Come nasce la creatività
Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.[1]
La creatività è un’abilità innata che ciascuno ha dentro di sé. È un dono che ci è stato fatto dalla natura e dai nostri cromosomi. Ognuno ha delle peculiarità che lo spingono a dedicarsi a una particolare forma di creatività. C’è chi ha il dono dell’orecchio musicale, chi quello della bella voce, chi è portato per la ricerca matematica e chi eccelle nel linguaggio, chi ha la passione del design e chi di deliziare i palati inventando nuove ricette o rielaborandole.
Possiamo allora affermare che la creatività esiste in ciascuno in forme diverse e possiamo aggiungere che può essere aiutata da una presa di coscienza di possedere abilità potenzialmente uniche.
Ad aiutarci in questa presa di coscienza può esserci la famiglia, l’educazione scolastica, le attività che svolgiamo nel tempo libero, o più semplicemente la casualità.
Tanto più sono vivi e attivi i nostri sensi, tanto maggiore è la nostra capacità creativa perché come diceva Salvador Dalì (1904-1989) l’ispirazione è ovunque, bisogna solo aver gli occhi ben aperti , e la mente pronta a ricevere.
Per avere delle idee dobbiamo essere nel flusso della vita, con i sensi ben svegli, osservare, dialogare, toccare, sentire, assaporare, e poi riflettere e lasciare rielaborare tutto dall’immaginazione, dalla fantasia e dalla libertà intellettuale.
Luis Pasteur (1822-1895) sosteneva che il caso favorisce uno spirito preparato. Pensare di avvicinarsi alla verità creando e innovando senza essere sorretti da una serie di conoscenze che ci supportino è illuderci che l’idea innovativa possa scaturire dal nulla.
Immaginiamo una miriade di circuiti creati dal nostro patrimonio genetico, e via via modificati dalle esperienze, dalle sensazioni e dagli stimoli dell’ambiente che ci circonda; tra queste mappe è racchiusa la nostra creatività, la nostra capacità di adattamento, di elaborazione e scoperta di nuove prospettive, soluzioni e visioni.
In realtà sul funzionamento del cervello restano ancora molte zone buie che sono altrettante sfide sulla via della conoscenza di questo incredibile e complesso organo che, pur costituendo solo il due per cento della massa totale del nostro corpo, consuma approssimativamente il venti per cento dell’energia disponibile.
Nella scienza, per fare passi avanti, è necessario conoscere, mettere in discussione ed elaborare teorie che innovino e diano nuova linfa a una ricerca che procede instancabile verso la conoscenza delle capacità umane, dell’ambiente circostante e dell’universo spazio-tempo. Universo che sgomenta per la sua grandezza e i suoi misteri, ma che dà tanta carica e tanti stimoli all’intelligenza umana alla continua ricerca della verità che sfugge e che mostra solo frammenti di sé.
Ad oggi le ricerche sulle basi neuropsicologiche della creatività non hanno dato risposte definitive e nessuno può affermare con sicurezza che la nostra creatività passi unicamente per i percorsi sinaptici dei miliardi di neuroni del nostro cervello.
Affiancare creatività e spiritualità è affondare nell’essenza dell’uomo così fragile eppure capace di elevarsi a vette sublimi nella musica, nella letteratura, nell’architettura, nella scultura e pittura, nella conoscenza del corpo umano e dell’universo circostante.
E sui temi delle mappe cerebrali e della spiritualità torneremo nei prossimi capitoli per cercare di capire meglio come si interfacciano con la creatività.
Immaginiamo di essere un barman di successo e di voler inventare il cocktail della creatività. Come potrebbe nascere? Ci vorrebbe un mix variabile di patrimonio genetico, input ambientali, onestà intellettuale, curiosità, spontaneità, fantasia ed ottimismo, shakerare bene per amalgamare tutti gli ingredienti ed assaggiare. Non è garantito il risultato perché per aver successo occorre aver avuto l’intuizione giusta e raccogliere il consenso del pubblico, che non di raro arriva dopo molto tempo.
Ora vi confido che, per mettere alla prova la vostra attenzione, in questo capitolo ho inserito alcune frasi riportate pari pari in altri capitoli. Queste frasi che si ripetono ci aiutano a comprendere che meccanismi simili ruotano attorno alla creatività, con le idee che vagano nella mente, si scompongono, si accavallano, si ripetono e da idee tradizionali si trasformano in associazioni diverse e originali fino a formare quel cocktail magico che dà origine alla novità.
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