non permette agli altri di conoscere il proprio io, di vedere l’unicità che è in lui e di godere delle emozioni profonde che nega a se stesso e agli altri che lo avvicinano. Si diventa così un guscio vuoto, inespressivo, insensibile, pallida ombra che scivola nel buio della nullità sentimentale. Quale uomo nel corso della vita non ha subito dolori in famiglia, pene d’amore, delusioni dagli amici, tradimenti negli affetti e non ha sentito forte la tentazione di rinchiudersi in se stesso e di allontanare da sé il mondo dei sentimenti. In quei momenti è importante resistere, non abbandonarsi, per assopire il dolore, alla droga o all’alcool, sentire con attenzione il dolore che ci attanaglia, continuare a camminare nel deserto, procedere nel tunnel buio verso la luce, per poi sorprendersi quando i venti della vita e dei sentimenti ricominceranno a soffiare forti e a far rivivere i nostri cuori. Un cuore in inverno è il titolo di un film che parla di un cuore nudo, freddo, insensibile a qualsiasi fiamma, incapace di ardere di passione, arido come la sabbia del deserto. Il protagonista vorrebbe trovare in quella immensa desolazione ancora un oasi dove far nascere un sentimento, ma sente che è troppo tardi perché le stagioni sono passate veloci, il ceppo si è indurito e la linfa della vita scorre ormai lenta dentro di lui. Chissà se tornerà a sbocciare il fiore dell’amore nei cuori avidi di tenerezza, che sembrano insensibili, ma sono pronti ad illuminarsi di gioia di vivere se l’amore li saprà riaccendere. Per aprirsi è necessario esporsi al vento della vita e alle sue tempeste emotive, rimuovere la maschera di impassibilità e far rifiorire l’innocenza del bambino, l’autenticità dei sentimenti e la semplicità di un comportamento aperto e spontaneo. Esaminando più dettagliatamente i comportamenti che aiutano ad aprirsi verso gli altri possiamo iniziare dicendo che, in primis, è necessario cambiare le nostre abitudini attraverso: 1. Uno stile di vita salutare incentrato sull’eliminazione del fumo, degli eccitanti e della sedentarietà, il regolare svolgimento di attività sportive aerobiche come ad esempio il nuoto e il tennis; una dieta leggera e completa di tutti i nutrienti che chiamerei dieta vitale per assicurare all’organismo forza e vitalità; il rispetto del ciclo sonno-veglia che assicuri all’organismo un sonno regolare ed equilibrato; 2. Un atteggiamento di attenzione verso il proprio subconscio, che potremmo sintetizzare con il motto conosci te stesso, e che consiste nell’ascoltare il dialogo interiore che avviene dentro di noi, saperlo interpretare e guidare secondo i principi etici di rispetto verso sé stessi e gli altri, saperlo orientare verso una vita di relazioni leali e sincere; 3. Prendere coscienza delle correnti emozionali che si muovono dentro di noi, saperle interpretare e incanalare in atteggiamenti di apertura e di condivisione. 4. Non lasciarsi influenzare da condizionamenti sociali, familiari o affettivi che mirassero consciamente o no a limitare la nostra creatività emotiva; 5. Assecondare e sviluppare il desiderio di incontrare ed ascoltare gli altri, l’essere capaci di empatia intesa come sentimento fiducia, di trasporto affettivo e di desiderio di condivisione. In questo contesto comprendiamo perché è importante la componente della creatività emotiva che, per la crescita e la stabilità dell’individuo, deve convivere ed interagire con la ragione in una continua ricerca dell’armonia tra mente e cuore.
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