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domenica 16 ottobre 2016

L'amore


                                                                      L’amore 

L’amore è una flebile fiammella che va tenuta viva con empatia, passione, 
dedizione, costanza, dono di sé; è gettare un ponte verso l’amato 
per unire due cuori in uno solo. (Giorgio)

 In tutti i sentimenti umani vi è una componente di irrazionalità e scelgo di parlarne nella parte dedicata all’amore perché in nessun altro sentimento è così importante. L’amore è il più profondo sentimento di cui sia capace l’animo umano, tanto forte da desiderare di annullarsi per rinascere insieme all’altro in un’unica fusione. Per amare dobbiamo aprire le porte del cuore alle tempeste dei sentimenti, dobbiamo essere capaci di empatia, intesa come capacità di proiettarci al di fuori di noi verso gli altri con ricettività sensoriali e intellettive. Aprirci alla vita significa essere aperti alle emozioni, guardare noi stessi e gli altri nel profondo, non farci condizionare dal dolore che abbiamo provato per la fine di amori passati, capire gli altri al di là delle parole da quanto esprimono con i gesti, gli sguardi, la voce. Se guardiamo allo sbocciare di nuovi amori, ci balza agli occhi che il maggior numero nasce tra i giovani e tra gli adulti che svolgono attività creative, perché in loro la capacità di emozionarsi e la voglia di comunicare e di innamorarsi superano timori e ritrosie mentali. Nel mezzo troviamo le persone che vivono in superficie, che non trovano in loro e negli altri stimoli tali da spingerli ad aprirsi e a fidarsi, che barcollano tra sonno e veglia, che si accontentano del tranquillo scorrere del tempo e dei sentimenti, capaci di empatia ma un po’ sonnacchiose. Invece per chi non sviluppa le capacità empatiche diventa difficile proiettarsi al di fuori di sé e capire la sensibilità e le sofferenze altrui. Si diventa così egocentrici e l’unico punto di riferimento delle azioni che si compiono è il soddisfacimento dei propri fini, senza valutare le conseguenze che si producono nei sentimenti altrui. Per questi anche l’amore è un modo per soddisfare il proprio ego, in particolare la propria sessualità e non ha importanza se per farlo generano sofferenza e devastazione emotiva. L’innamoramento è alchimia di odori, tatto, vista. È un accendersi di un misto tra curiosità, desiderio e stupore; è l’immaginazione di quello che potrebbe essere; è lo stupore di entrare in contatto, di sentirsi attratti e vicini; è il battere forte del cuore e sentirsi in subbuglio dentro. Molto dell’innamoramento è irrazionale, primitivo, al di fuori del nostro controllo e questo ci turba e ci dà quel tipico senso di sdoppiamento tra razionalità e istintività. Riferendosi a queste reazioni organiche ed emotive, che spesso confliggono con la razionalità decisionale, si potrebbe parlare di chimica dell’amore. Ma ridurre tutto a un fatto puramente chimico è dare dell’amore una interpretazione riduttiva e fuorviante. Così facendo si trascura la parte spirituale che lo completa e gli dona umanità, fiducia e complicità. L’amore maturo, consolidato nel tempo, per vivere si nutre di attenzioni, del saper restare nell’altro, ascoltarlo, capirlo, ma soprattutto continuare ad emozionarlo e sorprenderlo. Possiamo affermare che l’amore è una forma di creatività? La risposta è si perché nell’amore sono presenti tante componenti della creatività miscelate ogni volta in modo unico ed originale: la fantasia, la sperimentazione, la ricerca, l’uso dei cinque sensi, l’empatia. Vale però anche l’assioma opposto che la creatività positiva è una forma d’amore. Due dei motti dell’antichità più ricchi di saggezza sono conosci te stesso e ama il prossimo tuo come te stesso. Le basi per amare il nostro prossimo sono la profonda conoscenza e il rispetto per noi stessi e la capacità di empatia che, come abbiamo visto, si nutrono a vicenda in uno scambio continuo di esperienze ed emozioni. Come per tutti i sentimenti umani non dobbiamo però dimenticare che esiste anche l’opposto dell’amore. Stiamo parlando dell’odio, che è desiderio di male e di sventure per l’oggetto della nostra avversione e che è stato causa di tante violenze e soprusi nella storia dell’umanità.

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