La sensibilità
Non disprezzate la sensibilità di nessuno.
La sensibilità di ognuno è il suo genio.
(Charles Baudelaire)
La sensibilità è predisposizione ad accogliere e ad
ascoltare. È un lasciare vigili i
recettori sensoriali, aperti alla
novità, assetati di verità.
La sensibilità, intesa come stato di attenzione, di
desiderio di assimilare e di intuire, interseca poesia e scienza, in quanto
entrambe creazioni visionarie della nostra intelligenza.
Traspare con forza ed evidenza l’importanza delle
componenti emotive per il benessere personale e per una vita sociale pacifica e
armoniosa. Non sono tra quelli che contrappongono il pensiero razionale a
quello emotivo, piuttosto penso che la nostra essenza sia una, e che, pur
sviluppandosi in diverse aree cerebrali, il pensiero razionale e quello
emozionale siano parte di un’unica essenza che già in antichità era chiamata anima. La nostra anima è una e al suo
interno agiscono diverse pulsioni, che attraverso l’autoconsapevolezza, la
sensibilità e l’empatia siamo in grado di capire, di indirizzare e di
utilizzare saggiamente. Dire che le nostre azioni sono state guidate dalla
rabbia, dalla frustrazione o da altre pulsioni negative è, implicitamente,
ammettere la mancanza di saggezza e di etica del nostro comportamento.
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