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martedì 18 ottobre 2016


 Capitolo sesto

                                                                      La creatività artistica 

L’arte non fornisce un doppio della conoscenza, come qualcosa in più rispetto ad essa; 
                                      ma è radicata nel conoscere. (Emilio Garroni)[ 16]

Partendo da questo assunto possiamo affermare che creatività e conoscenza, non solo non sono in antitesi, ma che la creatività trova le sue radici e la sua linfa nell’esperienza e nella conoscenza. Non ha quindi senso pensare che la creatività artistica sgorghi da misteriosi anfratti a noi estranei, essa è invece frutto inaspettato delle nostre conoscenze ed esperienze che assumono caratteri di originalità e di piacere estetico e simbolico. Il pensiero analogico, che aiuta a scoprire similitudini nascoste tra elementi che apparentemente sono diversi, è fondamentale nell’approccio creativo. La creatività si manifesta molto spesso come un pensiero laterale, che sgorga all’improvviso dal nostro io profondo e che dobbiamo afferrare al volo per non perderla, perché non ritorni a nascondersi alla nostra coscienza. Essa però non viene da chissà quali vette a noi estranee, ma arriva dalla rielaborazione interiore delle nostre esperienze e conoscenze. La creatività artistica ha il potere di affascinare e di aprire nuove strade ai nostri orizzonti sensoriali e culturali: pensiamo alle sensazioni e alle emozioni che suscita una sinfonia di Beethoven o una commedia di Shakespeare. Charles Darwin nel suo trattato L’origine dell’uomo ha affermato che la differenza tra intelligenza umana e intelligenza delle altre specie animali è di grado e non di tipo. Gli studiosi hanno condiviso a lungo questo punto di vista, avvalorato dal fatto che condividiamo circa il 98 per cento dei geni con gli scimpanzé. Affermare che l’origine della creatività umana possa ridursi a un semplice processo evolutivo, può voler dire semplificare la ricerca di spiegazioni sulla genesi del linguaggio, del ragionamento, del calcolo e dell’arte. 
Se approfondiamo lo studio delle differenze tra la mente umana e quella degli altri animali, in realtà, troviamo delle differenze sostanziali che esaminiamo brevemente: 
• L’abilità di combinare in sequenze praticamente infinite parole, note, colori, numeri dando origine a nuove elaborazioni letterarie, musicali, emotive, artistiche, logiche e matematiche; 
• La capacità di convertire le esperienze sensoriali in simbolismo mentale; 
• La capacità di ragionamento astratto che va oltre le esperienze sensoriali ed elabora teorie religiose, filosofiche, matematiche, politiche, legislative, economiche, per citarne solo alcune. 
Ripercorriamo ora insieme alcune delle principali tappe degli esordi della creatività legata alla scrittura, e alla raffigurazione scultorea e pittorica: Quasi un milione di anni fa nell’era paleolitica inizia a prendere forma e a manifestarsi l’intelligenza umana. I primi fossili della specie homo sapiens sono stati rinvenuti in Etiopia, nelle vallate dei fiumi Omo e Awash, in siti risalenti a circa 200 mila anni fa. Dall’analisi dei reperti trovati in questi siti emerge la capacità di utilizzare la pietra, i gusci dei molluschi, le ossa e le parti più resistenti degli animali per costruire armi da taglio e da getto, utensili, ornamenti e monili. Gli attrezzi litici rinvenuti a Kibish, nella bassa valle del fiume Omo, testimoniano la capacità dell’uomo preistorico di lavorare, con grande maestria, una vasta gamma di rocce. Recentissime scoperte archeologiche hanno portato alla luce, in un sito del Sud Africa, le prime testimonianze, risalenti a 100 mila anni fa, di dipinti realizzati utilizzando l’ossido di ferro trasformato attraverso una lavorazione artigianale in polvere rosso ocra. Precedentemente si datavano a 45000-50000 anni le prime testimonianze dell’ingegno umano: rudimentali strumenti musicali realizzati con ossa di animali, pitture rupestri che ritraggono scene di vita quotidiana e la raffigurazione della cattura del fuoco indispensabile per cuocere i cibi e per riscaldarsi. Il sito della grotta di Lescaux, databile intorno a 15000-20000 anni fa, situato in Francia con il suo grandioso complesso di circa 600 dipinti, fornisce la prova di nuove, importanti abilità. Gli artisti non solo mescolavano i pigmenti per ottenere i colori, ma trattavano anche i pigmenti con procedimenti sofisticati che hanno permesso ai dipinti di resistere tanto tempo. Mentre le più antiche scritture risalgono a circa 5000 anni fa, l'arte rupestre fornisce una ineccepibile testimonianza del modo di vivere dell'uomo prima che comparisse la scrittura. Oltre 20 milioni di immagini preistoriche, dipinte o incise sulle rocce, all'aperto o nelle grotte dei cinque continenti, testimoniano le creazioni dell'uomo e della sua immaginazione. Dobbiamo giungere a circa 11000 anni fa per trovare i primi rudimentali strumenti di contabilità, sotto forma di gettoni colorati ed incisi, rinvenuti in vari siti dell’Asia occidentale, che venivano usati per registrare diversi tipi di transazioni commerciali, inventariare le merci e tenere conto degli acquisti e delle vendite. Questo sistema è stato utilizzato fino agli inizi del terzo millennio a.C., quando, per la crescente mole dei commerci, i gettoni furono sostituiti da ideogrammi, giungendo, in breve tempo, all’uso della scrittura. Questo metodo innovativo rendeva possibile

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